Contestazioni operato Presidente del centro regionale del S. Alessio Margherita di Savoia di Roma

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05124
Atto n. 4-05124

Pubblicato il 4 maggio 2011
Seduta n. 548

LANNUTTI – Ai Ministri della salute e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

stando alle numerose contestazioni pervenute all’interrogante sull’operato del Presidente del centro regionale del S. Alessio Margherita di Savoia di Roma, questi non svolgerebbe i compiti a lui assegnati dall’art. 7 dello statuto dell’ente come: 1) quello relativo alla rilevazione ed alla definizione dei fabbisogni ai fini della determinazione della pianta organica per il prossimo triennio; 2) quello relativo alla definizione ed all’applicazione del regolamento sull’assegnazione delle case; 3) quello di definire le direttive sulle prestazioni temporanee, particolari ed altamente qualificate che legittimamente possono essere svolte da tecnici e da esperti professionisti nonché sui servizi da affidare a terzi; 4) quello di regolarizzare e stabilizzare tutti i rapporti di lavoro in atto con contratti di collaborazione coordinata e continuativa ovvero di lavoro autonomo, al fine di non continuare a stipulare contratti viziati da illegittimità, in quanto per lo svolgimento di prestazioni ordinarie dell’istituto non è consentito avvalersi di collaboratori esterni se non per prestazioni straordinare e particolari; 5) quello di approvare il bilancio economico pluriennale e quello economico annuale di previsione sulla base della contabilità analitica per centri di costo e di responsabilità; 6) quello del controllo in termini di efficienza attraverso l’analisi comparativa dei costi, dei rendimenti e dei risultati; 7) quello di aggiornare il regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento degli uffici; 8) quello di impartire direttive per avviare un programma di recupero e di sviluppo del patrimonio immobiliare dell’istituto; 9) quello di aggiornare e completare lo statuto dell’istituto in tema di assistenza agli ipovedenti ed ai bambini in età evolutiva; 10) quello di avviare le procedure e le rilevazioni necessarie per la formulazione di un programma triennale sull’attività dei servizi di riabilitazione, socio-assistenziale e didattico-formativo e ricreativo; 11) quello di formalizzare, con atto concordato con l’apparato interno e con i rappresentanti delle associazioni dei genitori e dei non vedenti e degli ipovedenti forme di partecipazioni e di consultazioni in ordine alle questioni attinenti al funzionamento dei servizi ed alla gestione del patrimonio dell’ente;

al contrario nei dieci mesi trascorsi dal suo insediamento al Centro S. Alessio, a quanto risulta all’interrogante, il Presidente si sarebbe invece completamente dedicato, occupando l’area di competenza dei dirigenti e dei responsabili dei diversi uffici, alla gestione meramente amministrativa, come evidenziato dall’interrogante nell’atto di sindacato ispettivo 4-05037, con l’intento di acquisire posizioni di supremazia e di controllo e di ottenere assensi di mera sottomissione, disponendo, da un lato, la mancata conferma di persone che da anni lavoravano al centro, la decadenza dei contratti di collaborazione dei professionisti e dei tecnici del servizio socio-riabilitativo ovvero rinnovandoli, inspiegabilmente, soltanto per pochi giorni o per due o tre mesi, dall’altro, procedendo all’assunzione con contratti a termine, senza alcuna procedura selettiva, di unità lavorative come quelle destinate all’ufficio delle relazioni esterne ed a quello giuridico, ovvero a stipulare contratti di assistenza in materia amministrativa e fiscale con studi professionali mai interpellati dall’istituto;

in particolare il Presidente avrebbe: 1) fatto assegnare, senza alcuna procedura selettiva, con contratto a tempo determinato, il posto di direttore sanitario, in sostanziale violazione della disciplina in materia di assunzione nella pubblica amministrazione, ad un pensionato dello Stato che ha superato i 75 anni di età; 2) conferito l’incarico di direttore generale, per pochi mesi, ad un pensionato con età superiore a 65 anni; 3) stipulato illegittimamente una convenzione con l’ospedale Bambin Gesù. Nei fatti la sede ospedaliera di Palidoro destina per l’assistenza al servizio riabilitativo del S. Alessio, per alcune ore alla settimana, soltanto due medici appartenenti all’unità operativa Neuroriabilitazione pediatrica ove svolgono l’attività professionale tipicamente ospedaliera per soli bambini: costoro hanno preso il posto dei professionisti di comprovata esperienza lavorativa che da anni, con elevato grado di soddisfazione, prestavano la loro opera al servizio di riabilitazione in questione ed a cui non è stato, inspiegabilmente, rinnovato l’incarico, incarico negato anche al Direttore sanitario, dopo circa quattro anni di attività. Situazione, questa, che, per quanto risulta all’interrogante, è in netta contraddizione con quanto rappresentato dallo stesso Presidente alla riunione con i genitori del 29 gennaio 2011 allorché, con affermazioni in parte mendaci e senza alcun riscontro nel testo della stessa convenzione, ha detto che il nuovo team che andrà ad integrare ed in parte a sostituire i medici dell’ente è composto da 20 medici del dipartimento di Neuroriabilitazione pediatrica dell’ospedale Bambin Gesù diretto dal professor Castelli ed inoltre dal professor Chiarelli, neuropsichiatra infantile unitamente ad un medico oculista proveniente dalla fondazione Bietti con cui il Presidente ha stipulato un’altra convenzione e da uno psicoterapeuta dell’età evolutiva;

considerato che:

con un apparato organizzativo disorientato e destabilizzato a seguito di interventi irrazionali fin qui compiuti dal Presidente monocratico, la convenzione con l’ospedale Bambin Gesù ha dato finora esiti quanto meno incerti, specie se esaminati in prospettiva, ed ha certamente ingenerato non poco disorientamento e preoccupazione; inoltre il suo costo costituisce un maggior onere aggiuntivo del 50 per cento rispetto a quello sostenuto precedentemente;

si è infatti passati da un costo di circa 44.000 euro annui per i compensi ai professionisti fin qui operanti nel servizio di riabilitazione a quello convenzionale di 66.000-70.000 euro annui per i medici dell’ospedale Bambin Gesù;

inoltre tale convenzione, stipulata e sottoscritta dal Presidente il 29 gennaio 2010, senza peraltro averne la competenza, approvata e ratificata dal Direttore generale nel mese di marzo successivo, in termini che sollevano non pochi dubbi di legittimità, stabilisce che l’attività dei medici non costituisce attività libero-professionale intramuraria;

nella vicenda si rinvengono, a giudizio dell’interrogante, comportamenti ed interventi autoritari. avulsi dal contesto di riferimento, frutto di ostinazione degna di miglior causa e con la sordità a qualsiasi apporto di collaborazione ed a qualsiasi obiezione tipica di chi si sente investito di chi sa quale missione sacra,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo riguardo all’operato, a giudizio dell’interrogante destabilizzante, invasivo e di indebita intrusione, del Presidente del centro che ha compiuto atti, per lo più esorbitanti dalle sue attribuzioni, che hanno fatto venir meno la continuità, la stabilità e la certezza dell’assistenza e che, sostanzialmente, determinano condizioni soggettive ed oggettive non solo ostative per una rigorosa applicazione della metodologia della qualità ma anche per determinare un’efficiente e produttiva progettazione a medio e a lungo termine in rapporto alle variazioni quali-quantitative della richiesta dell’assistenza psico-riabilitativa;

se non ritengano contra legem l’esercizio professionale nel centro S.Alessio da parte dei medici dipendenti dell’ospedale Bambin Gesù classificabile tra le attività intramurarie, tenuto conto che esso si svolge in un ente pubblico dotato di un servizio autonomo accreditato dal Servizio sanitario regionale;

se non ravvisino che sussistano tutte le condizioni, da quelle di legittimità a quelle tecnico-socio sanitarie, a quelle economiche e gestionali, per prendere gli idonei provvedimenti volti a determinare l’annullamento della convenzione con l’ospedale Bambin Gesù, arbitrariamente stipulata dal Presidente in carica, in dispregio a tutti i criteri della trasparenza, dell’imparzialità e della correttezza a cui deve essere improntata l’azione amministrativa di un ente pubblico, a tutela del nome e del prestigio dell’istituzione, a garanzia dei diritti degli assistiti ed a salvaguardia del buon andamento e della coesione dell’apparato organizzativo;

se non ritengano indilazionabile, necessario ed opportuno a tutela del centro regionale S. Alessio, visto l’altrettanto impervio e contestato versante della cattiva e dispersiva gestione patrimoniale e delle strutture residenziali, ed a garanzia di un’assistenza qualitativamente valida ed apprezzata, affidare l’incarico di Presidente dell’ente a persona con specifica conoscenza, accertata preparazione e comprovata esperienza di lavoro professionale nella conduzione manageriale di pubbliche amministrazioni e che non sia impegnato, come l’attuale Presidente, in altre molteplici attività lavorative;

se il Governo, una volta accertata la veridicità dei fatti, non ravvisi l’esigenza di intervenire al fine ripristinare uno stato di correttezza e di legalità, riportando ordine e tranquillità sia tra gli operatori sia tra gli assistiti ed i loro familiari considerato che i medici del cosiddetto nuovo team nella presa in carico e nella predisposizione dei progetti riabilitativi non si pongono all’interno del perimetro metodologico delimitato dalle direttive del Ministero della salute di cui al Piano d’indirizzo per la riabilitazione, tanto che essi propongono la chiusura di progetti che invece dovrebbero essere, secondo tali direttive, mantenuti ovvero rinnovati in quanto sono progetti per la riabilitazione estensiva e di mantenimento e non già di riabilitazione intensiva.

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