Finanziamenti effettuati dalle banche nel settore giustizia e nei tribunali- Fondazione Modena Giustizia

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00360
Atto n. 2-00360

Pubblicato il 26 maggio 2011
Seduta n. 559

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, della giustizia e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il 14 settembre 2010, sul portale delle Camere dei Commercio d’Italia, veniva data l’entusiastica notizia di una fondazione “Modena giustizia” per risolvere le difficoltà del sistema giudiziario, lungaggini processuali, carenze di personale, problematiche ben presenti su tutto il territorio nazionale;

si leggeva, per esempio sul sito della Camera di Commercio di Salerno, che: «Modena, però, in questo caso si distingue per come ha scelto di affrontare il problema e sostenere la giustizia. La risposta è stata quella di creare un ente trasversale, partecipato da istituzioni diverse, capace di mettere nuove risorse a disposizione del sistema giudiziario modenese, fornendo gli strumenti necessari per programmare gli interventi utili ad una modernizzazione dello stesso. È nata così, primo caso in Italia, la “Fondazione Modena Giustizia” tenuta a battesimo il 21 giugno 2010 dai sei soci fondatori (Camera di commercio, Banca Popolare dell’Emilia Romagna scarl, Banca Popolare di Verona – S. Geminiano e S. Prospero spa, Unicredit Banca spa, Ordine degli Avvocati di Modena, Ordine dei Dottori Commercialisti di Modena), che ne hanno ottenuto l’iscrizione nell’apposito registro prefettizio l’8 luglio e presentata oggi alla stampa presso la sede dell’Ente Camerale Modenese. A conferma dell’unicità dell’esempio a livello nazionale, all’iniziativa verrà riservato ampio spazio in occasione della “convention” delle Camere di Commercio italiane che si terrà in provincia di Salerno nei giorni 20, 21 e 22 settembre p.v. ove si tratterà, tra gli altri, del tema della legalità alla presenza del Procuratore Generale Antimafia, Dott. Piero Grasso. La Fondazione, che ha sede presso la Camera di Commercio di Modena e che ha richiesto un investimento di 410mila euro, per gli obiettivi che si prefigge ha ottenuto l’apprezzamento della Presidenza della Repubblica». Si legge inoltre che l’obiettivo di assicurare efficienza, tempestività e funzionalità al “sistema giustizia” può essere conseguito solo mediante l’utilizzo di nuove tecnologie e attraverso un processo obbligato di modernizzazione e informatizzazione. «La fornitura di apparecchiature informatiche e l’adeguata preparazione degli addetti rappresentano le prime iniziative messe in atto dal Tribunale grazie alla fondazione, che tra le sue finalità, si prefigge, tra l’altro, di bandire borse di studio e di consentire l’utilizzo del programma PCT (Processo Civile Telematico). La collaborazione fra gli enti coinvolti si propone di fornire il supporto necessario per dare avvio ad un circolo virtuoso, in cui nuove possibilità di investimento consentiranno di razionalizzare i processi e modernizzare i servizi, rendendoli più efficienti ed efficaci nell’interesse di tutti, cittadini ed imprese: perché la difesa della “giustizia” implica necessariamente una difesa della libertà, la libertà di tutelare e sostenere i diritti di ciascuno»;

sul quotidiano “Gazzetta di Modena”, in un trafiletto del 5 febbraio 2011, si leggeva che: «Un esperimento pressoché unico nel suo genere, e che tanti già vogliono copiare, quello della Fondazione Modena Giustizia, nata nel settembre dell’anno scorso grazie alla collaborazione e allo sforzo di Camera di Commercio, tre banche (Bper, Popolare Verona-Bsgsp e Unicredit) e Ordini degli avvocati e dei commercialisti. Il primo atto è stato raccogliere 410mila euro di fondi da destinare al tribunale e dal 1º gennaio di quest’anno, grazie al contributo della Fondazione, è stata assunta una persona per attivare in tribunale, a fianco dell’ufficio esecuzioni immobiliari, un ufficio che garantirà un delegato alle vendite. «Un ufficio e una persona in più che potranno servire per snellire ulteriormente i tempi» conclude Guglielmo Borelli dell’Ordine forense»;

considerato che:

per quanto risulta all’interrogante, le banche che finanziano abbondantemente questo progetto sono tra i soggetti che più frequentemente ricorrono all’attività giudiziaria, in merito a cause ordinarie, decreti ingiuntivi, revocatorie, anatocismo, affari societari ed una miriade di giudizi intentati dai risparmiatori sul gravissimo fenomeno del risparmio tradito, come bond Cirio, Parmalat, Tango bond, Giacomelli, Lehman Brothers, bond bancari fasulli ed altri titoli “tossici” assegnati disinvoltamente dagli istituti di credito ai risparmiatori, senza peritarsi di informarli sul rischio degli investimenti di “titoli patacca” che hanno bruciato il sudato risparmio ad almeno un milione di famiglie per un controvalore di 50 miliardi di euro;

sul quotidiano “la Repubblica” del 24 maggio 2011, Andrea Greco, nella sua rubrica “Affari in Piazza” dal titolo: “Modena capitale (delle liti)”, così descriveva la «Multioffensiva dell’avvocato Samorì contro “il meccanismo autoreferenziale del vertice Bper”. Appena espulso dal libro soci dal cda che lo incolpa dei tafferugli assembleari di aprile, non s’è perso d’animo. Dal suo studio legale, “tra i primi dell’Emilia”, (e che gli permette di reggere col sorriso 11 milioni di minusvalenze su 23 investiti nella banca modenese, ndr) annuncia: 1) ricorso alla Corte dei diritti dell’uomo, per affermare i suoi diritti di opinione; 2) causa civile per danni ai vertici Bper, che ambisce rimpiazzare; 3) esposto al Csm sulla legittimità di Fondazione Modena Giustizia, nata un anno fa (con Bper gran finanziatore) per supportare, anche con opere, il tribunale locale. E creare, teme lui, “debiti di riconoscenza e incompatibilità ambientali”. Non sazio (4), Samorì ha portato in Consob – che lo ha sollevato dall’accusa di prebende per raccogliere deleghe assembleari – una nota che “comprova il collegamento” tra due liste che hanno escluso la sua “Bper futura” dalla governance. Via alle carte bollate»;

in un articolo pubblicato su “Milano Finanza”, stessa data, dove si dava conto di un esposto al Consiglio superiore della magistratura per verificare l’operato della fondazione “Modena giustizia”, Samorì attacca il Tribunale. Dopo l’esclusione dal libro soci Bper, l’avvocato modenese si scaglia contro l’ente: è promosso da Banco popolare Emilia-Romagna e Unicredit e sostiene a livello economico il palazzo di giustizia della città;

si legge inoltre che: «Gianpiero Samorì allarga l’offensiva contro la Modena che lo rifiuta e, poco prima dell’esclusione dal libro soci della Popolare dell’Emilia-Romagna, ha alzato il tiro contro il Tribunale. Ieri, durante un incontro con un ristretto numero di giornalisti, l’avvocato modenese ha annunciato un esposto al Consiglio superiore della magistratura. Il provvedimento contesta l’attività della Fondazione Modena Giustizia, nata nel giugno scorso per offrire sostegno economico al tribunale della città. L’ente ha tra i suoi soci Bper, affiancata dal Banco Popolare, da Unicredit, dagli ordini dei commercialisti e degli avvocati e dalla Camera di commercio. (…) L’obiettivo della Fondazione è realizzare “progetti intesi a una maggiore efficienza dell’apparato giudiziario e a integrare le dotazioni del Tribunale di Modena e delle sedi distaccate”. Secondo Samorì, però, l’ente rappresenterebbe un caso unico in Italia e rischierebbe di creare “debiti di riconoscenza da parte del tribunale” verso i soggetti promotori. “Come è noto le banche sono tra i soggetti che più frequentemente ricorrono all’attività giudiziaria. Decreti ingiuntivi, cause ordinarie, revocatorie, concordati, affari societari vedono pressoché quotidianamente gli istituti di credito soggetti a provvedimenti giurisdizionali”, spiega il testo dell’esposto, sottolineando che nel cda della Fondazione sono stati cooptati alti dirigenti e amministratori delle banche. “La situazione di forte imbarazzo nella quale mi trovo è evidente”, spiega Samorì, “dovendo difendermi dall’azione risarcitoria promossa da Bper e, a mia volta, impugnare le delibere dinnanzi a un Tribunale il cui funzionamento è assicurato dalla stessa banca. L’imbarazzo è aumentato dalla generale convinzione, che si è radicata nella società civile modenese, circa la perdita di autonomia e terzietà dell’intero Tribunale e dei suoi singoli membri rispetto all’istituto di credito per effetto della accettazione di rilevanti somme di denaro per il funzionamento dell’ufficio”, conclude l’esposto»;

si tratta, insomma, di attacchi molto duri che minano la credibilità di istituzioni ben radicate nel tessuto locale. Si legge ancora: «Peraltro, dopo l’esclusione dal libro soci, Samorì ha annunciato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo ed è pronto a intraprendere una causa civile al Tribunale di Modena, dove chiederà a livello personale anche i danni al presidente Ettore Caselli e all’amministratore delegato, Fabrizio Viola»,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti che i finanziamenti effettuati dalle banche nel settore giustizia e nei tribunali abbiano la finalità di attivare la riconoscenza, anche indiretta, dei beneficati, che potrebbero perdere quei giudizi di imparzialità nell’amministrazione del bene giustizia che deve essere uguale per tutti, incluse le banche;

se tali forme subdole di finanziamenti elargiti con l’intento nobile di far funzionare meglio la giustizia non facciano funzionare meglio quella a favore di banche e banchieri, quindi a danno dei cittadini, consumatori e risparmiatori spesso truffati dagli istituti di credito a giudizio dell’interpellante con il concorso dei distratti controllori e spesso beffati da interpretazioni soggettive delle stesse norme a presidio del risparmio e degli investimenti affidati in banca;

se risulti che tali prebende allegramente elargite dai banchieri, che nei loro comportamenti spesso truffaldini a danno delle famiglie e degli enti locali possono essere assimilati ai bankster, ossia gangster travestiti da banchieri nelle loro azioni reiterate di distruzione del pubblico risparmio per conseguire stock option, ma non ai mecenati, oltre a minare autonomia e l’indipendenza della magistratura e dei tribunali nell’esercizio della giustizia, possano indurre a generare un senso di ripulsa da parte della pubblica opinione verso atteggiamenti intollerabili di ingiustizia;

se risulti quante siano le sentenze emesse dal Tribunale di Modena nell’ultimo anno favorevoli alle banche, in particolare ad Unicredit, Bper e Popolare di Verona e quante abbiano visto consumatori, risparmiatori e famiglie soccombenti e se ciò rientri o meno nella media nazionale di altri Tribunali, ancora non sponsorizzati dagli istituti di credito, che cercano di comperare tutti, perfino la giustizia.

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One comment on “Finanziamenti effettuati dalle banche nel settore giustizia e nei tribunali- Fondazione Modena Giustizia

  1. James 14 ottobre 2012 17:53

    Wow! il calcio iadlnrese! Quando sono stato in Irlanda con la mia squadra di rugby vedevo che laggic3b9 tutti erano molto pic3b9 appassionati di calcio iadlnrese (il rugby sa un po’ troppo di sport da Inglesi ), e ne ho visto anche qualche spezzone alla TV ma non ci capivo niente. Avessi avuto sottomano il tuo prezioso articolo! Non esiste una voce bevute di birra ? in quel campo potrei dire la mia: in quell’occasione sono riuscito a battere un Irlandese (quelle cose che chissc3a0 perchc3a9 a noi maschietti ci gasano e di solito invece alle donne fanno pure un po’ schifo )Quanto a wiki, io non ho fatto query perchc3a9 non so nemmeno come si faccia, ma mi annoto le voci sulla pagina utente. Qualche giorno fa le ho contate e sono rimasto stupito anch’io (anche se sono ben lungi dalle tue 1000). Comunque, congratulazioni! 1000 di queste query! Vermondo

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