Agenzia sicurezza nucleare

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00374
Atto n. 2-00374

Pubblicato il 21 giugno 2011
Seduta n. 570

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il 5 novembre 2010, il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina dei componenti del consiglio direttivo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare (ASN). Alla presidenza è stato nominato, su indicazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, il professor Umberto Veronesi. Gli altri componenti sono Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, indicati dal Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, e Michele Corradino e Stefano Dambruoso, indicati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo;

secondo i ministri Prestigiacomo e Romani tale provvedimento prende il via la fase operativa dell’istituzione dell’ASN, organismo che rappresenta uno snodo fondamentale nell’ambito del complesso iter che porterà l’Italia a integrare con il nucleare la sua strategia energetica nazionale;

premesso altresì che a quanto risulta all’interpellante:

Maurizio Cumo è professore ordinario di impianti nucleari presso la facoltà di Ingegneria dell’università “La Sapienza”. Ha ricoperto diversi incarichi presso importanti centri di ricerca, tra cui il comitato scientifico del programma finalizzato energetica del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e il comitato direttivo dell’International solar energy society (ISES). Fa parte della Commissione grandi rischi della Presidenza del Consiglio dei ministri ed è socio dell’Accademia nazionale delle scienze. Nel biennio 2000-2002 è stato presidente della Sogin, società per la gestione degli impianti nucleari italiani. Ha al suo attivo oltre 220 pubblicazioni scientifiche;

Marco Enrico Ricotti, laureato in Ingegneria nucleare, è professore ordinario presso il Dipartimento energia, divisione energia nucleare del Politecnico di Milano. Esperto in reattori nucleari di nuova generazione, sistemi e analisi di sicurezza, termoidraulica, simulazione dinamica ai fini di sicurezza e controllo, attualmente è rappresentante d’area presso il Senato accademico. È stato, tra l’altro, vicedirettore del Dipartimento di energia e membro del nucleo di valutazione di ateneo;

Michele Corradino, consigliere di Stato, è attualmente capo di gabinetto del Ministero dell’ambiente e ha svolto il ruolo di capo di gabinetto e di consigliere giuridico in diversi Ministeri. È stato docente di diritto amministrativo in diverse università.

Stefano Dambruoso, magistrato, già sostituto procuratore della Repubblica di Milano, è stato componente della Direzione distrettuale antimafia di Milano, consulente dell’Istituto internazionale dell’Onu per la ricerca sulla lotta al crimine organizzato e al terrorismo ed esperto giuridico presso la rappresentanza permanente italiana alla sede dell’Onu a Vienna. Attualmente è capo dell’Ufficio per il coordinamento dell’attività internazionale del Ministero della giustizia;

a seguito del parere contrario espresso dalle Commissioni riunite VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati sulla proposta di nomina di Michele Corradino, il Governo corse ai ripari avanzando la designazione di Stefano La Porta, il quale a fine gennaio 2011, con 63 si e 6 no delle citate Commissioni riunite della Camera, ebbe via libera alla nomina come quinto e ultimo componente dell’ASN, facendo seguito al voto favorevole precedentemente espresso dalle competenti Commissioni parlamentari del Senato. Il nome di La Porta (che ricopre attualmente la carica di direttore generale dell’Ispra e fino a qualche tempo fa era sub-commissario dell’Istituto) si aggiunge a quelli di Umberto Veronesi, Marco Ricotti, Maurizio Cumo e Stefano Dambruoso, già nominati dal Governo e ratificati dal voto nelle Commissioni parlamentari competenti che per legge devono esprimere un parere sulla candidatura. Una volta completata la cinquina che compone l’ASN (la cui ratifica viene fatta con decreto del Presidente della Repubblica), spetta ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri la definizione della sede dell’organismo (ai tempi del ministro Claudio Scajola si parlava di Genova, ma in lizza c’erano anche Venezia e Roma), cui fa seguito un analogo provvedimento recante il regolamento di organizzazione e funzionamento. Ma il primo atto che dovrà assumere (all’unanimità) il nuovo consiglio direttivo dell’ASN sarà la designazione del direttore generale a cui fa capo tutta la struttura amministrativa con compiti di coordinamento e controllo;

considerato che:

a seguito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011, indetta dalla raccolta di firme dell’Italia dei Valori contro il nucleare, oltre 25,5 milioni di cittadini su 27 milioni di votanti hanno votato sì e il quorum è stato abbondantemente raggiunto dopo ben 16 anni, nonostante la scarsa informazione da parte dei media, specie della Rai che ha occultato i referendum, e dopo che Governo e maggioranza avevano negato l’accorpamento con le amministrative procurando uno sperpero di fondi pubblici di ben 300 milioni di euro;

la stragrande maggioranza degli italiani ha così bocciato definitivamente il ritorno al nucleare, per l’enorme pericolo che l’energia atomica produce sulle popolazioni e sulla collettività, dopo i disastri di Chernobyl e di Fukushima, posto che i profitti da nucleare vengono incassati dalle banche che finanziano l’atomo e dalle aziende produttrici, mentre i costi sociali enormi, i rischi ed i pericoli sulla popolazione e sull’ambiente derivanti dagli “incidenti” e dallo smaltimento delle scorie vengono addossati sulla collettività, sulle comunità, sugli enti locali e sui Governi, che devono provvedere alle operazioni di cura della salute e di bonifica dell’ambiente inquinato che si protrae per secoli,

si chiede di sapere:

se il nuovo consiglio direttivo dell’ASN abbia già provveduto alla designazione del direttore generale; quante unità lavorative, oltre alle circa 100 già previste nella sede romana di via Sallustiana distaccate dall’Enea e dal Ministero dell’ambiente, abbiano iniziato l’attività all’ASN e quante consulenze siano già state deliberate;

se siano già state formalizzate le dimissioni del professor Umberto Veronesi e degli altri membri dalla presidenza e dal consiglio dell’ASN, dopo l’indiscutibile esito referendario, con ben 25,5 milioni di cittadini che hanno sconfessato le singolari teorie del ritorno al nucleare;

quali siano i compensi finora elargiti ai componenti designati, quali Umberto Veronesi, Marco Ricotti, Stefano la Porta, Maurizio Cumo, Stefano Dambruoso, e quali i costi economici e finanziari gravanti sui bilanci pubblici, finora sopportati per il funzionamento dell’ASN;

se il Governo, a seguito della volontà popolare espressa a stragrande maggioranza degli elettori nelle consultazioni referendarie del 12 e 13 giugno 2011, che ha bocciato sonoramente anche la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua ed il legittimo impedimento, non abbia già provveduto a sciogliere l’ASN presieduta dal professor Umberto Veronesi o se tale delibera non sia prevista e calendarizzata in un prossimo Consiglio dei ministri, per evitare sperperi e sprechi di fondi pubblici in fantomatiche agenzie a danno della collettività;

quali misure urgenti intenda attivare per evitare che le scelte errate di politica energetica, propugnate dai banchieri e da ex ambientalisti pentiti come il Chicco Testa, possano ricadere sulle famiglie e sui consumatori, che già pagano, sulle salatissime bollette Enel, oneri impropri per oltre 4 miliardi di euro all’anno.

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