Banca di Pompiano-Cannistraro Bankitalia

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02273
Atto n. 3-02273 (in Commissione)

Pubblicato il 28 giugno 2011
Seduta n. 574

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

il fenomeno del risparmio tradito, che ha bruciato 50 miliardi di euro di sudati sacrifici ad un milione di famiglie, ha messo in luce la questione di scarsi o omessi controlli, se non vera e propria collusione, da parte delle autorità vigilanti, in primis Banca d’Italia e Consob, come è dimostrato da alcuni processi penali a carico dei “furbetti del quartierino” e delle varie “cricche economico-bancarie”, dal caso Cirio a Parmalat fino al crac di Lehman Brothers, le cui obbligazioni venivano reclamizzate come sicuri investimenti dalla massima affidabilità sul sito dell’Associazione bancaria italiana “Patti Chiari”;

nei mesi scorsi, con esposto inviato da un gruppo di cittadini alla Banca d’Italia – nonché ad altre autorità – veniva affermato che il vertice della Banca di Pompiano (presidente e direttore generale) avevano posto in essere operazioni finanziarie gravemente lesive dell’immagine societaria oltre che della stabilità finanziaria della banca;

nel citato documento veniva evidenziato un poco trasparente affidamento a favore del presidente dell’Istituto di credito per milioni di euro – la più elevata esposizione anche nei confronti della banca – con una perdurante insolvenza dello stesso supportata da operazioni di anticipazioni di fatture di dubbia autenticità, analoghe alle false RIBA per oltre 2 miliardi di euro accertate dalle perizie nel crac Parmalat, senza che l’Ufficio di vigilanza della Banca d’Italia e la Centrale rischi avessero mai eseguito accertamenti preventivi su tali volumi anomali di ricevute bancarie;

veniva fatto riferimento a rapporti con la magistratura inquirente, a verifiche fiscali con un accertamento transato e possibile procedimento giudiziario;

in relazione a tale esposto risulta all’interrogante che le lettere del Presidente della banca di credito cooperativo di Pompiano e del Presidente del Collegio sindacale vengono inviate al signor Cannistraro (responsabile della vigilanza a Brescia) sulla sua e-mail personale in bozza, durante l’orario di ufficio, come del resto altre comunicazioni, delibere ed altro, affinché il signor Cannistraro, dirigente della Banca d’Italia, dopo un attento esame provveda a fare le sue revisioni, mitigando i documenti, considerazioni e valutazioni, per poi rinviare i documenti revisionati, sempre durante l’orario di ufficio attraverso la sua e-mail personale, alla e-mail personale della segretaria del presidente della banca di Pompiano;

nei documenti revisionati dal signor Cannistraro, viene fatto riferimento, con esplicito scopo di rafforzare la difesa della banca e dei citati esponenti bancari oggetto dell’esposto, al rapporto redatto dal gruppo ispettivo inviato presso la banca di Pompiano nel 2007, il quale non avrebbe rilevato alcunché;

infatti il gruppo ispettivo è stato costituito appositamente da componenti fiduciari riconducibili proprio al signor Cannistraro, come in altre circostanze, con l’evidente finalità di mitigare la stessa ispezione;

il signor Cannistraro è un dirigente della Banca d’Italia (recentemente promosso a direttore della filiale di Bolzano nonostante tali comportamenti che denotano commistioni con le banche vigilate), preposto al settore vigilanza; pertanto il suo compito istituzionale è quello di controllare le banche vigilate – secondo il rispetto della legge come prevede il testo unico bancario del 1993 – e non svolgere attività di consulenza e difesa delle banche vigilate redigendo per conto delle stesse banche sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia documenti riservati, in particolare al suo controllo e gestione quale responsabile della vigilanza;

il responsabile della vigilanza, quale referente dell’istituzione Banca d’Italia, ha il compito di accertare, sulla base di segnalazioni ed esposti, verifiche a distanza e in loco per meglio appurare i fatti, astenendosi da attività di consulenza e difesa degli esponenti bancari tramite la redazione di documenti per conto dei soggetti sottoposti a controllo dell’organo di vigilanza;

tali comportamenti, affatto rari nell’attività ispettiva, rappresentano grave violazione del segreto e dei doveri di ufficio, che vietano espressamente di svolgere attività di consulenza, difesa e redazione di documenti riservati a favore, per conto e nell’interesse di esponenti bancari soggetti al controllo di vigilanza della Banca d’Italia, in contrasto con le norme e le disposizioni della Banca d’Italia, in palese conflitto di interessi e che possono configurare finalità di vantaggio personale e patrimoniale a discapito delle attività istituzionali della Banca d’Italia;

considerato altresì che, ad avviso dell’interrogante:

è censurabile il comportamento del signor Cannistraro, recentemente promosso a direttore della filiale di Bolzano della Banca d’Italia come premialità per la sua contiguità con le banche vigilate, e tali fatti, una volta accertati, dovrebbero essere suscettibili di provvedimenti disciplinari;

sembra che sia diventata una vera e propria prassi l’instaurazione di rapporti collusivi tra vigilanti e vigilati e i rapporti fiduciari descritti tra dirigenti bancari, che ottengono di addomesticare le ispezioni e vigilanti, configurano violazioni così evidenti da integrare i rischi con presunte utilità e sarebbe opportuno avviare un’urgente indagine patrimoniale che possa escludere tali vantaggi, per non compromettere la reputazione dell’istituzione Banca d’Italia,

si chiede di sapere se al Governo risulti che la Banca d’Italia abbia effettuato sulla vicenda verifiche e/o accertamenti e quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di dirigenti collusi con il sistema bancario locale, per restituire limpidezza e trasparenza a comportamenti censurabili.

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