Bisignani – Montezemolo

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00373
Atto n. 2-00373

Pubblicato il 21 giugno 2011
Seduta n. 570

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia. -

Premesso che anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, molto solerte nel predicare le pubbliche virtù ed una moralità economica alle quali gli altri dovrebbero attenersi, chiese aiuto per l’ex compagna Edwige Fenech agli amici della televisione pubblica, quella Rai finanziata con i soldi dei cittadini, ma gestita con criteri fin troppo clientelari, offrendo in cambio una fuoriserie al direttore generale della televisione pubblica. «Montezemolo, la Maserati e la fiction della Fenech – Il figlio dell’ex piduista assunto a Maranello: “È in gamba”» è il titolo di un articolo pubblicato su “la Repubblica” del 21 giugno 2011. Vi si legge: «In quel telefono di Luigi Bisignani che non smette mai di squillare e trafficare, accade che si ascolti, in almeno tre occasioni, la voce di Luca Cordero di Montezemolo. Si parla di “cortesie”, sullo sfondo di un’assunzione alla “Ferrari” (il figlio di Bisignani) e di un’urgenza: lo sblocco del finanziamento di una serie di fiction prodotte per la Rai da una ex compagna di vita (Edwige Fenech). E ancora: di una Maserati in prova per l’amico Mauro Masi, di un’inimicizia dell’amministratore delegato di Ferrovie. E così, il 23 febbraio di quest’anno, il Presidente della Ferrari si ritrova di fronte ai pubblici ministeri napoletani per raccontare una storia che comincia nel 1989. “Era l’anno dei Mondiali di calcio in Italia e Bisignani, giovane giornalista, era all’Ansa – ricorda Montezemolo – Noi dell’organizzazione ottenemmo il suo distacco. Molti anni dopo, quando ero presidente di Confindustria, venni a sapere che lavorava per Eni e anche che suo figlio lavorava per la ‘Renault’, dal momento che Bisignani è amico di Briatore”. Dunque? Dunque, prosegue Montezemolo, “dal momento che ci serviva un ragazzo giovane che trattasse con gli sponsor, dissi a Domenicali (Stefano, direttore sportivo della Ferrari ndr.) di incontrare il ragazzo e di testarlo. So poi che è stato assunto e mi dicono che è in gamba”. Con Bisignani junior alla “Ferrari”, i contatti di Montezemolo con Bisignani senior si ripetono. “Gli chiesi – ricorda Montezemolo – di sondare Lucchini (Stefano Lucchini, capo delle relazioni esterne dell’Eni e braccio destro di Paolo Scaroni) per sapere quali fossero le posizioni dell’Eni sul rinnovo delle cariche di Confindustria a Napoli, perché per me Bisignani è sempre stato l’interfaccia di Scaroni”. E, “parlando con lui, mi disse che Moretti di Ferrovie ce l’aveva con me”. Fino alla telefonata in cui si discute di Rai. “Chiesi a Bisignani di intervenire su Masi – spiega Montezemolo – nell’interesse di Edwige Fenech, che è stata la mia compagna e che produce fiction per la Rai. Mi aveva detto infatti che la Rai si era impegnata a finanziare la produzione e che lei aveva dovuto affrontare delle spese preliminari. Per questo, inizialmente, chiamai direttamente Masi da Abu Dabi. E subito dopo chiamai Bisignani per dirgli di intervenire direttamente sul direttore generale”. In quella telefonata, a dire il vero, c’è anche dell’altro. Un’auto fuoriserie di cui il direttore generale della Rai si era invaghito. “Una Maserati”. “Sì – dice Montezemolo – Masi mi aveva chiesto di provarla e io gliela avevo mandata”. Non è dato sapere che fine abbia fatto l’auto. La Fenech invece, a dire del Presidente della Ferrari, è ancora in attesa che quel finanziamento Rai si sblocchi. C’è infine un’ultima telefonata tra Montezemolo e Bisignani. I pubblici ministeri la fanno ascoltare all’ex presidente di Confindustria perché offra qualche indicazione, ma la risposta non è di grande aiuto. “Non riesco a capire – dice Montezemolo – a cosa questa conversazione possa riferirsi. Mi risulta che Bisignani sia molto amico di Geronzi (Cesare, ex presidente di Generali ndr) e di Gianni Letta»,

si chiede di sapere:

se risulti al Governo che nel giro tra Briatore, Montezemolo, Bisignani ed altri compagni, che sembra, secondo le accuse dei magistrati, si siano dati da fare per piazzare loro uomini in posti strategici con scambio di favori, Mauro Masi, a quanto risulta all’interpellante, già braccio destro di Gianni Letta, sia stato beneficato di una Maserati e se tale regalia non possa configurare il reato di corruzione;

se il gruppo, che aveva riferimenti diretti in ambienti di Governo, non abbia operato anche per l’elezione di Luca Cordero di Montezemolo ai vertici di Confindustria, posto che Bisignani è sempre stato l’interfaccia di Paolo Scaroni e che anche l’Eni ha svolto un ruolo importante per i rinnovi dei vertici, in particolare sul rinnovo delle cariche di Confindustria a Napoli;

se il suddetto scambio di favori per cui Montezemolo riuscì ad ottenere il distacco dell’ex giornalista dell’Ansa Bisignani ai mondiali di calcio e, quando era presidente di Confindustria, ad assumere il figlio di Bisignani alla Ferrari, non possa configurare fattispecie di abuso a danno dei giovani talenti non raccomandati, che non riescono a trovare un posto di lavoro e sono costretti a vite da precari;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare, compreso un monitoraggio attento sulle sponsorizzazioni e sugli investimenti pubblicitari delle aziende pubbliche importanti, quali Eni, Finmeccanica, Enel e Ferrovie dello Stato, che sono presiedute da Lamberto Cardia, a seguito di una nomina a giudizio dell’interpellante voluta dalla “cricca di potere” che ruota attorno a Bisignani per restituire trasparenza e moralità a pubbliche funzioni compromesse da atti corruttivi sempre a danno delle giovani generazioni e dei talenti più meritevoli.

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