Giudici Popolari Corte di Assise

 

Mostra rif. normativi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05450
Atto n. 4-05450

Pubblicato il 22 giugno 2011
Seduta n. 571

LANNUTTI – Ai Ministri della giustizia, per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa. -

Premesso che:

per quanto risulta all’interrogante, i cittadini del XV municipio del comune di Roma stanno ricevendo in questi giorni in cassetta postale un “invito di presentazione” sulla falsariga, quanto meno per i toni, del vero e proprio ordine a comparire emesso dal giudice, del seguente tenore: “La S.V. è invitata a presentarsi negli orari sottoindicati ed entro 5 giorni dalla data del presente invito presso il Comando·del XV·Gruppo della Polizia municipale di Roma Via di Poggio Verde 389, Reparto Anagrafico-Notifiche-ATER – stanza 31 per l’aggiornamento degli Elenchi del Giudici Popolari di Corte di Assise e di Corte di Assise di Appello. Dovrà presentarsi munito di documento d’identità e fornire informazioni relative all’esatto titolo finale di studio e data di rilascio; alla denominazione e ubicazione dell’Istituto Scolastico dove è stato conseguito il titolo finale di studio; alla professione esercitata. È richiesta la presenza della persona invitata che dovrà sottoscrivere quanto dichiarato”. Di seguito “orario per il ritiro dell’atto; lunedì, mercoledì e venerdì ore 8,30-13,00 martedì 8,30,13; 00/ 15;00-17,00 giovedì 8,30-17; 00″;

come è noto le Corte d’assise e le Corte d’assise d’appello sono formate da due giudici togati e sei giudici popolari. La nomina a giudice popolare viene effettuata dal Presidente del Tribunale ed è subordinata al possesso dei seguenti requisiti: la cittadinanza italiana, l’età compresa tra i 30 e i 65 anni, il godimento dei diritti civili e politici, la buona condotta morale, la licenza di scuola media inferiore per la Corte di assise, licenza di scuola media superiore per la Corte di assise di appello. Sono esclusi i magistrati e i funzionari in servizio all’ordine giudiziario, gli appartenenti alle Forze armate e alla Polizia, i membri di culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione;

gli elenchi dei giudici popolari vengono aggiornati con cadenza biennale e chi, senza giustificato motivo, non si presenta, è condannato al pagamento di una somma che va da 2,58 a 15,49 euro, nonché alle spese dell’eventuale sospensione o rinvio del dibattimento, senza pregiudizio delle più gravi sanzioni stabilite dalla legge nel caso che il fatto da lui commesso costituisca reato;

posto dunque che i dati relativi a cittadinanza, età, godimento dei diritti civili e politici e buona condotta morale sono già in possesso dell’amministrazione comunale tramite l’anagrafe; che anche l’eventuale causa di esclusione per ragioni professionali sono nella quasi totalità dei casi in possesso dell’amministrazione risultando nella carta d’identità; che dalla professione svolta è desumibile anche il livello di scolarizzazione del cittadino; che non si comprendono le ragioni per cui i vigili urbani del XV municipio di Roma siano interessati a conoscere “denominazione e ubicazione dell’Istituto Scolastico dove è stato conseguito il titolo finale di studio”, dati che a distanza di molto tempo, talora, sono stati ampiamente dimenticati dall’interessato; che comunque oggi i cittadini che non siano in possesso almeno del diploma di scuola media inferiore è una rarità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti;

se non si intenda promuovere iniziative, anche di legge, volte ad esigere che i giudici popolari, deputati a formare collegi che giudicano dei reati più gravi (omicidio e stragi) e che comminano le più gravi pene previste dall’ordinamento (ergastolo) siano in possesso quanto meno di diploma di laurea affinché dispongano di quella maturità culturale che consenta l’effettiva partecipazione agli organi collegiali;

se ritengano i Ministri, rispettivamente per le proprie competenze, di poter giustificare in qualche modo la condotta di una pubblica amministrazione che obblighi un cittadino che, abitando ai confini dello stesso municipio (ad esempio via Majorana), sia costretto a percorrere 13 chilometri tra andata e ritorno a proprio rischio e pericolo, spese, perdendo mezza giornata di lavoro per fornire alla stessa dati di cui è già in possesso o del tutto inutili;

se non si ritenga di intervenire per quanto di competenza affinché i Vigili urbani di Roma abbandonino l’intollerabile atteggiamento autoritario e repressivo che stanno adottando nei confronti dei cittadini.

Senza categoria

Leave a Reply