Ing. Massimo Caputi- ex Aurum Pescara

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05451
Atto n. 4-05451

Pubblicato il 22 giugno 2011
Seduta n. 571

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che il Comune di Pescara avrebbe pagato due volte per il progetto di ristrutturazione dell’Aurum;

si legge infatti su un articolo de “Il Centro” del 14 giugno 2011 che: «Nel 2006, l’ente ha versato 258.900 euro all’ingegnere Massimo Caputi per un progetto finito nel cestino. La stessa cosa è accaduta con la progettazione della riviera nord. Anche in quel caso l’elaborato non è stato mai utilizzato. in compenso, non è stato ancora pagato. Il progettista ha richiesto una parcella di circa 200mila euro e il Comune è in causa da quasi venti anni, perché non intende pagare. Il progettista è uno dei manager più noti dell’Abruzzo. Basti pensare che Massimo Caputi è stato amministratore delegato di società del calibro di Grandi stazioni e di Sviluppo Italia, nonché membro del cda di Acea, Monte dei Paschi di Siena e Banca agricola Mantovana. (…) All’epoca dei fatti Caputi aveva una società di progettazione la Proger, fondata insieme a un gruppo di professionisti: Ercole Falasca, Tommaso Gangai e Luciano Porfiri. A cavallo tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, periodo d’oro della Dc di Remo Gaspari, sfornò, su richiesta del Comune di Pescara, decine di progetti per la città. “Quando mi sono insediato nel dicembre del 1994″, ricorda l’ex sindaco Carlo Pace, “ho trovato nei cassetti progetti importanti della Proger. Uno di questi riguardava il nuovo tribunale che io ho prontamente utilizzato”. Tra le carte lasciate in eredità c’era anche quella per la ristrutturazione dell’Aurum. “Non sono riuscito ad utilizzarla, perché mancavano i finanziamenti per realizzare l’opera”, racconta Pace, “ricordo che era un bel progetto, diverso da quello poi realizzato, più orientato al restauro conservativo”. I finanziamenti sono poi arrivati con l’amministrazione successiva, guidata dall’ex sindaco Luciano D’Alfonso. Ma il progetto di Caputi, di cui forse si ignorava l’esistenza, è rimasto nel cassetto. La giunta di centrosinistra ha deciso di ripartire da zero affidando, previa gara d’appalto, l’incarico al gruppo Di Vincenzo, il quale ha fornito tutto chiavi in mano, anche il progetto ex novo elaborato da Gaetano Cardano e Luciano Parenti. I lavori sono costati in tutto circa 10 milioni di euro. Ma nel 2006 è arrivata la sorpresa. Caputi e la Proger hanno presentato la parcella per il progetto finito nel cestino e la precedente giunta ha pagato. Lo conferma un estratto conto ritrovato ora, con data 4 dicembre 2006, per 258.900 euro»;

si legge ancora sulla pagina del sito Internet “Centocittà” dedicata alla città di Pescara che: «l’ex Aurum si trova nel cuore della Pineta Dannunziana di Pescara e fu concepito nel 1910 come elegante fabbricato a forma circolare – il cosiddetto Kursaal – in un contesto che prevedeva, nelle intenzioni dell’architetto Liberi, la realizzazione di stabilimenti balneari. Il progetto tuttavia restò incompiuto e, negli anni ’20, i fratelli Pomilio trasformarono la struttura nella distilleria Aurum, nome coniato da Gabriele D’Annunzio per indicare il liquore a base di arancia (dal latino aurantium) che vi veniva prodotto. Negli anni ’70 la fabbrica venne chiusa e per decenni la struttura rimase abbandonata correndo addirittura il rischio di essere perfino demolita. Nel 2003 il Comune di Pescara decise di acquistare e recuperare l’edificio, con l’intenzione di farne un contenitore culturale multifunzionale, atto ad ospitare mostre, eventi, seminari, convegni, ecc. La ristrutturazione, iniziata nel 2005, ha interessato una superficie complessiva di 10.000 mq, ed è stata attuata tenendo conto sia della ‘memoria’ degli antichi ambienti sia della necessità di recuperare nuovi spazi per le attrezzature tecnologiche e le moderne esigenze funzionali (aree di didattica e ricerca, locali di supporto per le esposizioni, uffici comunali, shopping centre). Nel luglio del 2007 l’ex Aurum è tornato ad essere utilizzato come nuovo opificio d’arte e cultura ed oggi è un luogo che accoglie i fermenti più vivi ed originali della ricerca e dell’espressione artistica»;

considerato che, sull’articolo citato da “Il Centro” si legge ancora che: «È sempre la Proger di Caputi la protagonista di un contenzioso con il Comune aperto circa venti anni fa. Riguarda anche in questo caso un progetto mai utilizzato dall’ente. Prevedeva la ristrutturazione di tutto il lungomare Matteotti con la realizzazione di parcheggi, verde attrezzato e spazi culturali nell’area dell’ex Fea. Nell’aprile dell’87 la Proget ricevette l’incarico di progettazione dalla giunta guidata da Nevio Piscione. Presentò l’elaborato e chiese il pagamento di una parcella pari a 961 milioni di vecchie lire. Il Comune decise di corrispondere un acconto sulle competenze dovute di 640 milioni di vecchie lire, pari all’anticipazione erogata dall’allora Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno. Nonostante le sollecitazioni, l’ente non liquidò tutta la somma perché nel frattempo l’apposita delibera, che autorizzava il pagamento, venne annullata dal Coreco. Partì il contenzioso. Il Comune venne condannato in primo grado e ora la causa prosegue in Appello. La cifra è lievitata a 203.000 euro»,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che il Comune di Pescara abbia versato 258.000 euro all’ingegner Caputi per il progetto di ristrutturazione dell’Aurum, lavoro però non realizzato per mancanza di fondi, così pagando due volte lo stesso progetto;

se risulti a quale titolo l’ingegner Massimo Caputi abbia ricevuto la somma in questione;

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di valutare se non vi sia stata una cattiva gestione del denaro pubblico dovuta a fenomeni di negligenza degli amministratori affinché non siano sempre i cittadini a pagare di tasca propria.

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