Inpdap- Viaggi vacanze figli dipendenti pubblici

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05465
Atto n. 4-05465

Pubblicato il 23 giugno 2011
Seduta n. 573

LANNUTTI – Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

ogni anno l’Inpdap propone numerosi soggiorni estivi di vacanza e studio per i figli dei dipendenti pubblici, della durata di 15 giorni, in Italia e all’estero;

è un’opportunità interessante in cui ai momenti ricreativi e sportivi si alternano varie attività culturali e gite, ma soprattutto, per l’estero, lo studio di una lingua straniera;

sono giunte all’interrogante segnalazioni di cittadini che lamentano l’anomala gestione delle graduatorie delle “colonie” Inpdap (ex ENPAS);

in particolare il caso di un dipendente che, come tutti gli anni, ha avviato le procedure per l’iscrizione del figlio di 10 anni al soggiorno estivo;

quest’anno l’Istituto ha adottato le procedure in forma telematica, quindi il dipendente ha fatto la richiesta on line, che si è definita in più periodi, per ultimo con l’indicazione delle priorità per la scelta della località. A quel punto ha reso note, come richiesto, le 5 località preferite, nonostante da una comunicazione ricevuta dall’Inpdap il figlio risultasse in posizione 4.800 a fronte di circa 3.800 posti disponibili;

quanto comunicato all’utente è subito risultato strano considerato che, tra l’altro, il suo reddito ISEE è molto basso, appena poco superiore ai 13.000 euro;

a procedura conclusa riceve l’e-mail dall’Inpdap nella quale si conferma l’esclusione del figlio dall’assegnazione del soggiorno vacanza, con eventuale ripescaggio;

conseguentemente il dipendente si è recato alla sede provinciale dell’Inpdap per avere chiarimenti ma gli uffici non hanno saputo dare alcuna risposta e il numero verde a disposizione allo stesso modo non dà risposte;

considerato che:

con cadenza annuale, l’Inpdap avvia una procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei servizi di organizzazione di viaggi relativi ai soggiorni estivi in Italia e vacanze studio all’estero da erogare in favore di ragazzi di età compresa tra i 7 ed i 18 anni;

tale servizio non è gestito direttamente dall’Istituto ma viene appaltato dall’ente ad operatori turistici specializzati ed autorizzati dalle normative vigenti mediante bandi di gara d’appalto a livello europeo;

notizie di stampa hanno sollevato il caso dei viaggi studio “beffa” per ragazzi dai 7 ai 18 anni dell’Inpdap affidati a operatori non in regola attivi tra Rimini e San Marino con carenze numerose nelle strutture alberghiere, episodi di mala gestione che continuano a ripetersi nonostante i numerosi esposti presentati da parte di diversi ragazzi disabili tra il 2009 e il 2010 per denunciare un sistema inadempiente da almeno 20 anni;

nonostante tali pesanti denunce, in questi anni le società degli operatori non risultanti in regola e che non prestano il servizio adeguato sono sempre presenti nell’elenco delle società vincitrici delle gare per l’affidamento dei servizi di organizzazione dei viaggi studio dell’Inpdap;

la questione dell’anomala gestione delle colonie ex Enpas è giunta all’attenzione del Parlamento attraverso atti di sindacato ispettivo per le evidenti carenze esistenti che non solo sono gravi ma mettono in luce quel senso civico e morale che un ente di tale rilevanza dovrebbe garantire,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti; se non ritengano opportuno, per quanto di loro competenza, promuovere iniziative volte a verificare e chiarire la vicenda anomala esposta;

quali siano i criteri adottati dall’Inpdap per la ripartizione dei posti nelle varie categorie d’età dei figli dei dipendenti pubblici;

se risultino i motivi per cui per alcune categorie di studenti, come in quella del ragazzo del caso di specie, ci sono solo 3.800 posti e negli altri rispettivamente 8.447 e 13.876, nonostante sia stato aumentato il contributo a carico delle famiglie;

se risultino i motivi per cui alcuni ragazzi provenienti da famiglie, con redditi alti, vengono inseriti di diritto nelle graduatorie dei titolari dei soggiorni vacanza dell’Inpdap escludendo dal godimento i ragazzi di famiglie con redditi bassi e se questo non sia frutto di una politica clientelare dell’ente;

se risulti quali siano i motivi per cui l’Inpdap continui ad affidare alle stesse società, oggetto degli esposti di cui in premessa, senza effettuare la dovuta verifica circa il controllo e il monitoraggio dell’idoneità e dell’agibilità delle strutture destinate ad accogliere i ragazzi beneficiari dei soggiorni e delle vacanze studio erogate dall’ente;

se l’Inpdap abbia proceduto a verificare l’idoneità dei requisiti prescritti dalla legge delle compagini societarie affidatarie dei servizi banditi nonché degli organi rappresentativi delle medesime.

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