Antieconomicità soppressione ISPESL

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00376
Atto n. 2-00376

Pubblicato il 19 luglio 2011
Seduta n. 582

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e della salute. -

Premesso che:

come noto, l’art. 7, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, ha disposto che, con effetto dalla data di entrata in vigore del decreto, “al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro ed il coordinamento stabile delle attività previste dall’art. 9, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza dei Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi”;

con l’art. 18, comma 21, del recente decreto-legge n. 98 del 2011 relativo agli interventi in materia previdenziale è aggiunto, al comma 5 dell’art. 7 del decreto-legge n. 78, il comma 5-bis, il quale prevede che il Direttore generale dell’ISPESL rimanga in carica fino al 31 dicembre 2011 e addirittura che allo stesso possa essere conferito un incarico di dirigente generale, anche in deroga alle percentuali previste dall’art. 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

quanto sopra in spregio delle dichiarazioni del Ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti nel giugno 2010 il quale, anche in pubblica dichiarazione televisiva, aveva giustificato la soppressione dell’ISPESL in coerenza con i criteri di risparmio dei costi dei vertici dell’istituto (oltre 700.000 euro annuali);

l’interpellante aveva già affrontato in dettaglio l’antieconomicità della soppressione dell’ISPESL (si veda l’interpellanza 2-00230), una scelta giudicata incomprensibile nell’ottica di un’efficace attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano fornire chiarimenti in merito alla contraddittorietà del provvedimento legislativo sopra menzionato con le dichiarazioni del Ministro dell’economia nel giugno 2010 e con i principi di rigore economico giustificativi del contenuto del decreto-legge 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, riguardanti le misure di risparmio a tutela del pareggio di bilancio.

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