Baronie universitarie- prof.Fraioli-prof.Vagnozzi

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05718
Atto n. 4-05718

Pubblicato il 27 luglio 2011
Seduta n. 589

LANNUTTI – Ai Ministri della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. -

Premesso che:

in un precedente atto di sindacato ispettivo (4-05282) l’interrogante denunciava lo scandalo delle baronie delle Università italiane con figli, mogli e parenti che occupano le cattedre, concorsi pilotati dove non vincono i “migliori” ma i figli di papà raccomandati;

si evidenziava particolare il caso del la cattedra di Neurochirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, diretta dal professor Bernardo Fraioli, che ha tra i suoi assistenti il proprio figlio Mario, recentemente specializzatosi in neurochirurgia presso la Scuola di specializzazione di Tor Vergata da lui stesso diretta, ed immediatamente dopo ciò risultato vincitore di un concorso per ricercatore universitario di neurochirurgia appunto;

nella stessa scuola di specializzazione da lui diretta, il professor Fraioli, oltre al figlio, chiama anche la moglie, dottoressa Baldassarre, che così diventa la professoressa Baldassarre;

era voce insistente negli ambienti del Policlinico di Tor Vergata che il Fraioli figlio fosse l’unico specializzando del proprio corso ad operare con assoluta regolarità – a differenza dei suoi colleghi, impiegati di regola per compiti di segreteria o per accompagnare i malati in barella -, e non raramente le attività chirurgiche dei Fraioli, padre e figlio, venivano svolte in camera operatoria a porte chiuse;

l’attività scientifica della cattedra è di bassissimo profilo. In compenso però il Fraioli invierebbe con assoluta regolarità dei malati di tumori operati presso il Policlinico di Tor Vergata ad effettuare il ciclo di radioterapia presso il CIRAD, centro di radioterapia privato ubicato in una villetta del quartiere Montesacro e, a quanto risulta, di proprietà dello stesso Fraioli e dei suoi figli;

in particolare la CIRAD Srl gestisce una struttura privata specializzata in radioterapia, radiochirurgia stereotassica, oncologica, neurologia, neurochirurgia e neurochirurgia funzionale convenzionata con l’Università di Tor Vergata;

la clinica registra un numero elevato di pazienti provenienti dalle strutture ospedaliere e, a quanto risulta all’interrogante, soprattutto dall’Università di Tor Vergata. Da circa un anno la Casa di cura dispone inoltre di un servizio di fisiatria e di oncologia medica anche essi affidati a docenti di Tor Vergata. Stando a quanto risulta all’interrogante, secondo lo schema usuale, il paziente “reclutato” presso la Divisione di neurochirurgia verrebbe inviato per i trattamenti chirurgici e radioterapici alla Casa di cura che provvede anche al trattamento fisioterapico;

il rappresentante legale della struttura è uno dei figli del professor Bernardo Fraioli, il quale è contemporaneamente anche primario della Divisione di neurochirurgia dell’Università di Tor Vergata. Il Centro è diretto dalla figlia Chiara, specializzatasi in radioterapia presso Tor Vergata. Il Fraioli dirige la cattedra di neurochirurgia di Tor Vergata dall’anno 2001, quando fu nominato appunto direttore in seguito alla prematura scomparsa del suo predecessore, professor Renato Giuffrè;

pertanto il professor Fraioli, dipendente universitario e del Servizio sanitario nazionale, invierebbe i pazienti a se stesso per i trattamenti del caso. Così, ogni anno passano per la Casa di Cura oltre 1.000 pazienti; il 70 per cento di essi provengono da Tor Vergata;

dal 2001 in poi il Fraioli avrebbe “convinto” tre docenti di provata esperienza ad abbandonare la cattedra, con un conseguente evidente danno in termini di attività sia clinica che di ricerca, ma anche con l’evidente risultato di favorire l’ingresso del più giovane degli attuali docenti, cioè il figlio;

considerato che a quanto risulta all’interrogante:

in seguito alle suddette affermazioni contenute nel richiamato atto di sindacato ispettivo, il professor Fraioli scriveva al Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata contestando ogni parola di quelle denunciate e ritenendosi, a suo giudizio, accusato per cose che non avrebbero alcun fondamento;

fra le varie puntualizzazioni il professor Fraioli contesta l’accusa rivoltagli di aver “convinto” nel 2001 tre docenti di provata esperienza ad abbandonare la cattedra;

a riprova di quanto affermato in riferimento ai tre docenti l’interrogante riporta il caso del professor Roberto Vagnozzi che nel 2001 diventava oggetto delle manovre del professor Fraioli attraverso lettere indirizzate al Rettore e al Preside dell’Università degli Sudi di Roma Tor Vergata e al direttore Generale dell’Azienda sanitaria locale al fine di destrutturarlo dalla Divisione di Neurochirurgia dell’Ospedale S. Eugenio afferente alla cattedra di Neurochirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata adducendo vari pretesti infondati;

per la precisione nella lettera il professor Fraioli: imputava al professor Roberto Vagnozzi la mancanza dell’esperienza neurochirurgica minima necessaria; dava il suggerimento alla direzione di trasferirlo nel settore disciplinare BIO/09 fisiologia che secondo il professor Fraioli sarebbe il settore che egli predilige e nel quale di fatto ha lavorato; riteneva che Vagnozzi, essendo sempre stato assorbito dal lavoro sperimentale di laboratorio avrebbe sì raggiunto apprezzabili risultati di ordine neurofisiologico, ma non l’esperienza neurochirurgica minima necessaria per essere strutturato in una Divisione di Neurochirurgia; sosteneva di aver tentato di motivare il professor Vagnozzi dicendogli di avere intenzione di “recuperarlo” come neurochirurgo, visto che aveva eseguito solo 12 interventi neurochirurgici, e, di conseguenza, di avergli assegnato l’esecuzione di due interventi semplici che egli ha eseguito correttamente;

la lettera del professor Fraioli al Rettore conclude dicendo che il risultato di tutto questo è che la Divisione di Neurochirurgia da lui diretta si trova ad avere un neurochirurgo, il professor Vagnozzi, che non opera e che non è inseribile in un Servizio di guardia specialistica;

in riferimento alla suddetta lettera del professor Fraioli, risulta all’interrogante il professor Vagnozzi ha ritenuto opportuno precisare quanto segue: dopo aver frequentato l’Istituto di Neurochirurgia dell’Università di Roma “La Sapienza” dal 1975, con il professor Guidetti prima e con il professor Cantore poi, nel 1987 ha chiesto il trasferimento presso l’Università degli Sudi di Roma Tor Vergata con strutturazione all’Ospedale S. Eugenio. Le iniziali difficoltà di inserimento della Neurochirurgia nell’ospedale sono ben note e testimoniate dall’esiguo numero di interventi (circa 300 nei primi cinque anni). Ciononostante, il professor Vagnozzi aggiunge che sono sempre state garantite non solo le guardie specialistiche, ma egli e i suoi colleghi hanno assicurato anche i turni delle guardie di chirurgia generale del pronto soccorso. Con il passare degli anni, pur essendo migliorata la situazione logistica, non è aumentata la disponibilità delle sale operatorie. Un solo giorno a settimana per un gruppo composto, allora, da quattro strutturati più dieci specializzandi; a cui si aggiunse nel 1991 il professor Fraioli. Visto l’esiguo numero di interventi di elezione a cui si poteva aspirare e in considerazione del fatto che l’interesse del professor Vagnozzi fin dal 1980 si era diretto verso la traumatologia cranica (Cattedra di Neurotraumatologia diretta dal professor Cantore dal 1978 al 1984, soggiorno presso uno dei più importanti centri di Neurotraumatologia degli Stati Uniti, Richmond in Virginia diretto dal professor Becker nel 1982), d’accordo con il professor Giuffrè cominciò, nel 1990, ad organizzare un laboratorio di Neurochirurgia sperimentale in cui elaborare dei modelli di trauma cranico per studiarne gli aspetti fisio-patologici prima e l’applicazione clinica in seguito; tale laboratorio è stato inoltre luogo di addestramento per numerosi specializzandi. Nello stesso tempo, su proposta del professor Giuffrè, il professor Vagnozzi entrò a far parte del gruppo di studio di traumatologia cranica della Società italiana di neurochirurgia. Pur senza tralasciare mai l’impegno assistenziale (guardie, reparto, camera operatoria, ambulatorio), l’attività di ricerca del professor Vagnozzi è stata ricca di soddisfazioni tanto da portare ad una collaborazione, sul piano sperimentale e clinico, con centri neurochirurgici di prestigio quali quello del Medical College of Virginia e quello dell’Università. di Verona. Proprio gli ultimi lavori pubblicati testimoniano sia come sia stato possibile trasferire con successo i dati ottenuti dal modello sperimentale sul paziente traumatizzato, sia la fattiva collaborazione di quattro diverse Università (Roma “Tor Vergata”, Verona, Catania, Richmond);

il professor Vagnozzi, pur non potendo negare le affinità culturali e la stima che lo legano alle scienze di base (fisiologia e biochimica in particolare) e ai Professori che le rappresentano, ritiene che sia evidente dai contenuti dei suoi lavori e dalle riviste su cui sono stati pubblicati che oggetto delle sue ricerche sono argomenti di neurochirurgia e neurotraumatologia nei loro aspetti sperimentali e clinici e gli dispiace notare che il professor Fraioli ritenga i suoi studi di Neurofisiologia considerato che di alcuni lo stesso Fraioli è il coautore;

il professor Vagnozzi, prendendo inoltre in considerazione alcuni punti in particolare della lettera del professor Fraioli, ritiene opportuno far notare che dei 1.945 interventi eseguiti fino al dicembre 2000 solo 418 sono di “valenza maggiore” per attenersi ad una definizione del professor Fraioli. Di questi 345 cranici e 73 spinali (32 l’anno). Se si considera che i chirurghi strutturati erano cinque, a cui vanno aggiunti dieci specializzandi, i numeri parlano da soli. Dei 345 interventi cranici maggiori il professor Fraioli ne ha eseguiti 70 (7,7 l’anno); dei 73 spinali 12 (1,3 l’anno) per un totale di 9 interventi neurochirurgici maggiori l’anno (neanche 1 al mese). Questo a conferma della difficoltà di accesso alle patologie “maggiori” anche da parte del professor Fraioli, chirurgo di sicura esperienza (evidentemente maturata altrove). A questi numeri vanno doverosamente aggiunti 142 tra interventi e reinterventi eseguiti per via transfenoidale tutti personalmente dal professor Fraioli che sfortunatamente non ha trovato in nessuno del gruppo medico un degno discente;

il professor Vagnozzi aggiunge che per quanto riguarda il “tentativo di recupero” operato dal professor Fraioli nei suoi confronti deve dire che i due pazienti assegnatigli erano in realtà due pazienti visitati dallo stesso professor Vagnozzi nell’ambulatorio del S. Eugenio e da lui fatti ricoverare;

il professor Fraioli in una lettera inviata al Magnifico Rettore e al Preside (prot. n. 05/2000) ha ben illustrato i criteri di assegnazione degli interventi. Nella stessa si legge che il Neurochirurgo strutturato I° operatore viene scelto in base al giudizio che il sottoscritto ha maturato sulla sua capacità operatoria di aiutare quel paziente. Allora viene da domandarsi come mai, nonostante il professor Fraioli abbia ammesso che gli interventi siano stati dal professor Vagnozzi eseguiti correttamente, non abbia ritenuto opportuno affidargliene altri (per lo meno della stessa valenza). Molto probabilmente questo non è il vero problema. Il professor Vagnozzi non vede come le sue capacità chirurgiche possano influire sulla mancata convocazione alle ultime riunioni della Scuola di specializzazione di cui fa parte, esami e tesi finale compresi e non vede altresì come le stesse possano esimere il professor Fraioli dal proporlo quale membro interno di almeno uno dei due concorsi di ricercatore banditi per il settore disciplinare MED27, pur essendo l’unico della Cattedra con i requisiti necessari, e preferire invece docenti di altre Università;

di seguito, un anno dopo, il professor Fraioli scriveva al professor Vagnozzi che, in vista dell’apertura del Dipartimento clinico di neuroscienze presso il Policlinico di Tor Vergata, era necessario che lui desse il suo assenso circa la partecipazione ai soli turni di guardia dipartimentale;

di conseguenza il professor Vagnozzi rispondeva con una lettera al professor Fraioli in cui asseriva che, facendo riferimento alla precedente lettera dove si poteva leggere della necessità che il professor Roberto Vagnozzi si destrutturasse dalla Divisione di Neurochirurgia per mancanza dell’esperienza minima necessaria e che la Divisione di Neurochirurgia si trova ad avere un neurochirurgo che non opera e che non è inseribile in un Servizio di guardia specialistica, era alquanto curioso che oggi gli si chiedesse di entrare in un turno di guardia specialistica neurochirurgica pena la non strutturazione. Il professor Vagnozzi non vedeva con quale spirito di reciproca fiducia potesse cominciare questa collaborazione e soprattutto con quale vantaggio per i pazienti;

il professor Vagnozzi evidenziava che il professor Fraioli sapeva benissimo di cosa si era interessato in questi ultimi dieci anni: edema cerebrale, pressione intracranica, alterazioni del metabolismo cerebrale nel trauma cranico e nell’insulto cerebrale in genere, sia sperimentalmente che nell’applicazione clinica, come testimoniano i lavori pubblicati su riviste internazionali, la partecipazione a Congressi dal 1992 ad oggi, e la sua proposta di afferire ad una sezione di terapia sub-intensiva neurochirurgica fatta in una lettera del 22 ottobre 2001 di cui non si parlava più. Pertanto, questo era il contributo che il professor Vagnozzi poteva portare al reparto di prossima apertura e di questo il professor Fraioli si sarebbe dovuto rendere portavoce con il professor Bernardi, nella speranza che il Dipartimento clinico di Neuroscienze da lui diretto potesse trovare utili le sue conoscenze;

il professor Vagnozzi asseriva che, d’altra parte, la sua eventuale mancata strutturazione completa concludeva un iter coinciso con l’avvento del professor Fraioli alla direzione della cattedra. Iter iniziato il 14 febbraio 2001 con un intervento del professor Fraioli al Consiglio di Dipartimento di Neuroscienze, proseguito con la sostituzione del professor Vagnozzi dall’insegnamento di Neurotraumatologia alla Scuola di specializzazione in neurochirurgia (insegnamento da lui tenuto dall’istituzione della Scuola fino a quando il professor Giuffrè ne è stato direttore, cioè per 11 anni) e conclusosi con la lettera di richiesta di destrutturazione dal reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale S.Eugenio;

nel febbraio 2002 il professor Vagnozzi veniva destrutturato,

si chiede di sapere:

se, anche alla luce delle obiezioni del professor Fraioli fatte pervenire ai vertici dell’Università di Tor Vergata circa le affermazioni contenute nell’atto di sindacato ispettivo 4-05282, il Governo intenda acclarare la veridicità di quanto richiamato in premessa;

se non ritenga che quanto precisato dal professor Vagnozzi, uno dei tre docenti spinti a lasciare la propria cattedra, non sconfessi quanto sostenuto dal professor Fraioli e di conseguenza quali iniziative di propria competenza intenda adottare al fine di riportare nelle università italiane la meritocrazia necessaria per garantirne le eccellenze, anche con la finalità di restituire speranza a moltissimi giovani meritevoli costretti ad espatriare pur di non subire un vero e proprio mobbing professionale dai baroni che si appropriano spesso di strutture pubbliche per coltivare interessi privati.

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