Incendio Stazione Tiburtina

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05698
Atto n. 4-05698

Pubblicato il 26 luglio 2011
Seduta n. 587

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

un incendio violento è scoppiato la mattina del 24 luglio 2011 intorno alle ore 4 nella centrale elettrica della stazione ferroviaria di Roma Tiburtina; le fiamme hanno reso difficile l’intervento dei Vigili del fuoco che solo dopo tre ore di operazioni sono riusciti ad entrare nelle sale dove è divampato il fuoco. Gravi conseguenze si sono avute sulla circolazione di tutto il traffico ferroviario nazionale e i disagi hanno riguardato non solo i treni diretti a Roma Tiburtina ma anche quelli soltanto di passaggio;

la prima ricostruzione parla di un incendio divampato a causa di un corto circuito nella sala relais della stazione, ovvero della centrale che opera sugli scambi dei binari, sui semafori e sul traffico dello scalo. La centrale è nuova e dalle Ferrovie fanno sapere che non c’è stato nessun elemento che potesse far prevedere ciò che è poi accaduto. Le operazioni dei Vigili del fuoco sono state ostacolate dalla sospensione dell’erogazione dell’acqua prevista nella zona a causa di lavori. Ulteriori problemi sono derivati dalla difficoltà ad accedere alla zona interessata dalle fiamme: secondo quanto dichiarato dal sindaco Alemanno l’incendio è stato domato ma permane molto fumo;

le Ferrovie dello Stato hanno invitato ad evitare di mettersi in treno qualora il viaggio preveda il passaggio per Roma Tiburtina e hanno anche comunicato che le problematiche andranno avanti per diversi giorni con la stazione che sarà soltanto di transito e non di arrivo e partenza treni. Trenitalia sta provvedendo a modificare gli orari dei convogli che saranno coinvolti nei disagi, che interesseranno anche i treni ad alta velocità. Per garantire il collegamento tra Nord e Sud del Paese, Trenitalia ha attivato due linee di passaggio, una per il trasporto regionale e una per i treni a media-lunga percorrenza, con una capacità per ognuna di loro di quattro treni all’ora. Ripercussioni ci sono state anche sul trasporto cittadino con la linea B della metropolitana di Roma che, dopo diverse ore di chiusura, è stata riaperta, nella sua totalità, tranne le fermate tra Monti Tiburtini e Castro Pretorio;

considerato che:

a giudizio dell’interrogante, il caos ferroviario che ha costretto a bivaccare nelle stazioni migliaia di viaggiatori è la diretta conseguenza di una gestione quantomeno negligente delle FS, presieduta da Lamberto Cardia, per l’assenza di un sistema di prevenzione, dato che, stando a quanto pubblicato da alcuni mass media, non ci sarebbe stato alcun sistema atto a segnalare lo scoppio dell’incendio né alcun piano di assistenza ai viaggiatori in balia del caos e della disinformazione;

secondo quanto riportato a caldo da alcuni giornali, a giudizio dell’interrogante probabilmente ispirati dalle FS, è stato cercato di addossare le gravissime negligenze, che in un Paese normale dovrebbe indurre più di un responsabile ad irrevocabili dimissioni, ad un attentato terroristico da parte dei gruppi “No Tav”, stante lo snodo di Roma Tiburtina come area di passaggio dell’Alta Velocità. Dopo la sdegnata smentita, altre fonti hanno parlato di non meglio identificati furti di rame, i cui effetti si svilupperebbero a giorni di distanza;

caos e disservizi per migliaia di viaggiatori non hanno indotto Moretti e Cardia, capi azienda, ad alcun cenno di autocritica, salvo l’annunciata istituzione dell’ennesima commissione di inchiesta che a giudizio dell’interrogante lascia il tempo che trova. La Procura di Roma ha aperto un’indagine;

a quanto risulta all’interrogante anche la linea Roma Termini-Fiumicino aeroporto, con un treno dal nome altisonante di “Leonard Express”, vera e propria gallina dalle uova d’oro per le FS, la cui tariffa è in costante aumento (è pari a 14 euro, ossia 0,50 centesimi per ognuno dei 28 chilometri), forse tra i più cari del mondo malgrado la qualità dei servizi offerti lasci a desiderare in ordine alla pulizia, puntualità, frequenza degli scippatori e che non ha alcuna attinenza con la stazione Tiburtina, ha subito ritardi, caos, cancellazioni ed un disservizio derivante dalla disorganizzazione che è, a quanto risulta, pari all’arroganza sempre presente nel “personale viaggiante”;

ad esempio, risulta che il treno non stop, senza interruzioni, che collega Fiumicino aeroporto a Termini, delle ore 20,08, del 25 luglio 2011, arrivato con 12 minuti di ritardo, è partito alle 20,30 senza che sia stata fornita alcuna notizia ai viaggiatori in attesa. L’altoparlante, invece di dare le doverose informazioni ai passeggeri, tra cui molti stranieri, diffondeva ad intermittenza di 5 minuti una litania in ordine all’incendio occorso a Tiburtina. Il capotreno decideva senza alcuna comunicazione doverosa che quel treno doveva effettuare fermate “compiacenti” a Ponte Galeria (ore 20,36), a Trastevere (20,55) e a Ostiense (20,58), diventando in tal modo un accelerato; ai reclami dei viaggiatori, il capotreno replicava che di fronte all’emergenza (non si sa bene a quale titolo, visto che non era affatto interessata dall’incendio la linea Roma-Fiumicino), potevano fare quello che volevano;

considerato che a giudizio dell’interrogante, dopo l’errore di nominare Cardia (volto ad assecondare logiche clientelari, essendo lo stesso privo di esperienza, anche minima nel settore dei trasporti e la cui incapacità nella gestione dei trasporti ferroviari pubblici è chiara, lampante e cristallina), il Governo dovrebbe riparare ad un errore con un ravvedimento operoso, sostituendo l’ex presidente Consob nelle molteplici consulenze con persone più qualificate,

si chiede di sapere:

per quale ragione, a fronte dell’ennesima negligenza, come dimostrato a Roma Tiburtina, il Governo non intenda sollecitare doverose dimissioni di Lamberto Cardia, presidente dell’azienda ferroviaria, beneficato da un contratto di 750.000 euro all’anno, ovvero sollevarlo immediatamente dall’incarico;

quali iniziative intenda assumere affinché siano chiamati a pagare i responsabili dei disagi subiti da migliaia di viaggiatori costretti a vere e proprie odissee, per l’incendio di origine non “doloso”, come invece avrebbero voluto dimostrare le “veline” interessate, ma certamente “colposo” per l’omessa prevenzione da parte degli strapagati manager delle Ferrovie;

quali misure urgenti di competenza intenda attivare, compresa l’individuazione del capotreno del treno delle ore 20,30 del 25 luglio 2011 partito da Fiumicino aeroporto che ha inteso speculare con i viaggiatori, facendo pagare una tariffa di 14 euro, rispetto a quella di 8 euro per Roma Tiburtina, imponendo un equo risarcimento per tutti i danni, morali e materiali inferti a migliaia di viaggiatori.

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