Parentopoli Consob- Dott. Luigi Spada

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05714
Atto n. 4-05714

Pubblicato il 27 luglio 2011
Seduta n. 588

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

è giunto all’interrogante un esposto intitolato “Brogli alla Consob per le promozioni relative all’anno 2009″, che è stato oggetto dell’atto di sindacato ispettivo 4-03483, riguardante le assunzioni e gli avanzamenti di carriera all’interno della Consob, durante il 2009, l’ultimo anno della gestione, a giudizio dell’interrogante scandalosissima, di Lamberto Cardia, che ha generato un sistema di parentopoli con assunzioni clientelari degli elementi peggiori, per i quali sono state costruite carriere dorate nei posti chiave tramite concorsi interni probabilmente pilotati;

nel dettagliatissimo esposto, vengono trasmessi gli elenchi dei dipendenti promossi al fine di dimostrare, per l’ennesima volta, il grado di degrado, di lottizzazione e di favoritismo esistente all’interno della Consob, guidata dall’ex presidente Cardia preoccupato solo di ottenere la proroga della proroga del suo mandato perché solo così potrà continuare ad “interagire” con le banche e le società quotate per “convincerle” a conferire incarichi di consulenza al figlio Marco, semplice avvocato. Valga per tutti l’esempio della Banca Popolare di Lodi che ha stipulato con il rampollo Marco Cardia un contratto biennale per la cifra di 250.000 euro annui;

nel suddetto esposto vengono elencati i nomi dei dipendenti che sono stati promossi insieme al nome delle persone che li avrebbero favoriti;

nel lungo atto di sindacato ispettivo venivano riportati fatti, nomi e circostanze di assunzioni per chiamata diretta, concorsi interni di stabilizzazione ed avanzamenti di carriera che destano sospetti alla Consob, suffragate da relative delibere;

in data 16 luglio 2010, il quotidiano “l’unità”, con un lungo articolo a pag. 31 firmato da Bianca Di Giovanni intitolato: «”Parentopoli” anche alla Consob. Un esposto attacca la gestione Cardia», dava conto dell’atto di sindacato ispettivo dell’interrogante, segnalando correttamente l’eventualità di “polpette avvelenate” per offrire ai lettori ampia libertà di giudizio;

in data 17 luglio 2010, con una lunga lettera pubblicata a pag. 32 de “l’unità” indirizzata al direttore del quotidiano, Vittorio Conti, Presidente vicario della Consob, affermava con sicumera da veggente «che l’esposto è anonimo. Di esposti di questo tipo ne sono arrivati parecchi in Consob nel corso degli ultimi anni, in coincidenza con gli avanzamenti di carriera del personale. Sono esposti che contengono falsità, con elementi che possono configurarsi come calunnia e diffamazione del personale della Consob. (…) Lascio ai vostri lettori ogni valutazione sulla pratica di costruire interrogazioni parlamentari in base ad esposti anonimi. Auspico che l’autorità giudiziaria possa fare piena luce sulla genesi dell’esposto»;

negli ultimi anni coincidenti con la gestione Cardia e del vicario “onnisciente” signor Conti, si è registrata una lunga catena di crac finanziari ed industriali di società quotate quindi soggette alla vigilanza della Commissione, da Parmalat a Cirio, da Giacomelli a Lehman Brothers, da Eutelia, con distrazione di denaro nelle periferie londinesi, al gruppo Burani, passando per le scalate estive dei “furbetti del quartierino” oggetto di articolati processi giudiziari che hanno ridotto sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori e messo in mezzo ad una strada decine di migliaia di lavoratori, ad opinione dell’interrogante senza che la Consob abbia effettuato una minimale attività di prevenzione;

a giudizio dell’interrogante la Consob quindi, invece di effettuare tutele preventive su società quotate che gestiscono il pubblico risparmio, sembra che abbia tessuto rapporti “incestuosi” con le aziende vigilate per finalità privatistiche del signor Cardia che, non avendo ottenuto l’agognata proroga, è riuscito ad aggiudicarsi una dorata poltrona alle Ferrovie dello Stato dal Governo come ricompensa per l’opera svolta secondo l’interrogante contro diritti ed interessi di piccoli azionisti e risparmiatori;

considerato che a quanto risulta all’interrogante:

il dottor Luigi Spada, sponsorizzato dal professor Spada, docente di diritto commerciale all’Università “La Sapienza” di Roma, è entrato alla Consob il 16 gennaio 1995 nella carriera esecutiva con la qualifica di “coadiutore”. La costruzione della sua carriera è iniziata al momento stesso dell’ingresso. Infatti, come risulta dalla delibera n. 9778 del 12 febbraio 1996, quando era ancora nella carriera esecutiva, con la qualifica di “coadiutore”, venne nominato segretario supplente della Commissione esaminatrice per l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di negoziazione di valori mobiliari;

con delibera n. 13192 del 4 dicembre 2001 venne nominata una Commissione esaminatrice della selezione pubblica per l’assegnazione di 20 borse di studio presso le sedi di Roma e Milano e si trova ancora il coadiutore Luigi Spada;

con delibera n. 13373 del 14 febbraio 2002 è diventato funzionario di secondo livello e si è continuato a conferirgli incarichi per consentirgli di proseguire nella carriera. Infatti, come risulta dalla delibera n. 15726 del 9 gennaio 2007, ricoprì la carica di vice segretario del collegio di disciplina per il biennio 2006-2007;

dopo 3 anni e 6 mesi (periodo minimo previsto dal regolamento), si è presentato per la prima volta allo scrutinio per la qualifica di funzionario di primo livello ed è stato subito promosso (si veda la disposizione n. 11 del 12 aprile 2007). Inoltre, per rendere più sicura la successiva promozione, alla qualifica di condirettore, dopo qualche giorno dalla prima promozione, con delibera n. 15905 del 27 aprile 2007, venne nominato responsabile dell’Ufficio vigilanza ed albo intermediari e agenti di cambio. Senza contare poi che, anche nella nuova qualifica, continuarono a conferirgli incarichi, come per esempio quello di membro supplente della Giunta di scrutinio per la carriera operativa e dei Servizi generali per l’anno 2007;

considerato inoltre che:

un rappresentante di un’associazione dei consumatori, l’avvocato Paolo Polato, alcuni mesi fa inviava una lettera al dottor Spada, responsabile dell’Ufficio vigilanza e albo intermediari della Consob, per chiedere delucidazioni nell’ambito del calcolo delle perdite potenziali su mercati IDEM (Italian Derivatives Market) e il comportamento dell’intermediario nell’ipotesi che le perdite fossero pari al capitale di riferimento;

in particolare nella lettera si evidenziava che la lettura dell’art. 28 del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recepito nell’articolo 55 della delibera n. 16190 del 29 ottobre 2007, lascia aperti alcuni interrogativi e dubbi applicativi, anche in sede di applicazione giudiziaria dei suddetti precetti;

l’art. 28 del regolamento della Consob prevede che: “Gli intermediari autorizzati informano prontamente e per iscritto l’investitore appena le operazioni in strumenti derivati e in warrant da lui disposte per finalità diverse da quelle di copertura abbiano generato una perdita, effettiva o potenziale, pari o superiori al 50% del valore dei mezzi costituiti a titolo di provvista e garanzia”;

in una comunicazione (n. DI/90088209 del 98) la Consob aveva fornito, tra l’altro, una specifica precisazione: “Sui contratti derivati per i quali è previsto un sistema di margini ‘mark to market’, la comunicazione è dovuta una volta che la somma algebrica dei margini accreditati e addebitati, che riflette l’andamento economico delle posizioni aperte, ha determinato una riduzione del 50% del valore del capitale di riferimento”;

nella richiamata lettera si elencava una serie di possibili criteri, chiedendo al dottor Spada, al fine di determinare le perdite potenziali su derivati (opzioni su Mib) trattati su mercati regolamentati (IDEM), quale potesse essere tra quelli sotto elencati (o, eventualmente altri) quello da adottare: 1) si prende come riferimento la somma algebrica dei margini iniziali. Questi, calcolati secondo la metodologia TIMS, rappresentano il valore teorico di liquidazione e la perdita massima teorica; 2) si prende come riferimento la somma algebrica dei margini ordinari, che misurano la differenza tra il valore teorico di liquidazione (margini iniziali) ed il prezzo di chiusura giornaliero (mark to market). Si valuterebbe così la perdita massima ragionevolmente possibile; 3) si prende come riferimento la somma algebrica dei valori giornalieri del Mark to Market moltiplicati per le rispettive posizioni aperte; 4) si prende come riferimento la somma algebrica dei valori giornalieri del Mark to Market, moltiplicati per le rispettive posizioni aperte dopo averli depurati dei rispettivi importi (incassati o spesi) per aprire tali posizioni;

si richiedeva anche quale condotta dovesse tenere l’intermediario nell’ipotesi che le perdite effettive o potenziali fossero pari o superiori al capitale di riferimento indicato dall’investitore in contratto ed in particolare quale delle due fattispecie si dovesse applicare: 1) dovere di dare specifica comunicazione all’investitore ed invitarlo a ricostituire il capitale di riferimento e nel frattempo di bloccare ogni operatività e in denegata ipotesi procedere alla liquidazione dei derivati presenti in portafoglio; 2) nessun obbligo, ritenendo già assolto ogni suo onere informativo con la comunicazione al cliente dell’eventuale perdita che superi la soglia predeterminata nel contratto;

alla lettera non ha fatto seguito alcuna risposta del dottor Spada nonostante gli innumerevoli solleciti;

considerato che l’interrogante si domanda:

se il dottor Spada abbia le necessarie competenze per offrire chiarimenti ai quesiti delle associazioni e, in caso contrario, perché debba essere chiamato a ricoprire tale delicato incarico;

se all’interno della Consob non eserciti un’azione pressante e pervasiva, ad onta di indipendenza ed autonomia, la longa manus dei potentati economici, politici e di noti legali con i quali i commissari sembrano interagire attraverso la disponibilità a svolgere generose consulenze aziendali per primarie banche pur ricoprendo cattedre universitarie e posti pubblici,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quante siano state le assunzioni per chiamata diretta, per concorso pubblico nonché quali siano stati gli avanzamenti di carriera e la copertura di posti strategici di funzioni ad hoc da parte dei “predestinati”;

quali misure urgenti intenda attivare, nell’ambito delle proprie competenze, per restituire alla Consob quella credibilità interna ed internazionale messa a dura prova da una gestione a giudizio dell’interrogante tracotante ed illiberale a scapito dei diritti, della legalità e degli interessi lesi dei piccoli azionisti risparmiatori ed assicurati sempre più taglieggiati.

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