Roberto Sambuco-Mister Prezzi

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00377
Atto n. 2-00377

Pubblicato il 19 luglio 2011
Seduta n. 582

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

il Garante per la sorveglianza dei prezzi (colloquialmente Mister prezzi) è una figura italiana istituita per la prima volta dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008). Il compito dell’istituzione è quello di vigilare sul corretto andamento dei listini e dei prezzi sul mercato. La legge non prevede alcuna possibilità di sanzione, per cui i suoi poteri sono piuttosto limitati. L’obiettivo è quello di operare ad un rafforzamento dei controlli e della sorveglianza sui prezzi al fine di garantire un mercato corretto in difesa dei cittadini consumatori. L’incarico in un primo momento è affidato ad Antonio Lirosi, capo del Dipartimento per la regolazione del mercato del Ministero dello sviluppo economico, sostituito nel febbraio 2009 da Luigi Mastrobuono, funzionario del Ministero dello sviluppo economico. Da luglio 2009 l’incarico è stato affidato a Roberto Sambuco;

in un editoriale pubblicato su “Help Consumatori”, quotidiano on line del 21 luglio 2009 dal titolo “Mister Prezzi: chi era costui?”, così descrive la nomina di Sambuco il direttore Antonio Longo: «Quando abbiamo letto ieri sera la notizia, ci siamo messi subito a cercare su internet i trascorsi del dr. Roberto Sambuco, nominato ieri dal Consiglio dei Ministri nuovo Garante dei prezzi, in sostituzione di Luigi Mastrobuono, diventato nei mesi scorsi capo di gabinetto del ministro Scajola. Ma non siamo riusciti a trovare nessun curriculum né sul sito del Ministero, né del Dipartimento Comunicazioni. Lo abbiamo anche chiesto al Ministero senza ottenerlo. Anche le altre agenzie di stampa si sono limitate a riportare la nomina e basta. Scavando scavando, abbiamo trovato un legame tra l’attuale capo ufficio stampa di Scajola, Paolo Mazzanti, che era direttore delle relazioni esterne della Wind quando Roberto Sambuco fu chiamato a collaborare con lui sulle relazioni istituzionali, dopo qualche anno all’Autorità delle comunicazioni. Ci sembra un po’ poco per giustificare questa nomina importante per i consumatori. Ricordiamo che sia il primo Mr. Prezzi, Antonio Lirosi, che il suo successore, Luigi Mastrobuono, potevano vantare una eccellente competenza in materia di mercati, prezzi, consumi. Di Lirosi basta ricordare che è stato il primo presidente del CNCU, il braccio destro di Bersani nelle “lenzuolate” e ha lanciato, con interventi molto apprezzati dai cittadini e dai mass media, l’Osservatorio prezzi che era stato istituito sotto la Direzione generale di Daniela Primicerio. Di Luigi Mastrobuono ricordiamo che è stato a lungo Segretario generale di Confcommercio, poi di Unioncamere, sottosegretario alle attività produttive e infine vicedirettore generale di Confindustria. Insomma… vorremmo saperne di più sulle competenze del dr. Sambuco. E rivolgiamo una domanda al ministro Scajola: perché non ha continuato nella prassi di affidare l’incarico di Mr. Prezzi al Capo del Dipartimento a cui faceva riferimento la Direzione Mercato e consumatori?»;

considerato che:

a quanto risulta all’interpellante, nell’inchiesta P4, che ha scoperchiato la rete di Bisignani, oltre a politici, giudici, nomi del mondo della finanza, alti ufficiali di Carabinieri e delle Fiamme gialle, nonché prefetti della Repubblica, tra cui perfino il vicedirettore vicario dell’Aisi, il servizio segreto civile, Francesco La Motta, un consigliere della Corte dei conti ed esponenti delle principali banche italiane, si scopre che anche Roberto Sambuco aveva frequenti contatti con il faccendiere;

si legge su tg24.sky.it: «Eni e Finmeccanica – La rete costruita da Bisignani arrivava a coinvolgere anche le più importanti aziende di stato. Repubblica riporta alcune telefonate tra Paolo Scaroni, amministratore delegato del colosso petrolchimico e il faccendiere, che opera come intermediario per un affare dell’Eni in Nigeria. La multinazionale è interessata all’acquisto di un giacimento nel paese africano e si rivolge a Bisignani per far andare in porto l’affare. In una telefonata Scaroni dice a Bisignani “Volevo dirti che adesso mi telefonano dalla Nigeria, che il ministro presidente quindi viene dal presidente vogliono firmare tutto entro domani… ho già mandato un messaggio”. A quel punto Bisignani telefona a un’utenza svizzera per dire “Avverti il ragazzo che il signore Fortunato e la signora hanno detto che tra domani e dopodomani vogliono fare questa cosa.” E un finanziere italiano, Gianluca Di Nardo, conferma ai Pm che Bisignani aveva agito da tramite per questa acquisizione. Dalle carte dei pm emerge inoltre il nome di il presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, che ai Pm rivela che la Libia era interessata all’acquisto di una quota di Finmeccanica, tramite il fondo Lia. Affare che poi non andrò in porto, anche se i libici acquistarono attraverso la borsa il 2% del capitale della società pubblica»;

considerato inoltre che:

riguardo all’inchiesta del giudice per le indagini preliminari di Potenza Alberto Iannuzzi, del giugno 1996 su una fitta rete di traffici, assunzioni alle Poste italiane e corruzione nel mondo della sanità nel Lazio, che aveva coinvolto alcuni dirigenti, si può leggere nella sintesi pubblicata sul quotidiano “la Repubblica” del 19 giugno 2006: «”Tramiti e strumenti con cui Proietti persegue e si procura il consistente guadagno sono alcuni dei più alti dirigenti di Wind ed Enel e un influente e autorevole funzionario del ministero delle Comunicazioni che agiscono di concerto”. Ancora: “All’epoca dei fatti, Massimo Condemi è capo di gabinetto del ministero delle Comunicazioni, esponente di spicco di An, ovvero dello stesso partito nelle cui file milita Proietti Cosimi. È Roberto Sambuco, direttore Comunicazione e Affari istituzionali della società telefonica Wind a contattare Proietti Cosimi Francesco per segnalargli che si “sta occupando di quella cosa, che ci sta lavorando”. “Qualche settimana più tardi – scrive ancora il giudice – lo stesso Sambuco contatta nuovamente Proietti per segnalargli di aver avuto un colloquio sulla “questione” con Paolo Scaroni – allora amministratore delegato dell’Enel (società controllante la Wind, solo successivamente acquistata dal Weather Group dell’imprenditore egiziano Naguib Sawiris) – e di avergli rappresentato, la necessità di prenderla in considerazione, per evitare di compiere scelte sbagliate”. Per gli inquirenti, “è Condemi a vincere le remore di chi, in casa Enel, riteneva di scarso interesse il progetto di cui si chiedeva la sponsorizzazione”»;

in un lancio dell’Ansa sull’inflazione del 14 luglio 2011 si può leggere: «Il dato sull’inflazione a giugno diffuso oggi dall’Istat è “davvero allarmante ed ingiustificato, soprattutto visto nel quadro d’insieme della situazione economica del nostro Paese”. Lo affermano Federconsumatori e Adusbef in una nota, calcolando una stangata di 251 euro annui per i consumi alimentari e di 488 per i carburanti. Per le due associazioni a tutela del consumatore ”ci troviamo, infatti, davanti a una continua ed inarrestabile riduzione del potere di acquisto delle famiglie, per di più accentuata ed aggravata dalla manovra economica e dalla decisione di aumentare, di nuovo, l’accisa sui carburanti”. A preoccupare, in particolare, Federconsumatori e Adusbef ”è la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, che stando ai dati Istat aumentano del 3%, ovvero nella stessa misura in cui diminuiscono i consumi”. Ma, avvertono, ”la situazione è ben più grave: secondo i nostri dati, infatti, l’aumento dei prezzi nel comparto alimentare è pari al +5%, con ricadute di spesa di +251 euro annui”. Ai rincari sulla tavola si aggiunge la stangata su benzina e gasolio: ”Di fronte a questa situazione il Governo non è stato capace di fare altro che aumentare nuovamente l’accisa sui carburanti, facendo – proseguono – cassa a spese degli automobilisti e determinando pesantissime ricadute in termini inflazionistici per tutti i cittadini, stimabili, tra costi diretti ed indiretti, in +488 euro annui’»;

i costi dei conti correnti bancari pari 295,66 euro a fronte di 114 della media europea, il differenziale dei carburanti e dei tassi sui mutui di uno 0,50 per cento in più, rendono insostenibile la vita di molte famiglie che in maggioranza devono rinunciare alle vacanze o dimezzarle rispetto all’anno precedente,

si chiede di sapere:

in base a quale criteri basati sul merito il signor Roberto Sambuco, sconosciuto ai più e perfino alle associazioni dei consumatori presenti nel CNCU (Consiglio nazionale consumatori ed utenti) che ha sede proprio presso il Ministero dello sviluppo economico, sia stato nominato garante per la sorveglianza dei prezzi;

quali interventi di vigilanza e di corretto andamento dei listini e dei prezzi sul mercato, volti ad un rafforzamento dei controlli e della sorveglianza sui prezzi al fine di garantire un mercato corretto in difesa dei cittadini consumatori, abbia svolto Sambuco in questi due anni;

se la nomina sia stata favorita da ambienti vicini alla cosiddetta P4, che ruotava attorno a Bisignani, costituita da politici, giudici, nomi del mondo della finanza, alti ufficiali di Carabinieri e delle Fiamme gialle, nonché prefetti della Repubblica;

se la scoperta dei contatti di Sambuco, già coinvolto nel 2006 in altri filoni di inchiesta della Procura di Potenza, con Bisignani ed altri membri autorevoli della P4, non debba indurre il Governo ad un’immediata rimozione dalla carica “innocua” di Mister prezzi.

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