Manovra finanziaria salva Enti Inutili

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05770
Atto n. 4-05770

Pubblicato il 3 agosto 2011
Seduta n. 596

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, della difesa, dello sviluppo economico e per la semplificazione normativa. -

Premesso che:

la manovra economica “lacrime e sangue” approvata nei giorni scorsi, oltre ad aver allungato i tempi per l’accesso al trattamento pensionistico ed inserito un’imposta patrimoniale mascherata sui risparmi con l’inasprimento dei bolli sulla custodia titoli addossando ai risparmiatori un onere di 8 miliardi di euro, aver introdotto i ticket sulla salute ed aumentato le accise sui carburanti per oltre 2 miliardi di euro, non ha neppure lambito gli stipendi dei manager pubblici e i molteplici incarichi fino a 54 consigli di amministrazione, non ha armonizzato le aliquote sulle rendite finanziarie eccetto i titoli di Stato alla media europea del 20 per cento in luogo del 12,5 per cento, non ha introdotto un fissato bollato sulle transazioni di borsa ed un divieto delle vendite allo scoperto per contrastare la speculazione, tanto meno ha eliminato sperperi e sprechi della pubblica amministrazione, come aveva annunciato il Ministro per la semplificazione normativa;

in un articolo pubblicato su “Milano Finanza” del 2 agosto 2011 dal titolo: “La Casta salva 34 mila enti inutili”, Calderoli aveva annunciato “un super-smaltimento, ma ne sono spariti solo una ventina”, Carmine Sarno afferma che “Molte società e fondazioni l’hanno passata liscia grazie a un semplice cambio di denominazione. È il caso, per esempio, dell’Unione Tiro a Segno e dell’Ente Opere Laiche. Mentre i casi di vera eccellenza sono pochi.”; Si legge ancora «Non solo le province, in Italia è impossibile eliminare anche gli enti cosiddetti inutili. E dire che il ministro per la Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli, era stato estremamente chiaro. Appena due anni fa, nel luglio del 2009, aveva dichiarato guerra a “circa 34 mila enti inutili, che bruciano risorse solo per sopravvivere, tutti con i loro presidenti, consigli di amministrazione. E spesso svolgono compiti che non spettano loro”. Da allora, però, poco o nulla è cambiato. Anzi, per alcuni enti come l’ unione italiana tiro a segno, già l’ultima finanziaria del governo Prodi varata a fine 2007 ne sanciva la soppressione entro il 30 giugno 2008. E invece, proprio lo scorso 11 luglio l’ente pubblico posto sotto la vigilanza del ministero della Difesa celebrava la propria assemblea nazionale, approvava il bilancio e presentava i cinque tiratori e tiratrici che rappresenteranno l’ Italia alle Olimpiadi di Londra 2012. Accanto agli enti immortali, poi, ci sono quelli che pur di non venire smantellati cambiano nome. E’ il caso dell’ Ente opere laiche palatine pugliesi, con sede a Bari destinato a scomparire già tre anni fa, trasformato in «fondazione di diritto privato» denominata Fondazione Opere laiche palatine pugliesi, la cui vigilanza è affidata al ministero dell’ Interno. In altri casi a cambiare è solo l’ intestazione dell’ ente, visto che compiti e personale sono stati trasferiti in blocco ad altri apparati statali. Dei 34 mila promessi da Calderoli quanti ne sono stati effettivamente cassati ? Difficile dirlo, è più facile infatti elencare quelli che si sono salvati. Come emerge dal sito del ministero della Semplificazione, a fine 2009 il presidente del Consiglio dei ministri ha emanato un decreto per evitare che venissero soppressi nove enti (come l’ Accademia della Crusca, l’ Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, Cassa conguaglio gas di petrolio liquefatto, Cassa conguaglio settore elettrico, Coni, Ente teatrale italiano, Istituto italiano per l’ Africa e l’ Oriente, Lega italiana per la lotta ai tumori, Unione nazionale ufficiali in congedo). Fatti salvi questi nove, per tutti gli altri sarebbe dovuta abbattersi la mannaia. Ma non è andata proprio così: da luglio 2010 gli enti cancellati sono una ventina. Stop alle attività di Ipsema, Ispels e Ipost (rispettivamente istituto di previdenza del settore marittimo, tecnico-scientifico e ricerca, postelegrafonici) le cui attività sono state però trasferite a Inail e Inps; stessa sorte per l’ Ente nazionale assistenza magistrale (compiti trasferiti al Inpdap), l’ Istituto affari sociali (attività e personale passano all’ Isfol) e l’ Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori e scultori, musicisti, scrittori e autori drammatici, compiti trasferiti all’ Enpals. Soppressi anche l’Eim , Ente italiano montagna (ma risorse e personale sono trasferiti alla presidenza del consiglio) e l’ Istituto nazionale per studi e esperienze di architettura navale. A questi vanno poi aggiunti un altra quindicina di stazioni sperimentali, banchi nazionali, centri di formazione e comitati vari i cui compiti ed attività sono però stati trasferiti alle camere di commercio e ai ministeri»;

l’interrogante in un precedente atto di sindacato ispettivo aveva sollevato la questione relativa alla lunga lista degli enti inutili e dei loro organi collegiali che continuano ad essere salvati (atto n.2-00194),

si chiede di sapere:

se risponda al vero che, al contrario degli annunci a giudizio dell’interrogante roboanti del luglio 2009, dove era stata dichiarata una “guerra” a circa 34.000 enti inutili, che bruciano risorse solo per sopravvivere, mediante un super-smaltimento, soltanto una ventina sarebbe stati eliminata e che molte società e fondazioni sono state salvate grazie a un semplice cambio di denominazione, come nel caso specifico dell’Unione tiro a segno;

se sia vero che un decreto di fine 2009 emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri ha evitato la soppressione di nove enti, quali l’Accademia della Crusca, l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, la Cassa conguaglio gas di petrolio liquefatto, la Cassa conguaglio settore elettrico, il Coni, l’Ente teatrale italiano, l’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, la Lega italiana per la lotta ai tumori, l’Unione nazionale ufficiali in congedo, e quali siano i costi di gestione e di funzionamento di questi enti salvati;

quali siano i costi complessivi di ben 34.000 enti inutili che gravano sulle casse dello Stato e della collettività e se il Governo non ritenga di procedere con necessità e urgenza, nell’ambito della medesima politica di austerità che ha imposto a milioni di famiglie, che anche con le politiche economiche e l’ultima manovra non riescono ad arrivare alla seconda settimana del mese, a sopprimere enti che hanno l’unica funzione di retribuire gli organi amministrativi per il loro inutile funzionamento.

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