Mozione concernente Interventi urgenti del Governo in materia di Azione Risarcitoria nei confronti delle Agenzie di Rating

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00461
Atto n. 1-00461

Pubblicato il 2 agosto 2011
Seduta n. 595

LANNUTTI , BELISARIO , LI GOTTI , GIAMBRONE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , MASCITELLI , PARDI , PEDICA

Il Senato,

premesso che:

le iniziative adottate da alcune tra le più autorevoli agenzie di rating hanno contribuito a determinare un impatto negativo assai rilevante sugli andamenti dei mercati dell’area euro e appaiono tali, specie per la tempistica, da suscitare forti e diffuse critiche;

tali valutazioni hanno influito pesantemente sull’andamento delle quotazioni dei mercati azionari, specie nel nostro Paese, incidendo significativamente sulla loro stabilità. I mercati azionari, già condizionati da pulsioni speculative e timori macroeconomici di carattere globale e nazionale cui il Governo non ha risposto con politiche di sviluppo adeguate, risultano fortemente condizionati anche da analisi, talvolta non supportate da carattere di oggettività, indipendenza e trasparenza, da parte delle agenzie di rating;

l’incertezza azionaria risulta pertanto aggravata da anticipazioni, talora azzardate, dei giudizi di rating: analisi che dovrebbero viceversa assumere il compito di contribuire alla stabilizzazione dei mercati, proprio attraverso operazioni di trasparenza, autonomia e consapevolezza nei confronti degli operatori economici e dei risparmiatori a vario titolo coinvolti;

rilevato che:

al fine di superare elementi critici sulla costituzione e sulla funzionalità delle agenzie di rating, anche in considerazione dei noti conflitti di interesse tra l’attività di valutazione svolta e la prestazione, da parte di queste ultime, di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione, l’Unione europea è intervenuta di recente con l’adozione del regolamento (UE) n. 513/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle agenzie di rating del credito, che ha modificato il previgente regolamento (CE) n. 1060/2009 con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il quadro normativo in materia;

in definitiva, l’effetto nefasto di tali valutazioni, diffuse nel descritto quadro di scarsa trasparenza ed autonomia, risulta direttamente proporzionale all’assetto debitorio di alcuni Paesi, segnatamente per quelli gravati da un più elevato stock di debito pubblico, esasperando le condizioni di recessione e di contrazione della domanda;

la VI Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati ha approvato, in data 27 luglio 2011, una risoluzione in cui, tra l’altro, risulta fortemente stigmatizzata l’attività di predette agenzie;

come riportato da numerosi atti di sindacato ispettivo in Senato (si veda, per tutti, l’atto 4-05653) diverse Procure della Repubblica stanno attivando procedimenti di inchiesta alla luce delle vicende menzionate;

lo stesso Fondo monetario internazionale (Fmi) ha recentemente preso posizione sul ruolo delle agenzie di rating, rispetto all’attuale periodo di instabilità economica, dichiarando che le agenzie Fitch Ratings, Moody’s Investitors Service e Standard & Poor’s avrebbero involontariamente contribuito all’instabilità finanziaria. Sul ruolo delle agenzie di rating, soprattutto dopo le note vicende greche, si erano espressi anche molti Governi, compreso quello italiano, che avevano messo in evidenza il pericolo rappresentato da alcune loro valutazioni, senza tuttavia provvedere all’adozione di conseguenti provvedimenti,

impegna il Governo ad esercitare immediatamente in sede civile, anche attraverso l’Avvocatura dello Stato, azioni di carattere risarcitorio, nei confronti delle agenzie di rating, dato che con le loro condotte hanno cagionato danni indubitabili al sistema finanziario nazionale, a risparmiatori, investitori e famiglie, contribuendo a svilire i valori azionari delle società quotate in borsa, specie di alcune primarie banche, mediante valutazioni erronee o manipolatorie della percezione delle condizioni macroeconomiche e di mercato, tali da incidere gravemente sull’andamento economico della nazione.

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