Costituzione Fondazione immobiliare gestione patrimonio della Difesa

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05949
Atto n. 4-05949

Pubblicato il 27 settembre 2011
Seduta n. 610

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e della difesa. -

Premesso che:

dal link pubblicato sul sito di “la Repubblica”, intitolato “Unicredit in soccorso di Tremonti” del 23 settembre 2011 si apprende che per gli immobili della Difesa, la banca guidata da Federico Ghizzoni è al lavoro per la costituzione di un fondo immobiliare che gestirà 300 edifici, tra caserme e arsenali su tutto il territorio nazionale: «Piazza Cordusio sarebbe infatti al lavoro come advisor per la costituzione del fondo immobiliare che gestirà il patrimonio del ministero della Difesa. Un veicolo nel quale confluiranno 300 edifici, tra caserme e arsenali su tutto il territorio nazionale. In questo modo il governo ha intenzione di proseguire sulla strada delle privatizzazioni per reperire risorse da destinare ai piani di crescita del paese. Insieme a Unicredit, che curerà la parte finanziaria, ci sarà anche lo studio Bonelli Erede Pappalardo per quello che riguarda gli aspetti legali della costituzione del fondo. Una volta completato il progetto di valutazione, nascerà quindi un veicolo gestito da una sgr immobiliare che venderà sul mercato quote di partecipazione»;

nella stessa data, alle ore 15,39, l’agenzia Ansa riporta una dichiarazione del Sottosegretario di Stato per la difesa Guido Crosetto: «Governo: Crosetto contro Tremonti, ignora Ministero difesa. Non ha invitato rappresentanti difesa a seminario patrimonio. Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto accusa Giulio Tremonti di non aver invitato nessun esponente del ministero a un seminario sul patrimonio immobiliare. “Giovedì ventinove – riferisce Crosetto – il ministero dell’Economia organizza un seminario sul patrimonio immobiliare. Un seminario ristretto, con inviti limitati ad alcune grandi banche e società finanziarie più qualche ‘amico’. Chiaramente escluse altre amministrazioni dello Stato, come la Difesa o i Beni Culturali, che benché interessate ampliamente dalla materia, non riscuotono simpatie. Sarà forse anche dovuto al fatto che la Difesa ha ricordato più volte, sia informalmente che formalmente, all’Economia che il patrimonio immobiliare pubblico va gestito, valorizzato e venduto e non svenduto? Trovo un po’ improprio e molto difficile da comprendere questo modo di agire della burocrazia del ministero dell’Economia e sarei curioso di capire con quale logica, oltre a quello dell’incontro tra amici, sia stato organizzato»,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che il Ministro dell’economia e delle finanze ha affidato ad Unicredit, banca a giudizio dell’interrogante screditata per aver collocato derivati avariati presso piccole e medie imprese ed enti locali, nonché allo studio Bonelli, Pappalardo, Erede, il progetto di vendita degli immobili pubblici e se abbia indetto una gara pubblica per privatizzare il patrimonio dello Stato;

se sia prassi usuale che il Ministero dell’economia possa organizzare un seminario ristretto sul patrimonio immobiliare, affidando ad amici la vendita, o svendita degli immobili dello Stato;

se risponda al vero che nel seminario ristretto del Ministero dell’economia, con inviti limitati ad alcune grandi banche e società finanziarie più qualche “amico”, con l’esclusione di altre amministrazioni dello Stato, come il Ministero della difesa o per i beni e le attività culturali, siano state affidate in trattativa privata le suddette privatizzazioni del pubblico patrimonio;

quali siano le ragioni che hanno indotto ad escludere altre amministrazioni come la Difesa, che benché interessate ampiamente dalla materia, non sembrerebbero rientrare nelle simpatie del Ministro dell’economia, e se scelte impegnative possano essere basate sui sentimenti e su rapporti amicali con i banchieri di Unicredit, invece che su criteri di trasparenza, efficienza, economicità;

se, come ricordato ripetutamente dal Ministero della difesa, non sia indiscutibilmente che il patrimonio immobiliare pubblico va gestito, valorizzato, venduto, e non svenduto a combriccole di amici capeggiati dai banchieri, che traggono profitti e vantaggi privati da beni che appartengono alla collettività.

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