Lettera Banca Centrale Europea

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02415
Atto n. 3-02415

Pubblicato il 29 settembre 2011
Seduta n. 614

LANNUTTI , PARDI , DE TONI , MASCITELLI , CARLINO – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e per i rapporti con il Parlamento. -

Premesso che:

il 5 agosto 2011, la Banca centrale europea (BCE) ha inviato una lettera di vero e proprio “commissariamento” dell’Italia e della politica economica italiana, che ha costretto il Governo a varare l’ennesima manovra di circa 60 miliardi di euro dopo le precedenti manovre di finanza pubblica, per “rassicurare i mercati”, che, ciononostante, hanno continuato nella speculazione contro i titoli di Stato, ancora sotto pressione ed il cui differenziale con i bund tedeschi oscilla tra i 370 ed i 430 punti base;

tali speculazioni dei mercati, in parte raffreddate dagli interventi di acquisto dei BTP da parte della BCE, si traducono in un aumento dei tassi di interesse per rifinanziare i titoli del debito pubblico in scadenza, con maggiori oneri tali da vanificare le pesanti manovre a carico delle famiglie e dei contribuenti onesti, i quali hanno sempre avuto la ritenuta alla fonte, a differenza di noti affaristi, che, nonostante abbiano evaso i loro obblighi fiscali di almeno 120 miliardi di euro all’anno, sono stati premiati con uno scudo fiscale a giudizio dell’interrogante criminale, un vero e proprio riciclaggio di Stato tassato al 5 per cento;

molti parlamentari dell’opposizione, tra i quali l’interrogante, hanno chiesto più volte al Governo di rendere pubblica la lettera di “commissariamento” dell’Italia da parte della BCE, ottenendo sempre un rifiuto, nonostante abbiano motivato la richiesta con la circostanza doverosa per cui un Parlamento ha il diritto di conoscere prima di deliberare manovre a carico delle famiglie e dei consumatori;

nonostante i ripetuti solleciti, i parlamentari non sono mai riusciti ad ottenere il documento che in un Paese democratico il Governo è tenuto a fornire, non a far divulgare da giornalisti e giornali “amici”, come il “Corriere della sera” che in esclusiva il 29 settembre 2011 ha pubblicato il seguente documento in inglese, tradotto in italiano firmato Jean Claude Trichet e Mario Draghi: «Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011. Caro Primo Ministro, Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che “tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali”. Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti. Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure. (…) 1. Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro. a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione. c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi. 2. Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi. b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali. c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo. Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio. 3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali. Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate»;

considerato che ad avviso dell’interrogante:

c’è da interrogarsi su quale sia la considerazione del Governo, ed in particolare del Ministro dell’economia, nei confronti del Parlamento e dei parlamentari, ai quali era stata negata la conoscenza della lettera della BCE in sede di esame dell’ultima manovra di bilancio, per le opportune valutazioni, e che ne hanno appreso il contenuto dal “Corriere della sera” in seconda e terza pagina in data 29 settembre 2011 con i commenti firmati da Mario Sensini;

il Governo sembra relegare il Parlamento al ruolo di semplice organo di ratifica, a colpi di fiducia, di decisioni prese a Francoforte da parte della BCE, dietro il ricatto di non acquistare i titoli del debito pubblico,

si chiede di sapere:

se il Governo, negando la missiva della BCE, non abbia mostrato assenza di riguardo verso le Assemblee e le Commissioni parlamentari, costrette ad approvare al buio manovre economiche che non sono riuscite a bloccare la speculazione sugli andamenti della borsa e dei titoli del debito pubblico;

quali misure urgenti intenda adottare per evitare che i documenti ufficiali, invece di essere divulgati alla stessa stregua delle veline passate ad agenzie di stampa nei modi e nei tempi scelti, possano essere portati a conoscenza del Parlamento, la cui prioritaria informazione rispetto a quella dei quotidiani è essenziale nelle democrazie parlamentari.

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