Roma aumento tariffe taxi

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05978
Atto n. 4-05978

Pubblicato il 29 settembre 2011
Seduta n. 613

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

alla terza seduta del Consiglio comunale, dopo la pausa estiva, l’assemblea capitolina ha iniziato a discutere il nuovo regolamento comunale dei taxi;

nel nuovo regolamento vengono previsti incentivi per oltre 5 milioni di euro per l’acquisto di vetture con basse emissioni di polveri sottili e altri incentivi per chi adegua le proprie auto al trasporto di disabili; per la lotta all’abusivismo viene regolamentato in modo diverso l’accesso alla zona a traffico limitato (Ztl) per i veicoli NCC, facendo una differenziazione con quelli che lavorano fuori Roma, oggetto di annosa polemica con i tassisti romani;

il regolamento prevede anche l’aumento di oltre il 10 per cento delle corsie preferenziali, ma soprattutto introduce la ricevuta automatica sui taxi, una misura promossa dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato per la trasparenza. Inoltre ci sarà una stretta sugli alcool test e drug test, una misura già prevista da un documento approvato nel 2010 e che adesso viene assorbito dal regolamento;

inoltre il regolamento prevede una delega alla Giunta per la determinazione delle nuove tariffe taxi, che dovranno tenere conto dell’aumento dei costi di gestione derivanti anche dall’indice di inflazione del settore;

a giudizio dell’interrogante, l’aspetto cogente della norma avvalora l’ipotesi che si tratti di una stangata a danno dei cittadini; opposizione e consumatori avevano dato il loro assenso ad aumenti agganciati al tasso di inflazione, ma la disposizione è risultata ulteriormente aggravata dal riferimento alla cadenza biennale con la quale la Giunta potrà aggiornare le tariffe sulla base dell’indice di inflazione;

la discussione del regolamento in Consiglio comunale è stata oggetto di rinvio perché non è stato trovato l’accordo a causa dello stravolgimento del testo dove, oltre all’aumento delle tariffe, si è cercato di inserire anche il sovrapprezzo del 5 per cento per chi paga con il bancomat e la carta di credito insieme alla non obbligatorietà della ricevuta automatica;

considerato che:

si tratta di una vera e propria delega in bianco alla Giunta comunale sulla determinazione delle tariffe con la quale si esautora il Consiglio comunale della funzione di indirizzo e controllo nell’individuazione della tariffazione per il servizio pubblico non di linea;

da una parte il Campidoglio ha sbandierato per mesi il proposito di contrastare con forza le illegalità sulle auto bianche, dall’altra il nuovo regolamento fa un passo indietro anche rispetto al precedente testo bocciato dal Tar. La bozza di regolamento non prevede sanzioni (sospensione o revoca della licenza) contro i tassisti che dovessero commettere reati (truffe, lesioni, eccetera). L’unica sanzione descritta in dettaglio è contro gli autisti con «abbigliamento non consono»;

quindi per il nuovo regolamento niente sanzioni per i tassisti truffaldini e nel mirino finiscono i noleggi con conducente titolari di autorizzazione rilasciata fuori Roma, ai quali la Giunta capitolina potrà decidere se concedere o meno il permesso per entrare in centro;

all’inizio dell’anno, quando i tassametri stavano per essere aggiornati grazie alla delibera dell’estate 2010 che prevedeva rincari del 54 per cento per i tragitti brevi, il Tar ha troncato ogni discussione bocciando il provvedimento;

questo sarebbe l’ennesimo aumento negli ultimi tre anni; già nel 2007 ci fu un rincaro medio del 19 per cento delle tariffe, che instaurò anche l’assurdo balzello di 2 euro per le partenze da Roma Termini e il supplemento di un euro per bagaglio. Con la decisione di aumentare le tariffe sono state completamente ignorate le richieste dei consumatori, degli oltre 4 milioni di cittadini romani e delle migliaia di turisti in visita nella capitale;

secondo l’indagine dell’Adoc le tariffe taxi di Roma sono tra le più care d’Europa e superiori anche a quelle di New York e Los Angeles. In Europa solo a Parigi e a Londra il tratto aeroporto-centro città è più caro, mentre a Stoccolma vige la stessa tariffa di Roma per quanto riguarda il costo al chilometro; Roma è la quarta città europea più cara, dopo Londra, Amsterdam e Copenhagen. Ben più economiche risultano capitali come Madrid, Berlino, Parigi e Bruxelles. A livello internazionale, a Toronto sia il costo di chiamata che al chilometro sono nettamente inferiori, mentre a Los Angeles e New York la chiamata e il tratto aeroporto-centro città costano meno ma il costo al chilometro è maggiore;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

è paradossale che, con una crisi economica che colpisce imprese e lavoratori, il primo atto del sindaco di Roma alla ripresa dei lavori sia quello di aumentare le tariffe dei taxi a carico dei cittadini;

il primo cittadino di Roma dovrebbe essere il sindaco di tutti e non dei soli tassisti, come invece sembra essere quando ripropone l’aumento delle tariffe dei taxi, ovvero l’aumento del reddito di una sola categoria, ai danni di tutti gli altri cittadini,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che la dinamica dei costi non dovrebbe essere indotta da variazioni dell’indice di inflazione, atteso che è semmai quest’ultima che è determinata dalle variazioni dei prezzi di beni e servizi;

se non ritenga inaccettabile prevedere un 5 per cento di sovrapprezzo sui pagamenti con carta di credito, dal momento che questa transazione è ormai di uso comune;

quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di ristabilire la legalità a vantaggio dei conducenti onesti e dei clienti anche con l’intensificazione dei controlli nonché prevedendo sanzioni.

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