Vegas- divieto vendite allo scoperto

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05976
Atto n. 4-05976

Pubblicato il 29 settembre 2011
Seduta n. 613

LANNUTTI – Al Ministro dell’interno. -

Premesso che:

il presidente della Consob Giuseppe Vegas, già restio a porre un divieto sulle vendite allo scoperto – misura necessaria per porre un freno agli speculatori che agiscono in borsa senza neppure avere i capitali -, costretto poi ad uniformarsi a decisioni assunte da altri Paesi europei, ha affermato che lo short selling ha avuto effetti di raffreddamento delle dinamiche negative le quali addirittura hanno contribuito ad influenzare operazioni su una nostra banca nell’occhio del ciclone;

secondo un lancio di agenzia del 27 settembre 2011: «Entro il 30 settembre la Consob, così come le altre autorità europee, deciderà se prolungare il divieto di vendite allo scoperto. A sottolinearlo è il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, a margine di un convegno, sottolineando che il divieto di short selling ha avuto “effetti di raffreddamento delle dinamiche negative del mercato”. “Entro il 30 settembre – ha detto Vegas – verrà presa la decisione dalle singole autorità nazionali in modo coordinato. Non è un problema solo italiano, ma europeo”. Riferendosi al provvedimento preso dalla Consob, Vegas ha sottolineato che le vendite allo scoperto “non si sono dimostrate quel mostro che si pensava, ma non sono state ininfluenti. Per esempio su una nostra banca, sull’occhio del ciclone, sono state abbastanza importanti. Agevolano infatti certi comportamenti speculativi”. Inoltre il fatto che alcuni operatori rilevanti vogliono essere esentati vuol dire che hanno avuto delle perdite”. Comunque, secondo Vegas, è “difficile” calcolare l’effetto “quantitativo” dello stop alle vendite allo scoperto, “ma effetti di raffreddamento delle dinamiche negative del mercato ci sono già stati»;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

l’ostilità del presidente Vegas verso una misura necessaria in mercati normali che devono essere finanziati dai capitali, non già dal debito che crea altro debito e speculazioni seriali a danno dei risparmiatori e degli azionisti minori, è stata suggerita dai grandi gruppi bancari, che, nonostante siano prede degli speculatori, continuano ad osteggiare tale misura antispeculativa a tutela dei risparmiatori, oltre che adottabile anche in un solo Paese senza bisogno di essere concertata;

il Governo dovrebbe promuovere misure urgenti per restituire indipendenza ed autorevolezza ad autorità del tutto screditate, come la Consob, la quale, oltre a non aver prevenuto nessun fenomeno di risparmio tradito, è condizionata ancora di più, con la presente gestione, dai desiderata di banche, banchieri ed altri potentati economici, determinando una gravissima lesione ai diritti ed agli interessi di cittadini, consumatori, risparmiatori,

si chiede di sapere, poiché le vendite allo scoperto sono munizioni regalate agli speculatori di professione, i quali, grazie a questi espedienti, possono determinare i valori dei titoli sui mercati, comprese obbligazioni, corsi azionari e titoli di Stato nell’occhio del ciclone, se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali siano i motivi ostativi e del ritardo ad una misura necessaria che ha avuto gli effetti auspicati dalle associazioni di consumatori e risparmiatori quali Adusbef e Federconsumatori che la avevano da tempo richiesta.

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