Appalto gallerie Umberto I- Cricca G8

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06090
Atto n. 4-06090

Pubblicato il 13 ottobre 2011
Seduta n. 625

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa (“La Repubblica” dell’11 ottobre 2011) che «C’è una rete di imprenditori e manager pubblici, in affari con la cricca del G8, dietro al maxi appalto per le gallerie ipogee dell’Umberto I. Un cantiere d’oro, da 12 milioni 473 mila euro, non ancora terminato ma pagato 15 milioni 200 mila euro dopo il contenzioso mosso dalle imprese contro il policlinico e chiuso con un accordo che ha fruttato alle prime 2 milioni 790 mila euro in più sull’importo iniziale. Altri oneri, sopra i 3 milioni, sono stati sborsati dalla Regione per la progettazione sulla sicurezza del cantiere. I lavori furono assegnati in fretta e furia nel 2007 a un’associazione di imprese tra le quali figuravano la Società italiana costruzioni dei Navarra e la Eugenio Ciotola spa, due nomi che s’intrecciano con l’inchiesta sul “sistema di potere gelatinoso” di Angelo Balducci & Co. e che godono della benevolenza del Vaticano nell’assegnazione delle grandi opere. Tra gli indagati per l’affidamento dei lavori all’Umberto I compare Maria Pia Forleo, avvocato del provveditorato alle Opere pubbliche, vicina a Balducci. (…) A Roma, il costruttore Ciotola è indagato per concorso in abuso d’ufficio per i lavori nei tunnel dell’Umberto I, con la ex responsabile dell’Ufficio tecnico dell’ospedale, Raffaella Bucci, e i sei della commissione giudicatrice di cui faceva parte Maria Pia Forleo. A Firenze il costruttore romano è finito nel mirino dei pm per il legame con Fabio De Santis, superiore della Forleo e stretto di Balducci. De Santis viene poi promosso alla guida del Provveditorato toscano. Dai rapporti d’affari ricostruiti dai magistrati, spuntano regali e benefits in cambio di corsie preferenziali per mettere le mani sugli appalti. Come quelli per realizzare nella Villa Salviati a Firenze la sede degli archivi dell’Ue, inaugurata il 17 dicembre scorso, presente il capo dello Stato. A De Santis e consorte, la Ciotola spa, aveva già pagato una vacanza da 3mila 380 euro nella suite 106 dell’hotel Cristallo a Cortina. E visto che nel “bonus” lasciato all’agenzia di viaggi restavano gli “spiccioli”, 620 euro, ci scappò anche un viaggio per la mamma. De Santis, entusiasta della vacanza, la racconta così al telefono con Ciotola: “Una bomba, una bomba, tre giorni di sole ha fatto”. Anche una Smart usata dai coniugi De Santis risulta intestata alla Ciotola spa. E a bordo della city car lui, il 13 novembre 2008, fa rotta sull’hotel Fenix, secondo gli inquirenti, per un appuntamento con una prostituta. (…) L’Italiana costruzioni è patner della Ciotola spa nell’appalto dell’Umberto I. Insieme gestiscono anche la manutenzione del centro polifunzionale della polizia a Spinaceto. La prima è un’azienda accreditata anche oltretevere tanto da aggiudicarsi la riqualificazione di piazza San Pietro, 20 milioni per il restauro del colonnato del Bernini. E gestisce la manutenzione del Campus Biomedico, policlinico universitario dell’Opus Dei. Il gruppo è leader nelle grandi opere pubbliche: nel 2001, in soli sei mesi a Genova, restaura il Palazzo Ducale per il vertice del G8 sotto il governo Belusconi. (…) Nel 2003 fa suo il cantiere per la nuova sede della Corte d’appello di Roma. I Navarra affidano la progettazione a Paolo Cuccioletta, amico del De Santis. Nel 2004 si aggiudica la realizzazione della terza corsia del Gra. Nel 2005 è incaricata di ristrutturare la sede di Propaganda Fide in piazza di Spagna, 15 milioni dei quali 2,5 sborsati dai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture. Da quei lavori (per i quali, secondo i pm, fu “risolutivo” l’intervento di Balducci) uscirono indagati l’ex ministro Pietro Lunardi e l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. (…) La Forleo è indagata per abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’appalto dell’Umberto I quale commissaria della gara del 2007. Nello scorso settembre a Perugia, viene rinviata a giudizio con altri 17 nell’inchiesta su appalti e corruzione per i “grandi eventi”. Con lei, saranno processati i suoi superiori, Angelo Balducci e Fabio De Santis oltre a Mauro Della Giovampaola, Diego Anemone, Guido Bertolaso. Per la cricca, Forleo è persona di fiducia. A Firenze nell’ottobre 2007, Balducci la nomina responsabile di gara per il Parco della Musica, l’appalto che farà scattare l’inchiesta sui “grandi eventi”»,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei motivi che possono giustificare l’acquisizione, a detta del quotidiano “La Repubblica”, “in fretta e furia” del maxi appalto per le gallerie ipogee dell’Umberto I da parte di un’associazione di imprese tra le quali figuravano la Società italiana costruzioni dei Navarra e la Eugenio Ciotola SpA, che si intrecciano con l’inchiesta sul “sistema di potere gelatinoso” di Angelo Balducci & Co;

se non ritenga urgente attivarsi affinché si pervenga ad una sollecita predisposizione ed approvazione di norme stringenti cosiddette anticorruzione per evitare che la corruzione dilagante, che investe vasti settori della società con una commistione “incestuosa” di interessi tra politica e affari, possa continuare;

se, infine, alla luce degli ulteriori fatti di corruzione raccontati dai giornali, non ritenga opportuno esercitare un ravvedimento operoso in relazione alle norme sulle intercettazioni, le quali, se approvate, oltre ad un intollerabile bavaglio alla libertà di stampa, sarebbero funzionali ad offrire uno scudo protettivo al dilagante malaffare.

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