Assunzioni selvagge Comune di Roma

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06173
Atto n. 4-06173

Pubblicato il 27 ottobre 2011
Seduta n. 633

LANNUTTI – Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

sono giunte all’interrogante le segnalazioni di alcuni dipendenti del Comune di Roma che lamentano assunzioni “selvagge” negli ultimi tre anni presso l’amministrazione caratterizzate da forti anomalie;

in particolare verrebbero assunte a tempo determinato persone sprovviste del diploma di laurea ma inquadrate, per la maggior parte di loro, in qualifiche per le quali esso è previsto;

molte di queste persone saranno i futuri dirigenti del Comune di Roma, grazie a una delibera costruita ad hoc (n. 205 del 15 giugno 2011) che consentirà loro di accedere al concorso di prossima pubblicazione;

i denuncianti sono pronti a scommettere che la gran parte di queste persone “vinceranno” i concorsi per i quali è previsto l’espletamento delle prove entro dicembre 2011, a discapito di tutti i dipendenti comunali che hanno partecipato al concorso interno per le progressioni verticali nel novembre 2010 e che si sono visti passare davanti “personaggi” privi di ogni professionalità richiesta dal ruolo, nonostante le graduatorie;

le delibere di assunzione sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Roma. Ogni singolo atto mostra in calce gli importi complessivi di spesa, e si può notare che per ciascuno di questi nuovi dipendenti, nonostante l’inquadramento nella medesima qualifica, le indennità sono molto variabili, specialmente nella voce “indennità ad personam“, (che varia da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 56.000 euro lordi annui, a cui si aggiungono centinaia di ore di straordinario mensili per ciascuno di loro);

inoltre nelle segnalazioni, sempre analizzando le delibere, viene anche sottolineato il curioso riferimento all’emolumento unico specificato nella nota dell’Assessore, conservata agli atti del provvedimento, curioso perché “quantificando” ciò che prevede la nota dei vari Assessori in questione si scopre qual è l’onere effettivo per il Comune;

molte di queste assunzioni sarebbero state fatte all’indomani dell’entrata in vigore del cosiddetto decreto Brunetta che prevede il blocco delle assunzioni per il triennio 2011-2013, nonostante l’ultima manovra finanziaria che prevede anche un taglio dei costi delle pubbliche amministrazioni;

il gruppo di dipendenti denunciante ha inviato la relativa documentazione, pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Roma nel quadro “Deliberazioni e atti, testi integrali”, alla Procura della Repubblica e la stessa sarà presentata anche presso la Corte dei conti;

considerato che:

il sindaco Alemanno più volte ha mostrato la sua indignazione per i tagli previsti agli enti locali e dichiarato che non ci sta ad accettare i tagli imposti dalla manovra, e quindi nemmeno ad allinearsi. Il primo cittadino ha, ultimamente, ricordato: “con i tagli agli enti locali rischiamo di non avere più i trasporti pubblici, a meno di aumentare il biglietto dell’autobus. Rischiamo di dover tagliare i servizi sociali e prolungare le liste d’attesa. In più, se la manovra non cambia, Roma capitale l’anno prossimo non potrà fare investimenti in opere pubbliche, neanche quelle già programmate, non potrà mettere a posto né marciapiedi né strade. Abbiamo 235 cantieri aperti che rischiamo di non poter concludere”. Inoltre, “la protesta continuerà a oltranza, finché il Governo non ci darà risposte”;

ci sono creditori del Comune di Roma che vedono i loro pagamenti “slittare” di mesi, e tornano indietro dalla Ragioneria generale liquidazioni con la dicitura: “Bilancio di cassa 2011. Mandati non processabili”;

molte di queste spese erano state previste e contemplate con precisi stanziamenti di fondi nei bilanci del Comune degli anni precedenti che non avrebbero dovuto essere toccati, per i quali invece è stata cambiata la “destinazione d’uso” senza alcun atto amministrativo, e c’è il dubbio sulla legalità di ciò;

a riguardo un articolo del quotidiano “la Repubblica” del 7 agosto 2011 riportava l’allarme per la crisi di liquidità del Comune di Roma. «Giunto a metà viaggio, come una macchina senza più benzina, il Campidoglio ha finito i soldi. A dispetto del Bilancio di previsione 2011 approvato in Aula appena un mese fa, nelle casse comunali non sono rimasti che pochi euro, e forse nemmeno quelli: una crisi di liquidità senza precedenti, che ha costretto il ragioniere generale Maurizio Salvi a scrivere una circolare allarmata agli tutti gli uffici per stoppare i pagamenti, rimasti per lo più senza copertura. Un richiamo formale cui, mercoledì scorso, ha fatto seguito il monito lanciato dall’assessore Carmine Lamanda al termine dell’ultima giunta prima della pausa estiva: “La difficoltà finanziaria è tale”, ha svelato il responsabile dei conti capitolini, “che non escludiamo di riprendere in esame gli impegni di spesa già assunti perché non ce la si fa”. Un messaggio che la maggior parte degli assessori aveva in realtà già recepito, essendosi visti rispedire indietro fatture bell’e firmate senza uno straccio di spiegazione. Per capire cosa sta accadendo bisogna fare un passo indietro. Esattamente al varo del Bilancio 2011, accompagnato quest’anno, per la prima volta, da un documento che stabilisce la disponibilità di cassa dei singoli centri di costo. Ciò significa che gli impegni di spesa non possono essere assunti in base alle previsioni, ma alla reale disponibilità a effettuare i pagamenti. A quanto cioè di volta in volta entra in cassa. Se non c’è un euro, le fatture non vengono onorate. E pazienza se così si rischia di mandare gambe all’aria quella miriade di imprese medie e piccole che lavorano con il Campidoglio e che, soprattutto in un periodo di crisi, non possono permettersi di restare senza ossigeno. D’altra parte il richiamo formale del Ragioniere generale, sebbene scritto in perfetto burocratese, non lascia spazio a dubbi. Scrive infatti Salvi il 24 giugno: “Si ricorda che le previsioni di cassa sulla spesa costituiscono il limite per i relativi pagamenti. Pertanto, a partire dalla suddetta data del primo luglio, tutti gli ordinativi di pagamento emessi e non ancora quietanzati che non avranno disponibilità di cassa assumeranno lo stato di “non processabile”. Un mandato così etichettato non verrà inserito nelle distinte dei pagabili finché non troverà adeguata copertura mediante apposita richiesta di variazione”. E quando potrà essere soddisfatta questa “apposita richiesta di variazione”? Si spera con l’assestamento di Bilancio, su cui l’assessore Lamanda si sta già lambiccando. Dovrebbe arrivare entro il 30 settembre. Mai pausa estiva fu più provvidenziale per respirare un po’»;

recentemente è scoppiato lo scandalo di “allegre” assunzioni effettuate senza i criteri di trasparenza e legalità a vantaggio di amici, parenti e conoscenti presso le aziende municipalizzate della capitale (cosiddetta “parentopoli”) su cui l’interrogante ha presentato atti di sindacato ispettivo che ad oggi non hanno ricevuto risposta (tra gli altri: 4-04219, 4-04816);

l’interrogante ha sollevato il problema, anche in questo caso senza avere risposta, della qualità dei servizi offerti ai cittadini dal Comune di Roma che, specie dopo “parentopoli”, sta sempre più deteriorandosi, con gli utenti lasciati alla mercé di scioperi, disagi, disfunzioni e tagli (si vedano gli atti di sindacato ispettivo 2-00341 e 4-04305);

è di questi giorni la denuncia del “Corriere della sera” sul caso Eur SpA dove, dal 2010 ad oggi, sono state fatte 31 assunzioni, per chiamata diretta, di parenti e amici (4-06123),

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di accertare quanto denunciato anche alla luce del momento di forte crisi che l’Italia sta attraversando, per cui si chiedono sacrifici alla popolazione, mentre i “soliti noti” si arricchiscono;

quali iniziative di competenza voglia intraprendere per porre fine alla dilapidazione del patrimonio comunale capitolino che va a discapito dei servizi, che i cittadini romani si sono visti tagliare in nome di una crisi che colpisce solo chi non appartiene alla casta o alla cerchia di amici e parenti del sindaco Gianni Alemanno;

se sia a conoscenza di chi siano le responsabilità di tutto ciò e in quale modo venga impiegato il fiume ininterrotto di denaro pubblico a ciò destinato, alla luce delle assunzioni indiscriminate di impiegati, di personale senza professionalità e senza i requisiti richiesti per i ruolo che deve ricoprire;

anche alla luce della “parentopoli” sulle assunzioni facili nelle aziende municipalizzate del Comune di Roma, che ha messo in luce un sistema complesso di relazioni familistiche, economiche e politiche, con stipendi d’oro, quali iniziative intenda adottare al fine di garantire ai cittadini criteri di competenza e professionalità nella scelta del personale in aziende a capitale pubblico considerato che le assunzioni a ruoli così diversi e estranei alle competenze originarie, per le quali i titolari vengono assunti, sono una delle cause dei disservizi;

quali iniziative di competenza intenda adottare affinché la gestione della cosa pubblica non si trasformi nella gestione di un’agenzia per il lavoro a vantaggio di pochi soprattutto in un momento storico delicatissimo sul piano occupazionale, anche verificando la correttezza e la legittimità delle procedure di assunzione presso il Comune di Roma.

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