Bankitalia-SIBC chiede trasparenza gestione immobiliare

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06060
Atto n. 4-06060

Pubblicato il 11 ottobre 2011
Seduta n. 621

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

il sindacato indipendente della Banca d’Italia (SIBC) ha nuovamente chiesto all’amministrazione della Banca d’Italia di conoscere le linee strategiche in tema di gestione del patrimonio immobiliare e si è sentito rispondere che l’istituto non aveva alcuna intenzione di svelarle;

il sindacato prende atto del diniego della trasparenza e nota come l’amministrazione si limita a fornire una serie di informazioni sulla procedura di dismissione degli immobili delle filiali chiuse, e sulla genesi dei rapporti locativi con terzi, ossia con non dipendenti (fra cui personalità esterne, titolari di alti incarichi in organismi pubblici);

al riguardo il SIBC, in un comunicato di cui è venuto a conoscenza l’interrogante ed acquisito agli atti del Senato, evidenzia due passaggi relativamente ai canoni per non dipendenti e ai conflitti di interesse: «la Banca afferma: “sono in corso analisi propedeutiche all’adozione di una politica di canoni diversificata rispettivamente per i dipendenti/pensionati e gli inquilini terzi”. Questa è obiettivamente una notizia, dal momento che sinora i canoni risultavano di pari entità. Osiamo sperare, tuttavia, che l’Amministrazione sappia fare le dovute distinzioni, non ponendo sullo stesso piano il coniuge vedovo di un dipendente, o il figlio privo di reddito di un dipendente, con chi si è dimesso dalla Banca e continua a occupare l’alloggio (sic!) ovvero con una personalità esterna titolare di alto incarico ecc. ecc.. L’equità consiste nel saper valutare diversamente situazioni oggettivamente diverse, o no? (…) Avevamo chiesto alla Banca quali fossero i presidi atti a evitare situazioni di conflitto di interesse rispetto ai soggetti beneficiari di alloggio di Banca. Risposta stupenda: “il rischio di conflitto di interesse è presieduto e monitorato dalla Banca (quando si dice l’autocontrollo, ndr) avvalendosi dei controlli consentiti dalla legge e dal contratto”. Il che è francamente singolare: in genere, la valutazione dei conflitti di interesse è attribuita a chiunque, tranne che al soggetto che può trovarsi in conflitto di interesse. La Banca, invece, fa tutto da sola: controlla se stessa e i propri affittuari. Speriamo sia così, ma non ci convince molto»;

prosegue il sindacato: «È la Banca stessa a citare il caso di magistrati (oltre che quello di “ufficiali delle forze dell’ordine, esponenti di Autorità Indipendenti, ecc.”) fra le personalità esterne beneficiarie di alloggi di proprietà. E se per caso – sempre per dire – vi fosse fra gli affittuari un magistrato del TAR del Lazio, presso cui si deve discutere il ricorso avverso alla decisione della Banca di bloccare per tre anni i nostri stipendi, sarebbe o no un caso da manuale di conflitto di interesse?»;

considerato che a giudizio dell’interrogante è opportuno che la Banca d’Italia renda pubblico l’elenco degli affittuari dell’Istituto, nome per nome, città per città, garantendo e rafforzando i principi di trasparenza,

si chiede di sapere:

se risulti l’elenco dei locatari degli immobili dell’Istituto;

quali iniziative di carattere normativo il Governo intenda assumere per rafforzare la trasparenza dell’attività della Banca d’Italia.

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