Corecom Umbria

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06004
Atto n. 4-06004

Pubblicato il 4 ottobre 2011
Seduta n. 615

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

nel corso della controversia tra il signor G. Salvati e Sky Italia Srl già descritta negli atti di sindacato ispettivo 4-03035 e 2-00233, il Corecom Umbria dava mandato al professor avvocato Giuseppe Caforio, docente di Diritto commerciale presso l’Università degli studi di Perugia e l’Università politecnica delle Marche, patrocinante nelle magistrature superiori, di scrivere in data 25 ottobre 2010 al signor Salvati e all’avvocato Lucio Golino di Adusbef che lo difendeva una missiva di cui si ritiene importante riportare integralmente il contenuto. Nella stessa si riferisce che l’avvocato Lucio Golino, in qualità di procuratore e difensore di Salvati, ha presentato al Presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) dell’Umbria, al Presidente della Giunta regionale dell’Umbria e al Presidente dell’AGCOM un esposto-istanza datato 19 aprile 2010. Tale atto presenta un contenuto altamente lesivo dell’immagine e della reputazione del Corecom Umbria, con riferimenti alla manifesta e documentata sudditanza di Corecom Umbria all’operatore Sky Italia Srl, al difetto assoluto di terzietà nell’assunzione dei provvedimenti, alla circostanza che il Corecom Umbria ha dato ampia e diffusa prova di essere un organo alle dipendenze degli operatori, non essendo quindi lo stesso in grado nella maniera più assoluta di assolvere a quelle funzioni di garanzia dei consumatori e, men che meno di giudicare le controversie e ancor più di emettere provvedimenti sanzionatori. A fronte di tali fatti, il Comitato intende tutelare la propria posizione, invitando Salvati e l’avvocato Golino all’immediata cancellazione delle frasi diffamatorie descritte e di ogni altra espressione comunque lesiva dell’immagine del Corecom Umbria, nonché a presentare pubbliche scuse nei confronti del Comitato in ogni adeguata forma che garantisca la più ampia diffusione. In mancanza di quanto richiesto, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della missiva del Corecom Umbria, nella lettera si preannuncia l’azione in sede giudiziaria, in primis quella penale, per la tutela dell’immagine e per il risarcimento dei danni, nonché l’intenzione di adire ogni altra autorità competente;

ovviamente a fronte di tale missiva, a giudizio dell’interrogante intimidatoria, i destinatari si son guardati bene dal porgere scuse alcune e men che meno il Corecom Umbria ha dato corso alle minacciate denunce;

la controversia si concludeva poi con un provvedimento del Corecom Umbria che, a fronte delle richieste dell’operatore del pagamento della “sanzione” di 2.500 euro a carico del consumatore, asserito credito immediatamente ceduto ad una società di recupero, Sky Italia SpA veniva condannata per le sue inadempienze contrattuali a rifondere il consumatore della somma di 800 euro;

successivamente il dottor Carlo Cecchini, dirigente del Corecom Umbria, adottava la delibera n. 24 del 23 luglio 2010 volta ad autorizzare la Sezione bilancio e ragioneria a liquidare all’avvocato Caforio l’importo complessivo di 1.612,00 euro;

a giudizio dell’interrogante, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato dovrebbe aprire un procedimento sanzionatorio per pubblicità ingannevole nei confronti dello spot dell’Agenzia delle entrate sull’evasione fiscale (meglio noto come quello “del parassita”) non informando lo stesso che il maggior gettito fiscale derivante dal puntuale adempimento dei relativi oneri non scongiura le spese sconsiderate ed immotivate dei vari enti pubblici,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa;

se risulti chi e che cosa abbia legittimato il dottor Carlo Cecchini a liquidare, superando di gran lunga le tariffe professionali, l’abnorme parcella di 1.620 euro – circa 80 euro a riga – senza neppure esigere il parere di congruità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Perugia a cui appartiene il professionista, liquidato, a giudizio dell’interrogante, molto profumatamente;

se risultino le ragioni per le quali la Ragioneria della Regione Umbria non abbia mosso contestazioni e rilievi all’operato del suddetto dirigente, pagando pedissequamente “a piè di lista”, e il motivo per cui il medesimo dirigente del Corecom Umbria abbia scavalcato l’Avvocatura regionale conferendo mandato liberamente ad un professionista esterno all’amministrazione;

se risultino le ragioni per cui la Procura regionale della Corte dei conti di Perugia, già allertata nei precedenti atti di sindacato ispettivo citati, sia rimasta nelle more del tutto inerte consentendo, a giudizio dell’interrogante colpevolmente, l’abuso di cui sopra;

se risulti che le lamentazioni in pubbliche recenti esternazioni circa la carenza di risorse finanziarie ed umane che metterebbero a serio repentaglio l’attività dell’organo, da parte del Presidente del Corecom Umbria, Mario Capanna, siano del tutto prive di ogni fondamento tanto più che lo stesso organo si permette di stipulare ben tre contratti di collaborazione di 42.000 euro ciascuno per l’attività di monitoraggio televisivo regionale, a giudizio dell’interrogante inutile;

se i Ministri in indirizzo non reputino che l’unico controllo serio ed efficace della spesa pubblica sia quello democratico affidato ai cittadini. Conseguentemente se non ritengano che sia allo stato assolutamente improcrastinabile l’adozione di un urgente provvedimento con cui il Governo subordini l’efficacia degli atti di spesa da parte di tutte le amministrazioni centrali, periferiche, autonome e locali alla pubblicazione su un unico sito tenuto a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Senza categoria

Leave a Reply