Decreto Sviluppo – rinazionalizzazione infrastrutture telecomunicazioni

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06003
Atto n. 4-06003

Pubblicato il 4 ottobre 2011
Seduta n. 615

LANNUTTI – Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

nell’ambito delle iniziative che il Ministero dello sviluppo economico sta portando avanti in vista dell’emanando decreto-legge in materia di sviluppo economico, il Ministro Romani ha dichiarato l’intendimento di utilizzare l’extragettito derivante dalla gara LTE (circa 800 milioni di euro) per finanziare una nuova società per la realizzazione di reti in fibra. In pratica, lo Stato intende finanziare lo sviluppo della fibra attraverso una sorta di rinazionalizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni, in un settore che sconta la piena liberalizzazione e privatizzazione sin dai primi anni ’90. Questa impostazione appare in palese contrasto con gli indirizzi di politica economica anticipati dal Governo e mirati a proseguire nella strategia di liberalizzazioni e privatizzazioni. Inoltre, qualora il Governo intendesse confermare questa impostazione si esporrebbe ad un pesante intervento della Commissione europea che, certamente, la qualificherebbe come un palese aiuto di Stato. Diversamente, l’extragettito dovrebbe essere destinato prioritariamente al superamento del digital divide che rappresenta la prima scadenza temporale dell’agenda digitale europea, la quale, come noto, richiede agli Stati membri di assicurare collegamenti broadband al 100 per cento della popolazione entro il 2013. E, sempre rimanendo nel perimetro del digital divide, gli interventi pubblici dovrebbero concentrarsi, in via prioritaria, sulla sua eliminazione nei distretti industriali, al fine di contribuire al rilancio dell’economia nazionale. Inoltre, tenuto conto che sono stati gli operatori mobili a generare l’extragettito, sarebbe opportuno “restituire” agli stessi una quota parte dell’esborso, finanziando la realizzazione di collegamenti in fibra ottica per la connessione delle Stazioni Radio Base delle reti mobili 4G ai fini della copertura LTE dei piccoli comuni, obbligo quest’ultimo stabilito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e previsto nel bando di gara. In definitiva, la destinazione dell’extragettito ad iniziative mirate all’eliminazione del digital divide, attraverso lo sviluppo delle reti fisse e mobili, deve essere prioritaria rispetto all’ipotizzata costituzione di una società pubblica per la fibra. Tenuto conto della ancora limitata penetrazione degli accessi ad Internet rispetto agli altri principali Paesi europei, sarebbe opportuno incentivare la domanda digitale prevedendo, ad esempio, misure per l’innalzamento del grado di alfabetizzazione informatica, agevolazioni alle piccole e medie imprese per l’utilizzo della larga banda, un bonus governativo per i consumatori allo scopo di favorire l’accesso alla larga banda su rete fissa e mobile,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che vi sia l’intendimento di utilizzare l’extragettito derivante dalla gara LTE per finanziare una nuova società per la realizzazione di reti in fibra e se il finanziamento dello sviluppo della fibra attraverso una sorta di rinazionalizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni non sia soggetto ad una procedura di infrazione europea per palese aiuto di Stato;

se la limitata diffusione degli accessi ad Internet rispetto agli altri principali Paesi europei non debba indurre il Governo ad incentivare la domanda digitale prevedendo misure idonee per l’innalzamento del grado di alfabetizzazione informatica, agevolazioni alle piccole e medie imprese per l’utilizzo della larga banda, un bonus governativo per i consumatori allo scopo di favorire l’accesso alla larga banda su rete fissa e mobile;

se non ritenga di destinare una parte dell’extragettito, pari a circa 1,6 miliardi di euro, a finanziare i collegamenti in fibra ottica per la connessione delle Stazioni Radio Base delle reti mobili 4G ai fini della copertura LTE dei piccoli comuni, obbligo stabilito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e previsto nel bando di gara, con idonee misure tendenti all’eliminazione del digital divide, attraverso lo sviluppo delle reti fisse e mobili;

se la costituenda società pubblica per la fibra ottica, con un appannaggio di circa 600 milioni di euro, che, come rilevano alcune fonti raccolte dall’interrogante, dovrebbe essere guidata dal garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco, ossia il criticato allievo del giornalista Luigi Bisignani arrestato nell’ambito dell’inchiesta P4 ed autore di una folgorante carriera, non debba essere residuale rispetto alle iniziative di modernizzazione del Paese con il digitale divide;

se i Capi Dipartimento del Ministero dello sviluppo economico, che operano di concerto con le Camere di commercio, non stiano esorbitando dai loro compiti e funzioni, anche con la costituzione di società, come quelle descritta, per mera gestione di potere, interessi e carriere.

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