Discarica campobello di Mazara- morti tumore

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06020
Atto n. 4-06020

Pubblicato il 5 ottobre 2011
Seduta n. 617

LANNUTTI , GIAMBRONE – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell’interno. -

Premesso che:

la discarica di contrada Campana-Misiddi di Campobello di Mazara (Trapani) è stata temporaneamente chiusa in autotutela dal responsabile del servizio impianti della società, Giacomo Lombardo. La decisione di sospendere i conferimenti dei rifiuti all’interno dell’impianto in gestione alla società d’ambito è avvenuta in seguito al sopralluogo che funzionari dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) di Trapani e Palermo hanno effettuato nella discarica;

la chiusura è stata disposta per verificare l’autorizzazione del trito vagliatore all’interno della vasca dove vengono conferiti i rifiuti. Si legge su “SiciliaInformazioni.com”: «La chiusura dell’impianto crea già da oggi una situazione d’emergenza che non consentirà, purtroppo, di effettuare la regolare raccolta dei rifiuti in tutti gli undici comuni – ha detto l’amministratore unico Nicolò Maria Lisma – con rischi per l’igiene pubblica”. Lisma, che mercoledì sino a tarda notte s’è riunito con alcuni responsabili dei servizi e capi area della società, ha informato i sindaci degli undici paesi, rappresentando loro la necessità di bloccare la raccolta dei rifiuti. “Questa – ha detto Lisma – anche perché la grave situazione economico-finanziaria della società non ci consentirà di conferire i rifiuti presso altre discariche siciliane”»;

al momento non è possibile stabilire quando si potrà riaprire la discarica di Campobello di Mazara;

la polizia municipale di Campobello di Mazara ha sequestrato un’area di circa 10.000 metri quadrati adibita a discarica abusiva in contrada Palazzello Schifano;

sono stati rinvenuti diversi tipi di rifiuti tra cui contenitori in amianto, pneumatici usati, elettrodomestici, pezzi di ricambio meccanici, persino alcuni rotoli di tappeto in erba sintetica presumibilmente dismesso da qualche impianto sportivo. Sempre nella stessa zona sono stati elevati tre verbali ad altrettanti cittadini per abbandono di rifiuti solidi urbani al suolo;

considerato che:

nel 2006 venne pubblicato un rapporto, commissionato dal Dipartimento della Protezione civile e condotto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), dall’Istituto superiore di sanità e dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR, dove veniva evidenziata una forte correlazione tra la presenza di discariche di rifiuti e/o inceneritori e l’aumento di mortalità per cause tumorali all’interno di un’area territoriale;

sul quotidiano “la Repubblica”, cronaca di Roma, del 23 settembre 2011, è stato pubblicato un articolo relativo all’inchiesta aperta per quattro morti di cancro nella zona della discarica di Malagrotta. La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo per stabilire se la morte di quattro persone, tra il 2008 e il 2010, sia stata provocata dalle esalazioni dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Malagrotta (si veda l’atto sindacato ispettivo 4-05960);

considerato inoltre che:

in Sicilia perdura la grave situazione derivante dalle discariche abusive e che provoca pericolo per la salute pubblica e grande preoccupazione dell’opinione pubblica;

più volte in questi anni è esploso il caso dell’esistenza di discariche abusive nella provincia di Trapani in seguito alle denunce fatte dai carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo che hanno scoperto e sequestrato diverse cave di tufo, in territorio di Campobello di Mazara, adibite quasi esclusivamente allo smaltimento illegale di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali;

l’elevato tasso di incidenza dei tumori ha, da tempo, allertato molti abitanti della zona perché sembra che ne territorio della provincia di Trapani possa esserci un elevato tasso di radioattività legato a presunti scarichi di materiale radioattivo soprattutto tra Marsala e Mazara del Vallo;

per fare luce sulla questione, un consigliere del Comune di Marsala ha sottoscritto un ordine del giorno per chiedere all’amministrazione provinciale una verifica riguardante proprio gli indici di radioattività;

lo stesso Comune di Campobello di Mazara registra un alto tasso di mortalità per tumori anche tra i bambini;

da indiscrezioni si apprende che sotto l’autostrada A29, in prossimità di Campobello di Mazara, sarebbero seppelliti rifiuti radioattivi;

la discarica consortile di contrada Campana Missiddi in Campobello di Mazara inquina la falda;

i dati analitici – richiesti in data 15 febbraio 2010 alla Belice ambiente e pervenuti al Comitato cittadino per la tutela delle risorse idriche e ambientali del territorio di Mazara del Vallo in data 27 aprile 2010 – e le note che li accompagnano comprovano che le acque sotterranee analizzate attraverso gli otto pozzetti di ispezione risultano, in uno, significativamente contaminate da percolato di discarica, in quattro, con indici di contaminazione (tra cui particolare rilievo probatorio rivestono l’ammoniaca, i nitriti, i nitrati, la conducibilità elettrica, l’indice di permangano ed alcuni metalli), in tre e nel “pozzo discarica”, con significativo contenuto di nitriti e nitrati.

precedentemente la lettera dell’Arpa, inoltrata in data 17 giugno 2009 al sindaco di Campobello di Mazara, sindaco di Mazara e, in ordine gerarchico, a tutti gli enti preposti al controllo (Ato Belice Ambiente, Provincia regionale di Trapani, Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, Assessorato territorio e ambiente, Arpa Sicilia), intimava gli intestatari a mettere in sicurezza, con estrema urgenza, il sito per il gravissimo danno ambientale in atto;

a Campobello il depuratore non funziona come dovrebbe e gli scarichi finiscono diritti in mare e sembrerebbe che l’acqua “depurata” presenti cariche batteriche superiori alla norma;

Campobello di Mazara fa spesso parlare di sé per episodi mafiosi. Le operazioni Golem e Golem2 si sono svolte praticamente dove abita la famiglia del fratello di Matteo Messina Denaro ovvero Salvatore Messina Denaro recentemente e nuovamente tornato in carcere. Campobello è il paese di Natale L’Ala, il boss ucciso nel 1990 durante la guerra di mafia, recentemente balzato agli onori della cronaca perché nominato da Mauro Rostagno in una dichiarazione fatta ai carabinieri: Rostagno chiarisce che Licio Gelli si sia recato prima a Mazara a parlare con Mariano Agate (arrestato qualche tempo dopo) e poi a Campobello a parlare con Natale L’Ala;

nell’estate 2008 il Ministero dell’interno ha disposto un atto ispettivo al Comune di Campobello di Mazara per verificare l’effettiva sussistenza di eventuali condizionamenti o di infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’ente locale,

si chiede di sapere:

se, alla luce dei fatti esposti in premessa, il Governo ritenga urgente approfondire il delicato problema e dare più precisa cognizione all’opinione pubblica locale;

quali iniziative intenda assumere al fine di prevenire ulteriori episodi di inquinamento ambientale garantendo la salute pubblica;

quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per prevenire i fenomeni di mortalità, che si verificano nelle adiacenze delle discariche;

se, alla luce dei dati relativi alla contaminazione delle acque derivante dalla discarica consortile, l’amministrazione di Campobello di Mazara e gli enti preposti al controllo abbiano messo in atto gli interventi necessari per arrestare il gravissimo danno ambientale e provvedere alla bonifica;

se non intenda verificare la funzionalità del depuratore di Campobello di Mazara per accertare gli eventuali danni ambientali verificatisi al fine di tutelare l’ecosistema marino;

se ritenga necessario intervenire per fare il punto sullo stato di salute della popolazione nella zona, identificare e valutare l’effettivo trend in aumento per alcune importanti malattie nonché l’incidenza e la mortalità per tumore;

se ritenga necessario prestare le dovute attenzioni al problema dell’esistenza di discariche abusive e del relativo smaltimento di rifiuti pericolosi nella zona di Campobello di Mazara, nonché nell’intera provincia di Trapani, sotto l’aspetto sia della tutela della salute pubblica sia delle possibili connessioni di tale fenomeno con l’attività di organizzazioni malavitose.

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