Madiobanca- Compensi vertici

 

Risposta scritta

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06092
Atto n. 4-06092

Pubblicato il 13 ottobre 2011
Seduta n. 625

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

Mediobanca, nella relazione per l’assemblea dei soci che sarà illustrata il 28 ottobre 2011, ha spiegato che, visti i tempi difficili, per l’esercizio concluso al 30 giugno 2011, come già nel precedente, i dirigenti membri del consiglio di amministrazione non hanno percepito alcun compenso variabile;

in particolare la relazione spiega che “Le previsioni per l’esercizio 2011-2012 sono fortemente condizionate dal rischio di una nuova contrazione dell’economia dell’area euro e dalla notevole instabilità dei mercati”, si legge nel bilancio appena depositato. A questi rischi “va aggiunta la particolare debolezza nella rifinanziabilità dei debiti sovrani dei paesi periferici dell’euro, comprese Spagna e Italia, e del passivo delle istituzioni finanziarie”;

sono molto meno pessimistiche le note che riguardano le retribuzioni alla dirigenza Mediobanca. I compensi ricevuti dall’amministratore delegato Alberto Nagel per l’esercizio 2010-11 sono pari a 2,93 milioni di euro. Nagel ha percepito 150.000 euro quale amministratore e 2.784 milioni di euro per gli incarichi ricoperti (compresi 384.000 euro di premio di anzianità ventennale una tantum). Al presidente, Renato Pagliaro, Mediobanca ha corrisposto 2,55 milioni di euro (incluso il gettone da 150.000 euro per essere amministratore);

tra gli altri dirigenti della merchant che siedono nel consiglio di amministrazione, al direttore generale Francesco Saverio Vinci sono andati 2,15 milioni di euro, a Massimo Di Carlo 2,25 milioni di euro e a Maurizio Cereda 2,1 milioni di euro. Nell’esercizio chiuso tre mesi fa, i primi 100 manager di Mediobanca si sono divisi complessivamente 88 milioni di euro di emolumenti extra, in relazione alle performance ottenute;

considerato che una delle conseguenze della gravissima crisi economica mondiale scoppiata alla fine del 2008 è stata la presa di coscienza delle gravi ripercussioni sull’equilibrio del sistema economico avute dalla crescita incontrollata delle retribuzioni degli alti dirigenti dei gruppi economici registratasi negli ultimi anni,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di prevedere che i sistemi retributivi degli amministratori e dei membri del consiglio d’amministrazione degli istituti di credito non siano in contrasto con le politiche di prudente gestione del rischio della banca e con le sue strategie di lungo periodo, stabilendo altresì il divieto di includere le stock option e le azioni, tra gli emolumenti e le indennità;

quali iniziative urgenti di competenza il Governo intenda assumere al fine di porre un tetto agli stipendi e ai bonus dei banchieri, conseguiti, specie in Italia, a carico di risparmiatori, famiglie e piccole e medie imprese vessati da costi proibitivi dei conti correnti e da tassi più elevati della media europea, in particolare fissando regole obbligatorie sulle remunerazioni nel settore finanziario, e relative sanzioni per chi non le rispetta, limitando l’ammontare delle remunerazioni variabili sia in proporzione alle remunerazioni totali, sia in funzione dei redditi e/o profitti della banca.

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