Manovra di ferragosto -abbassamento saldo depositi al portatore

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06077
Atto n. 4-06077

Pubblicato il 12 ottobre 2011
Seduta n. 623

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011 (cosiddetta manovra di Ferragosto) ha disposto l’abbassamento del limite per la trasferibilità di denaro contante, di titoli al portatore, di assegni senza clausola di non trasferibilità e di libretti bancari;

in particolare il comma 4 dell’articolo 2 del citato decreto-legge n. 138 del 2011 interviene sull’articolo 49 del decreto legislativo n. 231 del 2007 riducendo da 5.000 a 2.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e dei titoli al portatore;

la predetta modifica, realizzata al fine di adeguarsi alle disposizioni adottate in ambito comunitario dirette a prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, interessa, in particolare, i commi 1, 5, 8, 12 e 13 del citato articolo 49, dei cui limiti viene adeguato l’importo;

il citato articolo 49, recante “Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore”, nella versione previgente le modifiche apportate dalla norma in commento, dispone fra l’altro: il divieto di trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane SpA (comma 1); l’obbligo di indicare negli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000 euro il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità (comma 5); la possibilità per gli istituti bancari e postali di rilasciare assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 5.000 euro, su richiesta scritta del cliente, senza la clausola di non trasferibilità (comma 8); il divieto di detenere libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro. In via transitoria, relativamente ai libretti che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 231 del 2007 presentavano un saldo superiore al predetto limite, i clienti hanno tempo sino al 30 giugno 2011 per estinguere ovvero ridurre il saldo al di sotto della soglia fissata (commi 12 e 13). In sostanza, la norma in esame riduce ulteriormente i limiti di importo all’uso del contante – finalizzati al contrasto del riciclaggio e del terrorismo – che erano già stati ridotti (a 5.000 euro) dall’articolo 20 del decreto-legge n. 78 del 2010. Il decreto-legge n. 78 del 2010 aveva infatti a sua volta reintrodotto i limiti di importo all’uso del contante vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, che all’articolo 32 aveva elevato da 5.000 a 12.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e dei titoli al portatore. Il comma in esame, inoltre, a seguito di quanto sopra disposto, interviene al comma 13 dell’articolo 49 del decreto legislativo n. 231 del 2007, al fine di posticipare di 3 mesi (dal 30 giugno 2011 al 30 settembre 2011) il termine entro cui i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 2.500 euro devono essere estinti (ovvero il loro saldo deve essere ridotto entro tale importo);

l’art. 58, comma 3, del decreto legislativo n. 231 del 2007 dispone che la violazione della prescrizione contenuta nell’art. 49, commi 13 e 14, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 10 per cento al 20 per cento del saldo del libretto al portatore;

l’art. 58, comma 7-bis, del decreto legislativo n. 231 del 2007 prevede che per le violazioni previste dai precedenti commi, la sanzione amministrativa pecuniaria non può comunque essere inferiore nel minimo all’importo di tremila euro. Per le violazioni di cui al comma 1 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro la sanzione minima è aumentata di cinque volte. Per le violazioni di cui ai commi 2, 3 e 4 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro le sanzioni minima e massima sono aumentate del 50 per cento;

considerato che:

attualmente il 90 per cento dei possessori di libretti al portatore è costituito da persone anziane a basso reddito, giovani e da bambini, ai quali fino a poco tempo fa i parenti stessi regalavano questi depositi, dove far confluire i regali in denaro che avrebbero ricevuto fino alla maggiore età;

l’art. 47, primo comma, della Costituzione dispone: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”;

l’art. 49 del decreto legislativo n. 231 del 2007, al comma 13, dispone che le banche e Poste Italiane SpA sono tenute a dare ampia diffusione e informazione della riduzione della soglia massima, 2.500 euro, relativa al saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore e del termine, 30 settembre 2011, per adeguarsi;

a giudizio dell’interrogante i mezzi di informazione hanno parlato pochissimo di questa scadenza negli ultimi giorni di settembre: l’avviso non è stato comunicato ai cittadini né dai siti delle principali banche o delle Poste italiane né dai quotidiani più diffusi nel Paese, né tantomeno da giornali radio e telegiornali, che avrebbero potuto dare la notizia, ricordando così a molti consumatori di mettersi in regola entro la fine del mese di settembre;

sono giunte all’interrogante numerose segnalazioni di cittadini, titolari di libretti al portatore, che lamentano di non essere stati avvertiti in alcun modo e di essere costretti a pagare l’elevata multa di 3.000 euro anche per un saldo che eccede di pochi centesimi il tetto stabilito dalla manovra,

si chiede di sapere:

quali iniziative, vista l’irragionevolezza della disposizione sia per la sproporzione della sanzione minima, 3.000 euro, comminata indipendentemente dall’effettivo sconfinamento del saldo del libretto deposito sia per quanto sancito dall’art. 47 della Costituzione, il Governo intenda adottare al fine di rivedere la normativa in questione almeno prevedendo sanzioni proporzionali a quanto realmente ecceduto rispetto alla nuova somma minima stabilita, 2.500 euro;

se al Governo risulti che le banche e Poste Italiane abbiano provveduto, come previsto dall’art. 49, comma 13, del decreto legislativo n. 231 del 2007, a dare ampia diffusione e informazione ai consumatori del termine del 30 settembre 2011 per adeguarsi alla normativa sull’abbassamento del limite per la trasferibilità di denaro contante, di titoli al portatore, di assegni senza clausola di non trasferibilità e di libretti bancari.

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