Parentopoli Eur spa

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06123
Atto n. 4-06123

Pubblicato il 19 ottobre 2011
Seduta n. 628

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

“Il Corriere della Sera” denuncia il caso Eur SpA dove dal 2010 ad oggi sono state fatte trentuno assunzioni, per chiamata diretta, di parenti e amici;

si legge su un articolo pubblicato su “RomaToday.it”: «Al centro dell’inchiesta giornalistica, le decine di chiamate dirette che, da quando Riccardo Mancini è Amministratore Delegato di Eur S.p.A., si sarebbero accumulate in un ente che, va ricordato, è partecipato al 90 % dal Ministero dell’Economia e Finanze ed al 10% dal Comune di Roma. Dunque, è statale»;

su un articolo pubblicato su “NuovoPaeseSera.it” del 21 settembre 2011 si legge che: «nella società e nella controllata Eur Congressi sono stati infilati molti nomi legati da vincoli di parentela a politici e personaggi noti, come Dario Panzironi, figlio dell’ex Ad di Ama Franco, quello di Carlo Pucci, consigliere (Pdl) del XII Municipio, Roberta Lubich, ex moglie del leader Udc (…), il nipote di Giancarlo Cremonesi (Presidente di Acea e Camera di commercio), la figlia dell’ex calciatore Luciano Spinosi e, a capo del personale, Donata Nuzzo, ex responsabile della sezione An di piazza Bologna»;

Cremonesi smentisce di essere coinvolto in alcun modo nella nuova Parentopoli di Eur SpA di cui si parla nell’articolo sopra citato: «”Ribadisco con forza che nessun mio parente è mai stato assunto all’Eur spa. Il Cremonesi di cui parla il Corriere della Sera ha la sola colpa di avere il mio stesso cognome” (…) Da parte sua l’amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini, durante la conferenza convocata per rispondere alla denuncia sulla nuova Parentopoli, entra nel merito: “La Lubich ha risposto ad una richiesta di Eur Spa presentando il curriculum assieme ad altri 25 – ha aggiunto Mancini – La società ha ritenuto che il curriculum della Lubich era quello più indicato per la funzione da svolgere e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Lo stesso discorso vale per Marucchi, fra l’altro assunto da Cuccia e non da me e persona assolutamente qualificata. (..) Le 31 persone di cui si parla sono state prese perché noi abbiamo in costruzione il nuovo centro congressi. All’inizio l’organizzazione di tutto era stata affidata ad uno società privata che chiedeva 6.5 milioni di euro. Io ho pensato che le stesse funzioni potessero essere tranquillamente svolte da nostro personale con un costo di 1.2 milioni e un risparmio notevole”»;

considerato che:

da un po’ di tempo a questa parte ogni progetto strategico passa proprio per l’Eur: il secondo polo turistico e il parco a tema (sui quali l’ex vicesindaco ha fatto realizzare sondaggi all’estero per 350.000 euro di spesa), la Nuvola di Fuksas e il poi abortito Gran premio di Formula Uno, il progetto dell’area dell’ex Velodromo osteggiato dai cittadini e i nuovi grattacieli (da Eurosky alle Torri di Renzo Piano). Una piccola-grande cassaforte, di soldi, progetti e di affari, che sembra diventata anche un ufficio di collocamento per amici, parenti o conoscenti;

riporta un articolo de “la Repubblica” del 20 maggio 2011: «”L’ente è presieduto da un imprenditore forzista come Pierluigi Borghini, battuto da Francesco Rutelli quando si candidò, nel 1997, a sindaco di Roma. Molto impegnato dall’attività golfistica, Borghini negli uffici di largo Testa è aiutato da tre assistenti. Neppure Alemanno. L’amministratore delegato, vero motore della struttura, dal luglio 2009 è Riccardo Mancini, 52 anni, imprenditore nato, cresciuto e residente all’Eur con quote di proprietà in 24 società (più quattro in liquidazione). Il nonno materno, Romolo Zanzi, nel 1916 fondò un’azienda specializzata nel ramo riscaldamento che alla fine dei Novanta fatturava 160 miliardi. Con l’ingresso in Eur, l’ad Mancini ha aggiunto ai ruoli nelle società di famiglia sette cariche “pubblico-private”. Ovvero, è amministratore delegato di Eur Spa, Eur Congressi Roma (gestirà la Nuvola), EurFacility (manutenzione del palazzo delle Poste) ed Eur Tel (cablatura telefonica del quartiere), presidente di Aquadrome (i costruttori all’ex Velodromo) ed Eur Power (energia e teleriscaldamento), poi consigliere di Marco Polo (la società che cura i beni del territorio). Come amministratore della holding, Mancini denuncia uno stipendio di Stato di 185 mila euro. Il resto, dice, sono gettoni di presenza. Bene, andando a controllare le private intraprese dell’amministratore pubblico si scopre, intanto, che a ogni presente e futura attività della “galassia Eur” corrisponde un’azienda che lavora in quel settore sotto il controllo di Mancini. Energia e teleriscaldamento attraverso Eur Power? Il Mancini imprenditore ha posseduto quattro società che si occupano di commercio di combustibili per riscaldamento e una che costruisce apparecchi per la produzione di elettricità. Investimenti immobiliari all’ex Velodromo? Mancini possiede azioni dell’immobiliare Castel Di Leva. Con Ama e Acea gestisce i rifiuti dell’Eur? In questo campo l’ingegnere meccanico Mancini è socio unico della Società generale rifiuti e presidente della Treerre, “recupero, riciclaggio, riutilizzo”, di cui rilevò le quote da Franco Berbabé. Uno dei cavalli di battaglia delle politiche di Eur spa è “l’espansione a mare” di mussoliniana memoria e, segnatamente per l’ad Mancini, lo sviluppo del quadrante Fiumicino. Il manager pubblico nel privato è stato consigliere della Fiumicino servizi. L’uomo si è poi costruito una solida fama per aver ristrutturato il debito della Eur Spa, ma la gavetta l’aveva fatta nella sua Gefi fiduciaria romana. E poi è un esperto creatore di scatole pubbliche, spa e srl. L’esperienza, qui, Mancini l’aveva fatta nel suo Consorzio Gspa “per pubbliche amministrazioni in liquidazione”. Di tutte queste società Mancini, da quando è stato nominato manager pubblico all’Eur, non ha mollato un’azione. Anzi, alcune le ha avviate in prossimità della sua nomina all’ente pubblico. Potrebbe sembrare l’uomo scelto per mettere a servizio del pubblico le esperienze fatte nel privato, Riccardo Mancini. Entrando nel dettaglio delle sue attività si scopre, però, che l’ingegnere prima di diventarne amministratore è stato consulente di Eur spa per il gp di Formula Uno. Che, da amministratore, ha attivamente spinto. I conflitti di interesse del manager alemanniano – ha finanziato personalmente la campagna elettorale del sindaco nel 2006 e ne è stato uno dei tesorieri per quella del 2008 – diventano palesi quando si scopre che in due società private di Mancini è consigliere e in una terza azionista e amministratrice Emilia Fiorani. E chi è questa signora 46enne? La compagna di Carlo Pucci. E chi è Carlo Pucci? È il tabaccaio di viale Europa, strada centrale del quartiere, che con l’arrivo di Mancini alla guida di Eur spa è diventato il direttore marketing dell’ente. Il marketing è decisivo in Eur Spa, la cattura di nuovi affitti è missione primaria per la tenuta dei bilanci. E perché l’amministratore delegato Mancini sistema ai vertici dell’ente l’ex marito di una socia che per curriculum ha una lunga esperienza in tabaccheria? Ci sono ragioni d’affari, seguendo le visure camerali. Ma, vedremo più avanti, anche di politica condivisa in gioventù e in tempi adulti. È interessante notare, ancora, come la Fiorani e Mancini abbiano controllato nel tempo la stessa società che vende chincaglieria varia: si chiama E42, come l’Esposizione universale del 1942 di cui oggi l’ingegnere – con il vestito del manager di Stato – amministra i lasciti. (..) La filiazione ad libitum di nuove realtà pubblico-private figlie di Eur spa ha portato nei ruoli di controllo delle società “a cascata” sempre agli stessi uomini. Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, manager fedele a Gianni Letta, è presidente del collegio sindacale in sette “Eur-qualcosa” su sette. Controlla lui che sia tutto in ordine. E presidente della Marco Polo spa, fino a poche settimane fa, è stato Paolo Togni, sistemato da Alemanno in Comune alla direzione delle Politiche ambientali, nuclearista per convinzione ed estrazione professionale, coinvolto nel 2007 nelle inchieste sulla ricostituzione della loggia P2. Togni ha lasciato “Marco Polo” accusando la società di fare gli interessi di terzi. Infine, del “gruppo Mancini” fa parte Angelo Jacorossi, la Tangentopoli del 1992, un miliardo e mezzo (in lire) pagate per riscaldare le case Iacp di Roma. L’imprenditore oggi amministra una società, la Saccir, di cui è stato a lungo consigliere il nostro ingegner Mancini. Ma Jacorossi è anche l’amministratore di Eur Power: sta lanciando la “smart grid”, l’autosufficienza energetica del quartiere. Come dice Riccardo Mancini, avanguardista nero della prima ora: “Noi dell’Eur siamo una macchina guerra”»,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga necessario adottare le opportune iniziative nelle sedi di competenza al fine di fare chiarezza in merito alla situazione di Eur SpA ed in particolare sulla nuova presunta parentopoli e sull’insorgere di eventuali conflitti d’interessi tra il ruolo di direzione della holding Eur SpA ed eventuali altre società private riconducibili agli stessi ruoli. Ciò in considerazione dell’opportunità che il Comune di Roma e il sindaco Alemanno debbano farsi carico di assicurare una gestione trasparente di Eur SpA, visto che la società in questione è proprietaria di aree su cui insistono importanti progetti di riqualificazione;

quali iniziative di competenza intenda adottare affinché la gestione della cosa pubblica non si trasformi nella gestione di un’agenzia per il lavoro, come per l’ennesimo caso di assunzioni facili, soprattutto in un momento storico delicatissimo sul piano occupazionale, anche verificando la correttezza e la legittimità delle procedure di selezione del personale seguite dalla Eur SpA.

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