Peter Paul Pohl – inchiesta sulla Cricca

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06135
Atto n. 4-06135

Pubblicato il 20 ottobre 2011
Seduta n. 629

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

notizie di stampa (“Il Sole- 24 ore” del 14 ottobre 2011) riportano che «C’è un punto di contatto finora inedito tra l’inchiesta sulla “cricca” e la vendita degli immobili della Cit. La Compagnia italiana turismo spa è stata di fatto liquidata nel 2008. I 243 dipendenti licenziati il 24 giugno scorso. E un lungo contenzioso si trascina presso le sezioni penale, civile e fallimentare del tribunale di Milano. Proprio lunedì prossimo è fissata la discussione in sede fallimentare per la decisione – il giudice è Mauro Vitiello – sul ricorso di alcuni creditori ed ex amministratori di Cit: chiedono l’annullamento degli atti di vendita del patrimonio immobiliare della compagnia turistica. (…) il punto in comune tra le controversie Cit e l’indagine di Perugia (…) è l’avvocato Peter Paul Pohl, immobiliarista di Merano, sentito dalla Guardia di Finanza e dagli inquirenti perugini perché il suo nome spunta in una compravendita, considerata sospetta, di un palazzo del XV secolo in via della Pigna a Roma. Un affare dove compaiono due indagati della cricca: Diego Anemone e Angelo Zampolini, l’architetto che aveva versato 900mila euro divisi in 80 assegni per l’acquisto della casa di fronte al Colosseo dell’ex ministro Claudio Scajola. Pohl si dice estraneo all’operazione di via della Pigna e non risulta indagato. Certo è che il suo nome e quello di suoi familiari sono presenti, in un complesso sistema di società collegate tra di loro, dell’acquisto delle sette strutture alberghiere della Cit (valore stimato nel 2007 118 milioni). Il commissario straordinario Cit, Antonio Nuzzo, aveva venduto gli alberghi il 18 marzo 2008 a Sistema vacanze spa per 30 milioni. L’acquirente è una “società veicolo” di un esponente politico del Pdl inizialmente destinatario della vendita, che costituisce Sistema Vacanze l’11 marzo – cioè sette giorni prima della transazione immobiliare – presso il notaio Alfredo Dondi di Trento. Lo stesso giorno e con lo stesso notaio – circostanza che non può passare inosservata – la Valore Reale Sgr spa costituisce la Morera Srl: sono due società riferibili all’avvocato Pohl. Ma ecco che il cerchio si chiude. Il 29 settembre la Soglia Hotel Group srl (…) stipula con Valore Reale e con Morera un contratto “di compravendita di azioni e accordo quadro” con cui si trasferisce a Morera il 90% del capitale di Sistema Vacanze per un corrispettivo di tre milioni e mezzo. Morera, insomma, acquisisce gli immobili ex Cit. Eppure il valore di Sistema Vacanze era dato da immobili pagati 30 milioni. I passaggi, insomma, non sono chiari, e i valori immobiliari crollano senza apparenti motivi. Ma non sembra finita. Risulta infatti che agli atti del tribunale fallimentare ci sia un’altra novità: un atto preliminare di vendita degli stessi alberghi, per 52 milioni (e caparra di 8,1 milioni)» tra Soglia Hotel group e Valore Reale. «Attenzione alla data: il presunto preliminare sarebbe stato stipulato il 17 marzo 2008, il giorno prima della vendita da Cit a Sistema Vacanze. Un fatto che, in caso di conferma, costringerebbe il tribunale a rivedere tutte le analisi svolte finora. Lunedì a Milano si decide sul ricorso per l’annullamento degli atti del commissario Cit chiesto, tra gli altri, da Arcangelo Taddeo, ex amministratore delegato Cit, indagato per bancarotta fraudolenta. E mentre pende l’accusa penale, Taddeo ha ottenuto finora dal tribunale due pronunce favorevoli di primo grado: per ingiusto licenziamento, è stato poi anche ammesso al credito»;

a giudizio dell’interrogante, in uno Stato di diritto dove funzionano i contrappesi, le autorità finanziarie, nel caso di specie la Consob, avrebbero il dovere di prevenire l’intervento della magistratura a presidio dei diritti dei risparmiatori e dei lavoratori,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di un eventuale intervento della Consob presso le società in questione al fine di prevenire ogni forma di illegalità chiedendo la necessaria trasparenza societaria e dei piani industriali;

se sia a conoscenza di un coinvolgimento di alti vertici nelle suddette operazioni oggetto dei nuovi sviluppi dell’indagine della magistratura sulla “cricca” di cui l’imprenditore Anemone viene considerato il dominus;

se non ritenga urgente attivarsi affinché si pervenga ad una sollecita predisposizione di norme stringenti cosiddette anticorruzione per evitare che la corruzione dilagante, che investe vasti settori della società con una commistione “incestuosa” di interessi tra politica e affari, possa continuare.

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