Pocker cash- Pocker on line

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06089
Atto n. 4-06089

Pubblicato il 13 ottobre 2011
Seduta n. 625

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

dal 18 luglio 2011 poker cash e casinò on line sono diventati un gioco serio: per la prima volta in Italia, infatti, si possono puntare soldi veri, istantaneamente, e non più solo gettoni prepagati. Ma ora che il mercato si apre ai cosiddetti cash game, assicurarsi che i soldi dei consumatori finiscano in società pulite è ancora più importante.

subito dopo il suo avvio, l’azzardo on line ha già riscosso un enorme successo, tradotto in un boom di visite ai siti dedicati. Il cash game promette una vera rivoluzione, soprattutto economica. Secondo l’agenzia specializzata Agipronews, si prevede un giro d’affari di un miliardo e mezzo di euro al mese, 18 miliardi di euro all’anno rispetto agli attuali 4,8. Guadagni da capogiro, per lo Stato e per gli operatori del settore. Operatori tra cui c’è soprattutto Pokerstars, colosso del mercato on line, finito nel mirino dell’FBI prima e dei Monopoli di Stato poi;

nell’aprile 2011, infatti, Pokerstars è stato al centro del Black Friday del poker americano: insieme ad altri due giganti del settore (Full Tilt Poker e Absolute Poker), la compagnia ha dovuto oscurare il sito statunitense e rispondere a pesanti accuse di frode, gioco d’azzardo illegale e riciclaggio di denaro. In Italia, però, Pokerstars continua ad avere una regolare licenza e a giugno è diventata leader del mercato on line italiano con 60,9 milioni di euro di raccolta, pari al 27,6 per cento del totale (dati Poker Italia – da aggiornare). La compagnia americana ha sempre provato a ribadire la distinzione tra la società accusata dalla FBI e quella autorizzata a operare in Italia. Rimangono tuttavia forti perplessità sull’assetto societario di Pokerstars, a partire dalla convinzione di molti che la compagnia stia riciclando in Italia i proventi generati illecitamente in America;

fino al settembre 2011, Pokerstars ha operato in Italia attraverso il marchio Reel international ltd, con sede nel paradiso fiscale dell’Isola di Mann, riuscendo a non pagare l’IVA sulle spese sostenute in quanto società extracomunitaria. Successivamente, ha poi registrato la Reel Italy ltd, concessionaria con cui attualmente opera in Italia, con sede nell’isola di Malta. Tutte le azioni, tranne una, della società maltese sono ancora di proprietà della Reel international ltd;

l’operato di Pokerstars non convince il Sistel, il sindacato italiano di imprese di scommesse telematiche, che ha pubblicato un esposto in proposito;

sul problema della trasparenza del mondo del poker on line l’interrogante ha presentato un’interrogazione, che ad oggi non ha ancora ricevuto risposta, dove chiede di verificare la legalità di Pokerstars (atto 4-05116);

Federconsumatori, parlando a difesa degli utenti, avverte che la liberalizzazione del gioco on line deve essere accompagnata da chiarezza, rispetto delle regole e da una profonda opera di sensibilizzazione dei cittadini, l’unico strumento efficace al contrasto delle sindromi di dipendenza, in vertiginoso aumento anche tra i giovanissimi. Proprio per questo, Federconsumatori sta preparando per l’autunno un seminario dedicato a questi temi, aprendo un dialogo tra le parti sociali coinvolte e invitando a partecipare le aziende di settore che operano nel pieno rispetto delle regole;

considerato che:

un articolo di “Finanza e Mercati” del 22 settembre 2011 dal titolo “I nuovi Madoff oggi proliferano sui siti del poker online” riporta che «Quella del poker online è ormai una vera febbre. Attenti, però. L’irlandese Full Tilt è appena stata denunciata dal governo Usa per aver accreditato sui conti dei giocatori 390 milioni di dollari che non aveva. Di più, il fondatore Raymond Bitar e altri membri del board sono anche accusati di aver stornato a loro favore dai fondi degli utenti 440 milioni di dollari dal 2007 all’aprile 2011. “Full Tilt non era una legittima azienda operante nel campo del poker ma uno schema Ponzi globale”, dice Preet Bharara, il giudice Usa che si occupa del caso. Ma Washington ha allargato il raggio d’azione: l’atto d’accusa contro Full Tilt rientra infatti nel quadro più generale di sanzioni per tre miliardi di dollari e indagini per gioco illegale, riciclaggio e frode bancaria contro 11 soggetti, tra cui Absolute Poker e PokerStars, aziende domiciliate all’Isola di Man. Un consiglio, attenti a dove puntate i soldi»;

in un articolo pubblicato su “Il Giornale” del 22 settembre 2011 si legge: «Ora che il poker cash è diventato una realtà anche sui siti italiani, prevede per la nuova modalità di gioco il ruolo di utile volano per la crescita di una più ampia e preparata comunità di appassionati: “Il poker cash – sottolinea Pagano – ha portato numeri interessanti al mercato italiano, riscuotendo il successo che ci si attendeva. Inoltre, ha regalato al poker on line una seconda giovinezza; e oggi può essere considerato come un termometro attendibile delle condizioni di questo gioco nel nostro Paese. I numeri, però, non bastano: va infatti considerata con attenzione anche la qualità del gioco, che peraltro è assai migliorata rispetto al passato, quando un italiano al tavolo verde era molto spesso soltanto un pollo da spennare”. Per il futuro è possibile contare su presupposti favorevoli: “Chi si avvicina ora al gioco on line ha a disposizione un’offerta decisamente più completa rispetto al passato”. La stessa su cui le poker room virtuali possono fare leva con decisione, sfruttando un ventaglio articolato di strumenti per ampliare il novero dei propri appassionati e per semplificare accesso e giocate. Ultima novità in proposito è la Ricarica Pokerstars.it rivolta a chi non vuole o non può usare una carte di credito sul web. Infatti, così come avviene per le ricariche telefoniche, consente di rimpinguare rapidamente il proprio conto: si tratta di un voucher prepagato, “disponibile – spiega Barbara Beltrami, country manager di Pokerstars.it – in cinquantamila bar e tabaccherie, dislocati sull’intero territorio italiano e che espongono il nostro logo. Per ottenerlo non è necessaria la carta di credito, ma è possibile pagare anche in contanti”. Il tagliando, per il rilascio del quale non sono previste commissioni, può essere infatti di diverso ammontare, con tagli da 10, 25, 50, 100 e 250 euro. Sul voucher è impresso un codice Pin che va digitato in corrispondenza del link “Ricarica Pokerstars” all’interno della sezione “Cassa” del sito, con l’effetto di aggiungere all’istante al proprio conto gioco il valore del tagliando. “Siamo certi – afferma Beltrami – che le ricariche possano portarci ottimi risultati. Grazie a questa iniziativa la nostra presenza sul territorio diventerà infatti ancora più capillare. Inoltre, ci piace sottolineare che, con l’introduzione dei tagliandi di ricarica, potremo soddisfare le esigenze di molti altri nuovi giocatori che si stanno appassionando all’online”. In agosto Pokerstars ha raccolto dal poker cash 244,2 milioni di euro, mentre la modalità a torneo ne ha aggiunti altri 34,2»,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda adottare le opportune iniziative al fine di adeguare le forme di tutela degli utenti del gioco poker on line al fine di evitare abusi;

quali iniziative intenda assumere al fine di verificare che le movimentazioni di denaro procurate dal poker on line rispettino le vigenti normative antiriciclaggio e come intenda intervenire al fine di evitare che la criminalità organizzata continui a trarre il massimo profitto dal settore dei giochi e delle scommesse;

se intenda nelle sedi di competenza acquisire maggiori informazioni sui concessionari di poker on line, così da impedire il riciclaggio di denaro in Italia;

quali iniziative intenda adottare al fine di verificare che l’operatività di Pokerstars, che ha ottenuto la concessione italiana attraverso la Reel Italy, con sede a Malta, con capitale di soli mille euro, a sua volta controllata dalla Reel dell’Isola di Man, avvenga secondo i principi della norme di trasparenza sancite dal decreto legislativo n. 231 del 2007 allontanando ogni ipotesi di evasione, elusione e perfino di riciclaggio per operazioni oscure;

quali iniziative intenda assumere al fine di evitare che le famiglie italiane, attratte dal “miraggio” del facile ed immediato arricchimento in una situazione di massima crisi economica accompagnata da pesante disoccupazione, continuino a precipitare in vere e proprie forme di dipendenza patologica da gioco.

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