Roma- Disservizi Atac

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06039
Atto n. 4-06039

Pubblicato il 6 ottobre 2011
Seduta n. 618

LANNUTTI – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

un consigliere comunale e la Cgil di Roma e Lazio hanno elaborato un dossier in base ai dati forniti dall’Atac da cui è risultato che oltre 6.600 corse sono saltate da gennaio ad agosto per la metro A, più di 6.000 per la B. Un 2011 da primato del disservizio per tutte le linee su ferro a Roma;

dal 2008 al 2011, periodo preso in considerazione dall’indagine, il servizio è andato costantemente peggiorando. Nel 2008 le corse saltate per la metro A sono state 4.382, nel 2009 il numero è salito a 5.267, nel 2010 a 5.783, per arrivare a 6.611 nell’anno in corso, da gennaio ad agosto. Per la metro B, le corse non effettuate sono state 1.739 nel 2008; nel 2009 si registra una prima impennata con 4.297 corse mancate. Il numero sale ancora vertiginosamente nel 2010, con 7.640 viaggi non effettuati e si attesta a 6.037 nel periodo gennaio-agosto 2011;

da contratto di servizio, l’Atac dovrebbe garantire 112,5 milioni di chilometri all’anno con gli autobus e 31,7 con le metro e le ferrovie concesse. I dati che emergono finora fanno stimare alla fine dell’anno una diminuzione che potrebbe superare i 5 milioni di chilometri di servizio rispetto a quanto previsto dal contratto;

solo nei mesi di giugno e luglio 2011 il trasporto pubblico di superficie ha effettuato più di un milione di chilometri in meno rispetto alle previsioni di contratto;

la RomaLido è passata dalle 985 corse perse nel 2008 alle 1.514 del periodo gennaio-agosto del 2011. La RomaViterbo nel tratto urbano è passata da 531 corse perse nel 2008 al picco di 5.292 nel 2010, per scendere a 2.138 nel periodo gennaio-agosto 2011. Il tratto extraurbano della RomaViterbo, invece, ha registrato 62 viaggi non effettuati nel 2008, 94 nel 2009, 439 nel 2010, 1.182 nel periodo gennaio-agosto 2011;

le cause più frequenti per questi improvvisi stop, che per i passeggeri si traducono in giornate nere, sono la mancanza di personale, i guasti di materiale, gli scioperi, la mancanza di materiale, i guasti degli impianti. “Inconveniente tecnico”, spiegano i comunicati dell’Agenzia della mobilità quando si ferma un treno o si chiude una stazione, come è successo appena giovedì scorso. Un convoglio si è bloccato alla stazione Castro Pretorio e ha causato l’interruzione di un’ora del servizio lungo l’intero tracciato della B, da Laurentina a Rebibbia. Ma dietro a quell’inconveniente tecnico c’è l’odissea dei romani alla mercé degli imprevisti del trasporto pubblico;

considerato che:

dopo lo scandalo “parentopoli” di disinvolte assunzioni effettuate senza i criteri di trasparenza e legalità a vantaggio di amici, parenti e conoscenti, i servizi di trasporto pubblico nella capitale d’Italia peggiorano a vista d’occhio;

a giudizio dell’interrogante le assunzioni di impiegati, non basate sul merito, hanno ripercussioni negative dirette sul servizio reso all’utenza con ripetuti guasti tecnici alla linea metropolitana con conseguenti lunghe interruzioni del servizio, bus costantemente in ritardo, vetture sporche e sovraffollate,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;

quali iniziative di competenza intenda assumere affinché la mobilità pubblica di Roma raggiunga almeno la stessa efficienza delle altre capitali europee, assicurando ai cittadini, che si trovano a combattere quotidianamente con i numerosi disagi del trasporto pubblico, un livello di decoro ed efficienza;

alla luce della parentopoli sulle assunzioni facili nelle aziende municipalizzate del Comune di Roma che ha messo in luce un sistema complesso di relazioni familistiche, economiche e politiche, con stipendi d’oro, quali iniziative intenda adottare al fine di garantire ai cittadini criteri di competenza e professionalità nella scelta del personale in aziende a capitale pubblico, considerato che le assunzioni a ruoli così diversi e estranei alle competenze originarie, per le quali i titolari vengono assunti, sono causa dei disservizi;

quali iniziative urgenti di propria competenza intenda attivare per evitare che i dissesti dell’Atac e della metro, a giudizio dell’interrogante frutto del fenomeno parentopoli e di scelte economiche difficilmente comprensibili della Giunta Alemanno, possano ricadere sui cittadini-utenti, già usurati da condizioni di trasporto pubblico locale indegne di una capitale;

quali iniziative intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di fare maggiore chiarezza sulla gestione dell’azienda municipalizzata Atac affinché non siano solo i cittadini a pagare la disinvolta e fallimentare gestione dell’azienda che sta producendo solo disservizi e sprechi di ogni genere.

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