Tod’s- stabilimenti in Romania

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06062
Atto n. 4-06062

Pubblicato il 11 ottobre 2011
Seduta n. 621

LANNUTTI – Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che Diego Della Valle da una parte ricopre il ruolo di difensore delle imprese italiane a suon di pagine comprate sui quotidiani e dall’altra fa fare le scarpe Hogan in Romania, dove, si sa, la manodopera conviene. Lo fa notare Paolo Bracalini in un articolo pubblicato da “il Giornale” il 7 ottobre 2011. Basta vedere la linguetta delle Hogan: molto spesso è visibile la scritta “made in Romania”;

nel bilancio del gruppo non è specificato quale sia lo stabilimento romeno. Nel bilancio semestrale 2011 del gruppo, continua “il Giornale”, si legge: «”la produzione delle calzature e della pelletteria è affidata agli stabilimenti interni di proprietà del Gruppo, con il parziale ricorso a laboratori esterni specializzati, tutti dislocati in aree nelle quali storicamente è forte la tradizione nella rispettiva produzione calzaturiera e pellettiera”. Ma si citano solo quelli italiani, due a Comunanza (Ap), uno a Sant’Elpidio a Mare (Fm), un altro a Tolentino (Mc), due a Bagno a Ripoli (Fi). Quelli romeni saranno tra “gli esterni specializzati” dove “storicamente è forte” la lavorazione delle pelli, ma non se ne fa cenno»;

un rivenditore interpellato da Bracalini sostiene che le Hogan da bambino vengono fatte in Cina. Una contraddizione rispetto a quello che, come viene ricordato dall’articolo, l’imprenditore ha sempre detto: “Il marchio made in Italy è decisivo, altrimenti non si spiegherebbe perché tutti ce lo imitino”. Si legge infatti che il rivenditore sostiene che «”Della Valle ha comprato una fabbrica in Romania, ma sono fatte come quelle fatte in Italia. Quelle da bambino le fanno in Cina addirittura, sempre lui ha preso uno stabilimento in Cina. Ma usano sempre personale italiano”. Cioè la Tod’s delocalizza in Romania e Cina e ci manda gli operai italiani?»;

ora che la vicenda è nota la polemica è arrivata su “Facebook”, dove c’è una pagina dedicata alle famose scarpe. Ecco un commento, come si legge sempre nell’articolo: “Caro Hogan ho acquistato 1 paio di Hogan interactive color argento nel negozio Hogan a Napoli. Mi sono accorto che dentro c’è scritto made in Romania, il responsabile mi ha comunicato che Hogan cioè Della Valle hanno la fabbrica anche fuori Italia. Allora mi domando perché le dobbiamo pagare 240 euro se la manodopera è di pochi euro e poi non è un prodotto made in Italy?”;

continua il giornalista: «E allora? Il finanziamento del restauro del Colosseo, la poetica del calzolaio di paese (le foto in bianco e nero del nonno Filippo, artigiano e fondatore), i suoi prodotti “tutti sinonimi del lusso italiano”? Che volete, business is business. E su questo Della Valle va lasciato stare. Il primo semestre 2011 ha segnato un +16,4% di ricavi rispetto all’anno prima. Magari risparmiando qua e là, con l’aiuto dei romeni»,

si chiede di sapere

se al Governo risulti che le scarpe da bambino della Tod’s vengono realizzate presso gli stabilimenti delocalizzzati in Cina con manodopera italiana;

quali misure urgenti di competenza intenda attivare per evitare che imprenditori come Diego Della Valle a parole si facciano promotori del made in Italy, mentre poi finiscono con il trasferire all’estero le produzioni, ciò che, oltre a recare danno all’immagine dell’Italia, si concretizza come una studiata beffa per lavoratori e consumatori.

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