Unione Italiana Ciechi

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06147
Atto n. 4-06147

Pubblicato il 25 ottobre 2011
Seduta n. 630

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, dell’interno, per i beni e le attività culturali e per la pubblica amministrazione e l’innovazione. -

Premesso che:

con l’art. 115 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977 e con il decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 1919, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UIC) è stata trasformata in una semplice associazione con personalità giuridica privata che rappresenta solo i propri iscritti, circa 50.000 (dato dell’UIC) a fronte dei 2.000.000 conclamati dalla stessa UIC e dei circa 144.000 beneficiari di provvedimenti economici (dato INPS al 31 dicembre 2010), pertanto rappresenta solo il 39 per cento della categoria;

con lo stesso decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 1919, le competenze in capo all’UIC, ormai associazione con personalità giuridica privata, sono state trasferite alle Regioni, alle Province, ai Comuni singoli o associati;

nonostante siffatta riforma legislativa, l’UIC insiste nel rivestire surrettiziamente un potere di rappresentanza e tutela generale erga omnes dei minorati della vista;

l’art. 28 dello Statuto sociale dell’UIC, entità con personalità giuridica privata, contempla con manifesta illogicità giuridica la presenza nell’organo del collegio dei sindaci revisori di un componente proposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, uno dal Ministero dell’interno, uno dal Ministero per i e le attività beni culturali: tali Ministeri sono chiamati, in forza di specifiche leggi, ad esercitare attività di controllo sui finanziamenti dello Stato a diverso titolo erogati ed in particolare il Ministero dell’interno, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17 dicembre 1990, deve esercitare la vigilanza sul piano generale;

in ragione dell’invocata potestà di rappresentanza della categoria, negli ultimi quindici anni, la ormai privatizzata UIC è stata destinataria, a quanto risulta all’interrogante, di una serie di provvedimenti legislativi tesi a concedere ingenti finanziamenti pubblici annui: decreto-legge 28 dicembre 1994, n. 723, art. 68, decaduto per decorrenza dei termini; legge 5 giugno 1995, n. 221 – lire 5.000 milioni annui 1995, 1996, 1997; decreto-legge 23 dicembre 1995, n. 547, decaduto per decorrenza dei termini – lire 1.000 milioni per il 1994 e 950 milioni a decorrere dal 1995; legge 12 gennaio 1996, n. 24 – lire 4.000 milioni annui; decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 542, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 649; legge 3 agosto 1998, n. 282 – lire 4.250 milioni annui; legge 15 dicembre 1998, n. 438 – lire 1.000 milioni annui; decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203; decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, art. 31, comma 2 – contributo straordinario di un milione di euro; decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2010 – contributo straordinario aggiuntivo;

all’atto della riforma attuata con decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, art. 115, e del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 1919, l’UIC, sede centrale, risultava proprietaria di un immobile in Roma, via Borgognona n. 38/42, piani 2° e 3°;

dal 1996 la proprietà immobiliare della UIC – sede centrale – è stata incrementata dalle seguenti unità immobiliari: via Belsiana n. 7 piano 1, interno 1 – atto pubblico del 9 maggio 1996; via Gerolamo Seripando n. 28, piano S1 – atto pubblico del 12 ottobre 2001; terreno pascolativo di cui all’atto pubblico del 17 aprile 2002; via del Tritone n. 197, piani 2° e 3° – atto pubblico del 17 luglio 2002; viale Parioli n. 55, piano 2°-S1, interno 6 – ristrutturazione del 17 novembre 2010; via Ponzio Comino n. 42, piano 2, interno 9, scala M – atto pubblico del 9 maggio 2011;

l’UIC è altresì proprietaria di ulteriori 85 unità immobiliari nelle altre Regioni d’Italia oltre a possedere l’albergo in Tirrenia (Pisa), via delle Orchidee n. 44,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di verificare se ed in che misura i contributi pubblici rivendicati dall’UIC ed erogati in nome dei servizi ai ciechi, dell’istruzione ai ciechi, dell’assistenza ai ciechi, della riabilitazione ai ciechi, dell’inserimento al lavoro ai ciechi, competenze trasferite alle Regioni, alle Province, ai Comuni singoli o associati, ai sensi del richiamato decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 1919, siano invece stati destinati ad investimenti immobiliari;

da quale norma giuridica sia supportata la nomina nel collegio dei sindaci revisori dell’UIC dei rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dell’interno, del Ministero per i beni e le attività culturali, che in forza di specifiche leggi erogano finanziamenti dello Stato e che perciò sono chiamati ad esercitare una funzione pubblica di controllo, considerato che il collegio dei revisori dell’associazione è inequivocabilmente parte integrante dell’associazione stessa essendo un organo statutario;

in che modo il Governo intenda svolgere la richiamata funzione di vigilanza sulle risorse pubbliche affidate e gestite dalla UIC, seguendo le indicazioni della Corte dei conti in sede di verifica del bilancio annuale dell’UIC;

se non ritenga che la presenza di propri rappresentanti nel collegio dei sindaci revisori dell’Unione Italiana Ciechi possa sottendere una responsabilità sulla gestione dei finanziamenti pubblici ed in qualche modo tradursi in maggiori attenzioni implicanti ulteriori finanziamenti da parte dello Stato e di enti pubblici e privati.

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