Crisi- sofferenze bancarie

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00394
Atto n. 2-00394

Pubblicato il 29 novembre 2011
Seduta n. 638

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

secondo un recente studio della Banca d’Italia le sofferenze bancarie sono cresciute del 40 per cento ed in un anno, dal settembre 2010 al settembre 2011, sono passate da 73 a 102 miliardi. L’incremento più forte lo hanno registrato i prestiti a rischio verso le famiglie consumatrici: con un aumento pari al 46,3 per cento, a 24 miliardi di euro. I crediti complessivi sono saliti solo del 3,6 per cento, a 1.984 miliardi. Quasi 30 miliardi di euro in più in un anno: di tanto sono cresciute le sofferenze per le banche italiane, passate dai 72,9 miliardi di fine settembre 2010 ai 102 miliardi di fine settembre 2011. L’incremento in termini percentuali è del 39,9 per cento: è la fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel bollettino “Moneta e banche”;

le sofferenze sono, di fatto, prestiti la cui riscossione da parte della banca erogatrice diventa difficile e incerta. Il peso più consistente (oltre la metà del totale) risulta a carico delle società non finanziarie, ossia le imprese, a cui risultano iscritti 66,6 miliardi a fine settembre 2011. Erano 47,6 miliardi a settembre 2010, con un incremento del 39,9 per cento. In chiara difficoltà anche le famiglie consumatrici con 24 miliardi (contro i 16,4 miliardi del 2010, con un aumento del 46,3 per cento) e infine le famiglie produttrici con 9,9 miliardi (7,8 miliardi un anno fa, con un aumento del 16,2 per cento). Complessivamente, nello stesso periodo i prestiti risultano in leggero aumento (pari al 3,6 per cento), passando da 1.914 miliardi di fine settembre 2010 a 1.984 miliardi di fine settembre 2011, evidenziando così un netto scarto fra il boom registrato dalle sofferenze e la timida crescita del credito erogato;

l’aumento delle sofferenze bancarie è particolarmente “preoccupante” per le famiglie ed è la «prova provata di una crisi lunga e difficile che interessa soprattutto l’Italia», ma è anche la conseguenza di certe «allegre erogazioni del credito», sostiene l’associazione di consumatori Adusbef, aggiungendo che si tratta di «prestiti che devono essere iscritti quasi totalmente a perdite nei bilanci delle banche». L’Adusbef chiede un monitoraggio e sanzioni sulle «sofferenze bancarie derivanti da erogazioni ed affidamenti deliberati fuori dai criteri prudenziali sulle meritorietà del credito ad alcuni grandi gruppi industriali, da tempo decotti, ma tenuti in vita da robuste iniezioni di denaro, mediante fidi incautamente rinnovati, se non aumentati». Con la crisi dei mercati e delle borse, continua l’Adusbef «il fenomeno di incagli e sofferenze, che attualmente viaggia ben oltre il 10 per cento degli impieghi, è destinato ad accentuarsi, e Bankitalia farebbe per una volta opera meritevole qualora riuscisse ad entrare nel merito degli affidamenti “relazionali” erogati da alcune grandi banche a soggetti senza alcuna meritorietà di credito, a volte concessi o per esigenze clientelari o per pressioni “amicali”, per dare un segnale di sobrietà e rigore, anche con procedure sanzionatorie, a quei comitati fidi che escono dai canoni della prudente gestione del credito e del risparmio»,

si chiede di sapere:

quali idonee iniziative intenda assumere il Governo per offrire alle famiglie consumatrici, le cui sofferenze sono aumentate del 46,3 per cento, passando a 24 miliardi di euro, una decorosa via di uscita da una crisi sistemica iniziata il 7 luglio 2007 con lo scoppio della bolla dei mutui sub-prime per precise responsabilità dei banchieri e della loro avidità di guadagno;

se, nelle opportune sedi di competenza, non intenda avviare un monitoraggio e promuovere l’adozione di sanzioni sulle sofferenze bancarie derivanti da erogazioni ed affidamenti deliberati fuori dai criteri prudenziali sulle meritorietà del credito ad alcuni grandi gruppi industriali, da tempo “decotti”, ma tenuti in vita da robuste iniezioni di denaro, mediante fidi incautamente rinnovati, se non aumentati;

se non ritenga doveroso attivare un osservatorio sul credito, in considerazione dell’accentuarsi della crisi dei mercati e delle borse, quale sia l’esatto ammontare di incagli e sofferenze, e quali siano le prime 20 imprese affidate da un sistema bancario, che invece di finanziare i migliori talenti che vogliono intraprendere un’attività, nonché piccole e medie imprese e famiglie, continua ad erogare allegri affidamenti agli Zunino, ai Zaleski ed ai Ligresti, mettendo a repentaglio il sudato risparmio depositato in banca.

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