Ingegneri – revisione art.47 DPR 328/2001

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06278
Atto n. 4-06278

Pubblicato il 17 novembre 2011
Seduta n. 637

LANNUTTI – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. -

Premesso che:

il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 divide l’albo degli ingegneri in tre settori: civile-ambientale, industriale e informazione;

l’art. 47, comma 2, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 dispone: «1. L’iscrizione nella sezione A è subordinata al superamento di apposito esame di Stato; 2. Per l’ammissione all’esame di Stato è richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi: a) per il settore civile e ambientale: 1) Classe 4/S – Architettura e ingegneria edile – corso di laurea corrispondente alla Direttiva 85/384/CEE; 2) Classe 28/S – Ingegneria civile; 3) Classe 38/S – Ingegneria per l’ambiente e per il territorio; b) per il settore industriale: 1) Classe 25/S – Ingegneria aerospaziale e astronautica; 2) Classe 26/S – Ingegneria biomedica; 3) Classe 27/S – Ingegneria chimica; 4) Classe 29/S – Ingegneria dell’automazione; 5) Classe 31/S – Ingegneria elettrica; 6) Classe 33/S – Ingegneria energetica e nucleare; 7) Classe 34/S – Ingegneria gestionale; 8) Classe 36/S – Ingegneria meccanica; 9) Classe 37/S – Ingegneria navale; 10) Classe 61/S – Scienza e ingegneria dei materiali; c) per il settore dell’informazione: 1) Classe 23/S – Informatica; 2) Classe 26/S – Ingegneria biomedica; 3) Classe 29/S – Ingegneria dell’automazione; 4) Classe 30/S – Ingegneria delle telecomunicazioni; 5) Classe 32/S – Ingegneria elettronica; 6) Classe 34/S – Ingegneria gestionale; 7) Classe 35/S – Ingegneria informatica»;

il predetto decreto del Presidente della Repubblica definisce competenze professionali per il settore “ingegneria dell’informazione”: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni;

lo stesso decreto del Presidente della Repubblica definisce le competenze professionali per il settore “ingegneria industriale”: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell’energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgica;

gli ingegneri elettronici possono iscriversi al solo settore ingegneria dell’informazione in base all’art. 47 del citato decreto del Presidente della Repubblica;

quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 impedisce agli ingegneri elettronici, che pur sono in possesso delle necessarie competenze, di progettare, tra gli altri, impianti elettrici e fotovoltaici in quanto impianti relativi alla produzione, trasformazione e distribuzione dell’energia e non nell’informazione;

si evidenzia che tale preclusione risulta a dir poco paradossale: gli impianti fotovoltaici sono costituiti da componenti elettronici e, nelle università italiane, gli ingegneri elettronici sono, da più di tre decadi, preparati ad affrontarne le problematiche progettuali;

la preclusione alla progettazione degli impianti elettrici è alquanto singolare. Oggi, la larga maggioranza dei sistemi di trasformazione e controllo dell’energia elettrica, dai gruppi di continuità al controllo dei motori dei convogli Eurostar, è fondamentalmente basata sull’utilizzo di dispositivi elettronici di potenza, il cui studio è largamente presente nei percorsi formativi in Ingegneria elettronica. Inoltre agli allievi ingegneri elettronici vengono tenuti corsi di Elettronica industriale che contengono lezioni ed esercitazioni sul progetto e il collaudo di alimentatori di potenza a commutazione che trovano applicazione nella produzione industriale di apparecchiature elettroniche ed elettromeccaniche. Inoltre i principi e i metodi di progetto oggetto di questi corsi costituiscono i componenti culturali essenziali per la progettazione degli inverter, che sono gli apparati elettronici che permettono di trasformare la energia elettrica fornita in continua dagli impianti fotovoltaici in energia elettrica in alternata che viene immessa nella rete di distribuzione agli utenti. Infine sono tipico patrimonio degli ingegneri elettronici la conoscenza dei sensori, degli attuatori e dei sistemi di gestione e di interfacciamento che forniscono ad essi una “intelligenza”; queste conoscenze sono essenziali per la progettazione di sistemi e di apparati destinati alla totalità dei campi applicativi delle moderne tecnologie industriali, di controllo ambientale e di ausilio alla conservazione della salute dell’uomo. Pertanto appare sorprendente e non corretta la esclusione degli ingegneri elettronici come abili alla progettazione di apparati del settore della biomedica mentre vengono correttamente riconosciuti abili gli ingegneri biomedici;

la formazione culturale degli ingegneri elettronici nel campo dell’elettrotecnica e dell’impiantistica elettrica è sicuramente equivalente a quella che viene fornita dai percorsi formativi di molte delle classi di laurea che consentono l’accesso al settore industriale quali l’ingegneria automatica, la biomedica e la gestionale, tutte lauree, queste ultime, del settore dell’informazione che forniscono anche la possibilità di accesso a quello industriale;

recenti disposizioni ministeriali hanno poi ulteriormente limitato le competenze progettuali degli ingegneri elettronici: l’art. 2, comma 1, del regolamento di cui al decreto ministeriale n. 37 del 2008 precisa, ad esempio, che per impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica devono intendersi, fra gli altri, anche “gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere, nonché quelli posti all’esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici”. Tale norma restringe ulteriormente il campo d’azione degli ingegneri elettronici rispetto alle previsioni dell’art. 46, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, comma che definisce le attribuzioni professionali dell’ingegnere dell’informazione: “la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni”;

la mancata previsione da parte del decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 dell’inserimento della laurea in ingegneria elettronica fra quelle che consentono l’iscrizione al settore dell’ingegneria industriale discrimina, in maniera netta e senza alcuna ragione, le attività professionali degli ingegneri elettronici,

si chiede di sapere quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, il Governo intenda assumere al fine di prevedere la revisione dell’art. 47 del citato decreto del Presidente della Repubblica con l’inclusione al comma2, lettera b) (settore industriale) della classe di laurea in ingegneria elettronica considerato che detta modifica consentirebbe ai laureati in ingegneria elettronica la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione alla professione nel settore industriale, così come, d’altra parte, già previsto dallo stesso decreto del Presidente della Repubblica per le lauree in ingegneria automatica, biomedica e gestionale, classi di laurea contemporaneamente presenti in tutti e due settori dell’ingegneria industriale e dell’informazione, così da eliminare l’ingiustificata discriminazione professionale che i laureati in ingegneria elettronica stanno subendo.

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