UBI Banca

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02507
Atto n. 3-02507 (in Commissione)

Pubblicato il 17 novembre 2011
Seduta n. 637

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che in un articolo pubblicato in data 22 ottobre 2011 sul settimanale “Plus” de “Il Sole 24 Ore” e ripreso dal sito Dagospia il 24 ottobre dal titolo: “Sub-prime d’Italia, un buco da un miliardo e 650 milioni di euro nei conti di Ubi Banca. C’è una bomba a tempo pronta ad esplodere nei conti del quinto gruppo bancario nazionale: soldi erogati per mutui e credito al consumo attraverso finanziarie esterne, senza garanzie e senza controlli antiriciclaggio ed antiterrorismo”, Nicola Borzi informa che «l’aumento di capitale da un miliardo, chiuso l’11 luglio, non è stato l’unico scoglio per Ubi. Il quinto gruppo nazionale attraversa una fase delicata: a metà maggio ha presentato il piano industriale 2011-13/15 e lo sta implementando in un contesto sempre più difficile. Giorgio Jannone, deputato del Pdl e numero uno delle Cartiere Pigna, dopo aver fondato l’Associazione azionisti Ubi, critica la gestione in vista del rinnovo delle cariche previsto nel 2013: “Occorre cambiare la governance della banca”, sostiene l’onorevole Lannutti (Italia dei Valori) il 18 ottobre ha presentato un’interpellanza ai ministri del Lavoro, Sacconi, e dell’Economia, Tremonti. Dopo aver lamentato gli effetti del credit crunch su famiglie e Pmi clienti di Ubi, Lannutti chiede lumi sull’esposizione di Banca 24/7 sui crediti al consumo erogati tramite Ktesios, finanziaria partecipata indirettamente da Cir e Merrill Lynch (attraverso Cqs Holding). Ma se il deputato dell’Idv identifica la sostanza dei problemi, nella sua interpellanza ne esagera dimensioni e cifre. Dati che «Plus24» ha verificato, riportandoli alle dimensioni corrette. Nel suo bilancio 2010, Banca 24/7 ha stimato «il rischio relativo alla parte di portafoglio riconducibile a crediti garantiti» da Ktesios in un miliardo e 9 milioni, dei quali 358 milioni garantiti da pegno con un c/c vincolato in Banca 24/7 (per 4,1 milioni) e 651 milioni garantiti dalla clausola “non riscosso per riscosso”. Ktesios è in liquidazione e l’8 marzo 2011 è stata cancellata dall’elenco degli intermediari dalla Banca d’Italia, che nel 2009 aveva sanzionato Cda e sindaci per carenze dei controlli. Un altro istituto del gruppo, Popolare Commercio e Industria (Bpci), negli ultimi due anni ha erogato mutui per 650 milioni tramite Altachiara Italia, Spa con la quale ha chiuso i rapporti dal 30 giugno scorso. Nel bilancio 2010, i sindaci di Altachiara rilevavano la necessità di implementare i controlli antiriciclaggio e antiterrorismo con un manuale per i dipendenti sulle relative procedure. Contattata, Altachiara sostiene che tali controlli sono già in essere. Ma la relazione dei sindaci segnala un contratto deliberato il 15 novembre 2010 a favore di una società di consulenza per “predisporre il manuale delle procedure aziendali (tra le quali quelle in materia di antiriciclaggio)”, il “modello di oganizzazione ex art. 231/2001″ e la “realizzazione dei protocolli posti a presidio delle aree maggiormente esposte ai rischi esaminati”. Anche il Piano industriale di Ubi conferma che entro il 2011 Banca 24/7, Prestitalia e Silf si fonderanno e cesserà “l’erogazione di prodotti che non consentono cross selling”, come i mutui e la cessione del quinto, da parte di reti terze. Nel merito, Ubi afferma che è impossibile commentare una tale sequenza di affermazioni prive di fondamento. L’onorevole Lannutti è stato informato da soggetti che non hanno alcuna capacità di leggere un bilancio aziendale, ricostruire un dato storico e contestualizzare le performance di un’azienda. Ubi Banca si colloca in termini di rating tra le prime tre banche commerciali, è prima tra i grandi gruppi per ricavi industriali per addetto, ogni anno è tra le migliori, se non la migliore, per qualità del credito e nell’ultimo semestre ha visto una significativa crescita degli impieghi a famiglie e Pmi. Non commentiamo le insinuazioni ingiuriose che, siamo convinti, l’onorevole Lannutti ritirerà quando si sarà adeguatamente documentato»;

considerato che:

sul sito Ubi (http://www.ubibanca.it/contenuti/file/Gruppo%20UBI_Resoconto%20intermedio%2030%20settembre%202011.pdf), nel resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2001, nel capitolo contenzioso si legge: «Da parte del Fallimento Burani Designers Holding NV (“BDH”) (assistito dal Prof. Avv. Bruno Inzitari), in data 11 ottobre 2011 è stato notificato a Centrobanca un atto di citazione innanzi al Tribunale di Milano con il quale si afferma una pretesa responsabilità di quest’ultima in relazione al finanziamento dell’operazione di Offerta Pubblica di Acquisto promossa dalla Mariella Burani Family Holding Spa su azioni della Marella Burani Fashion Group Spa (“BFG”). Secondo l’atto di citazione, la famiglia Burani e gli amministratori della BDH avrebbero fornito ai terzi e al mercato una rappresentazione scorretta dei dati di bilancio ed avrebbero ideato e promosso un’OPA che avrebbe avuto l’unico fine di sostenere artificiosamente la quotazione del titolo BFG, così da procrastinare il dissesto del Gruppo Burani; in tale contesto Centrobanca viene ritenuta responsabile per aver concesso abusivamente credito a supporto della descritta operazione, consentendone l’esecuzione ed ingenerando di conseguenza nei terzi creditori e nel mercato il falso affidamento in ordine alla solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo Burani. il danno del quale Centrobanca dovrebbe rispondere viene quantificato nell’atto di citazione in euro 134.366.077. La prima udienza è fissata nel febbraio 2012. Centrobanca contesta la fondatezza degli addebiti, ed ha affidato mandato ai propri legali per predisporre le difese. Tale atto di citazione fa seguito ad una precedente lettera, sempre inviata dal curatore fallimentare, della quale ricalca sostanzialmente i contenuti e alla quale era stato risposto respingendo fermamente le affermazioni e le richieste formulate, precisando altresì che Centrobanca è stata regolarmente ammessa quale creditrice al passivo di tutte le procedure concorsuali riguardanti società del Gruppo Burani. Si ricorda che l’esposizione complessiva lorda del Gruppo UBI Banca verso il Gruppo Burani ammonta a circa 72,5 milioni, rettificata al 94,3%. Accertamenti ispettivi. Come già segnalato nell’informativa semestrale, nel periodo compreso tra la fine di gennaio e la fine di giugno del corrente anno, Banca d’Italia ha effettuato accertamenti ispettivi a carico del Gruppo ai sensi dell’art. 68 del D.Lgs. 385/1993 (T.U.B.) aventi per oggetto il governo e la valutazione dei rischi assunti dalle Società Prodotto che utilizzano consistenti reti distributive (UBI Banca Private Investment e B@nca 24-7) ovvero operano on-line (IW Bank). Il 23 settembre l’Organo di Vigilanza ha comunicato “Rilievi e osservazioni” in merito ai suddetti accertamenti. Sono emerse alcune carenze in ordine alle quali i competenti Organi aziendali della Capogruppo hanno condotto un approfondito esame per valutare gli elementi di debolezza rilevati unitamente alle linee di intervento già assunte anche in corso d’ispezione o che il Gruppo intende prioritariamente assumere con l’obiettivo di rimuovere tempestivamente le criticità evidenziate. Il 24 ottobre UBI Banca ha provveduto a fornire puntuali riscontri sui singoli rilievi e osservazioni contenuti nel rapporto ispettivo. Si segnala infine che nei confronti di B@nca 24-7 sono state contestate alcune irregolarità ai sensi dell’art. 145 del già citato D. Lgs. 385/1993 per lo più afferenti alla pregressa situazione della Società, con contestuale avvio del relativo processo sanzionatorio amministrativo nei confronti degli esponenti aziendali. A fronte di detta contestazione B@nca 24-7 ha presentato all’Organo di Vigilanza le proprie controdeduzioni. Parte delle azioni di carattere societario già intraprese con riferimento a B@nca 24-7 sono illustrate nell’informativa sugli eventi successivi alla chiusura del trimestre. (…) Si ricorda ulteriormente che a motivo dell’entità dei relativi ricavi, gran parte delle Società facenti parte del Gruppo UBI Banca rientrano tra i cosiddetti “Grandi contribuenti”, e pertanto fanno riferimento alle rispettive Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate sia in sede di accertamento che di successivo contenzioso tributario. In relazione a quanto sopra negli ultimi esercizi il Gruppo è stato interessato da un significativo numero di verifiche fiscali seguite da appositi PVC, dai quali sono scaturiti avvisi di accertamento che di massima hanno confermato quanto emerso in sede di verifica. In presenza di consolidato fiscale IRES tali accertamenti sono pure riprodotti, in via solidale, alla Capogruppo consolidante. Per una esposizione dettagliata di tali contenziosi/verifiche si rinvia a quanto riportato nella Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2011; di seguito si riportano unicamente le novità di rilievo intervenute nel trimestre: CENTROBANCA: a seguito del PVC notificato il 23 luglio 2009, con il quale l’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale per la Lombardia non ha ritenuto condivisibili i criteri di rilevazione delle cessioni di crediti verso clientela ovvero delle svalutazioni dei medesimi pur in presenza del principio di derivazione fiscale introdotto per i soggetti IAS a far tempo dal 2005, in data 20 luglio 2011 è pervenuto l’avviso di accertamento da parte della medesima Direzione Regionale che non considera in alcun modo gli esiti del procedimento penale (nel frattempo intervenuto e conclusosi con sentenza dell’8 giugno 2011 del Tribunale di Milano di assoluzione “in quanto il fatto non sussiste”), confermando per contro i rilievi espressi nel PVC. In relazione a tale avviso di accertamento si è esperito un tentativo infruttuoso di accertamento con adesione. BANCA POPOLARE DI ANCONA: a conclusione di una verifica fiscale condotta con riferimento agli esercizi 2007 e 2008, il 10 giugno 2011 la competente AdE Direzione Regionale Marche aveva consegnato il processo verbale di constatazione (PVC) in cui erano stati mossi rilievi in ordine all’inerenza di taluni costi sostenuti. Tenuto conto dell’alterna interpretazione giurisprudenziale del concetto di inerenza, ivi compresi gli elementi di documentabilità, si è ritenuto di presentare istanza di adesione integrale al Processo Verbale di Constatazione (PVC) ai sensi dell’art. 5 bis del D.Lgs. n. 218/1997. Il 7 settembre 2011 si è pertanto provveduto al relativo pagamento per complessivi euro 602,7 mila. UBI BANCA: il 23 giugno la Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo, ha avviato una verifica fiscale sull’annualità 2008. La verifica è stata sospesa a tempo indeterminato per esigenze dei verificatori. BANCA REGIONALE EUROPEA: il 15 settembre la competente AdE Direzione Regionale per il Piemonte ha dato inizio ad una verifica fiscale sull’annualità 2008 con riguardo ad alcune particolari fattispecie ai fini delle imposte dirette. È in corso l’esame preliminare della documentazione. UBI ASSICURAZIONI: il 4 ottobre 2011 ha preso avvio una verifica fiscale ai fini IRES, IRAP ed IVA con riguardo all’annualità 2008 della allora controllata UBI Assicurazioni. Allo stato attuale è in corso l’esame preliminare della documentazione. Con riferimento ad UBI Leasing e a Banque de Dépôt et de Gestion si ricorda inoltre che: il 20 giugno 2011, a conclusione di una verifica fiscale inizialmente incentrata sull’esercizio 2007 ma successivamente estesa anche agli esercizi seguenti, la Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia, aveva emesso PVC a carico di UBI LEASING (la verifica, ripetutamente interrotta, aveva avuto inizio nel febbraio del 2009). Il PVC era sostanzialmente incentrato sulla liceità civilistica (violazione del divieto di patto commissorio) e fiscale di operazioni di sale and lease back su immobili (terreni) e dallo stesso era scaturita una maggior IVA dovuta pari a euro 7,2 milioni. È previsto che la Guardia di Finanza trasmetta il PVC all’Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Lombardia di Milano, affinché la stessa, ove condivida in tutto o in parte i rilievi, provveda a sua volta ad emanare il relativo Avviso di Accertamento; nel mese di maggio l’Amministrazione Finanziaria elvetica aveva respinto in parte il ricorso presentato da UBI Banca e BANQUE DE DEPOTS ET DE GESTION a fronte della contestata mancata applicazione da parte di BDG della ritenuta del 15% sui dividendi corrisposti negli anni 2006/2008 alla controllante UBI Banca. Poiché quest’ultima ritiene, al contrario, che nel caso di specie sussistano tutti i presupposti per l’applicazione delle Direttive madre/figlia, avverso la decisione è stato proposto ulteriore ricorso ai competenti Tribunali locali. Da ultimo, con riguardo ai contenziosi in essere presso le Commissioni Tributarie relativi al consolidato fiscale della ex Banca Lombarda e Piemontese per l’anno 2004 (che hanno riguardato il Banco di Brescia, UBI Banca Private Investment, UBI Leasing nonché Capitalgest incorporata nella Capogruppo), si segnala che nell’udienza del 6 giugno 2011, relativa a diversi dei contenziosi in parola, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha rinviato a nuovo ruolo per tentativo di conciliazione tra le parti. In tal senso UBI Banca, in qualità di consolidante, ha presentato il 14 giugno 2011 apposita istanza all’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale per la Lombardia volta ad una definizione consensuale di tali contenziosi. Si è tuttora in attesa di formale risposta da parte dell’Agenzia, peraltro già anticipata in via informale da positivo riscontro». Esattamente quanto segnalato nell’interpellanza parlamentare 2-00389 del 18 ottobre 2011 che a quanto risulta all’interrogante Ubi Banca ha definito improvvidamente “insinuazioni ingiuriose”,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti quali siano le perdite reali del Gruppo Ubi-Banca, quale il contenzioso reale, le sofferenze e gli incagli di una banca disinvoltamente gestita dal consigliere delegato Victor Messiah e dal comitato di sorveglianza presieduto dall’ex Presidente dell’Abi Corrado Faissola, la cui funzione appare di evidente collusione con l’operato del consiglio di amministrazione, non essendoci tracce sul bilancio di idonei rilievi e/o censure nella gestione;

quali misure il Governo intende attivare per rassicurare risparmiatori e piccoli azionisti, molto preoccupati per una gestione disinvolta dei conti della banca da parte del consigliere delegato Victor Messiah, che si permette di ingiuriare un senatore della Repubblica che ha cercato di scoperchiare il velo sulle perdite occultate nelle pieghe di bilancio;

se non si ritenga corretto il titolo di dagospia sui “Sub-prime d’Italia, un buco da un miliardo e 650 milioni di euro nei conti di Ubi Banca, una bomba a tempo pronta ad esplodere nei conti del quinto gruppo bancario nazionale, con soldi erogati per mutui e credito al consumo attraverso finanziarie esterne, senza garanzie e senza controlli antiriciclaggio ed antiterrorismo”;

se l’ultimo aumento di capitale da un miliardo di euro, chiuso l’11 luglio, che non è stato l’unico scoglio per Ubi, visto che il quinto gruppo nazionale attraversa una fase delicata, non necessiti di un’ulteriore ricapitalizzazione per evitare eventuale insolvenza;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per evitare che i banchieri e le banche, che effettuano disinvolte gestioni con i soldi dei depositanti, spesso erogando crediti clientelari per amici e sodali, possano addossare ad azionisti e risparmiatori i costi di politiche creditizie fallimentari.

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