Dott. De Meis- Centro trsfusionle S.Eugenio

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06473
Atto n. 4-06473

Pubblicato il 21 dicembre 2011
Seduta n. 649

LANNUTTI – Al Ministro della salute. -

Premesso che:

sono giunte all’interrogante segnalazioni in merito all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove il dottor Piero Spada ricopre la carica di direttore sanitario, relativamente ad una prassi adusa nel centro di medicina trasfusionale diretta dal professor Italo de Meis, che ricade sotto la Azienda sanitaria locale (Asl) Roma C, il cui direttore sanitario è il dottor Paolo Palombo;

il professor De Meis è anche primario responsabile del reparto Immunotrasfusionale dell’Ospedale C.T.O Andrea Alesini di Roma, situato in via San Nemesio 21, che eroga prestazioni in regime di day-hospital per emopatici e svolge attività di terapia trasfusionale;

nel 2010 il Centro trasfusionale del Sant’Eugenio ha raccolto 5.500 sacche di sangue mentre nei primi sei mesi del 2011 c’è stato un incremento del 10 per cento, a riprova di una alta affluenza di donatori, specie anziani, che si rendono utili per aiutare il prossimo;

secondo le stesse segnalazioni, il dottor De Meis sarebbe aduso a metodi spicci nel suo reparto verso il personale sanitario ed infermieristico, con recente invio di direttive, anche a mezzo mail, con minacce di provvedimenti disciplinari verso coloro che osano metterlo in discussione;

secondo Wikipedia la trasfusione è la trasmissione di sangue da un organismo detto donatore ad un altro che lo riceve. Il donatore può essere della stessa specie del ricevente (trasfusione omologa) o di specie diversa (trasfusione eterologa). Se invece il donatore ed il ricevente sono lo stesso soggetto, cioè se il sangue viene prelevato e reinfuso nella stessa persona, si parla di autotrasfusione (trasfusione autologa). Deve essere considerata una terapia atta a sostituire il sangue perduto in toto o in alcune sue componenti in attesa che venga risolta la situazione patologica che ha portato alla perdita. Sotto certi aspetti può essere considerata come un trapianto e come tale può dare fenomeni gravi di incompatibilità conosciuti come reazioni trasfusionali o trasmettere malattie come AIDS, morbo di Chagas o epatiti (anche se con i test odierni questa eventualità è molto bassa, non è tuttavia trascurabile);

la possibilità di autodonare il proprio sangue consente un risparmio di sangue omologo da donatore per quei pazienti dipendenti dalle trasfusioni (neoplastici, talassemici, eccetera) e di ridurre il rischio trasfusionale per il paziente. Inoltre l’autodonazione permette di evitare la possibile immunodepressione causata dalla trasfusione di sangue omologo, cosa particolarmente importante nei pazienti oncologici. L’autodonazione non è priva di rischi e soprattutto la reinfusione delle unità predepositate va effettuata solo in caso di effettiva necessità tanto che le indicazioni sono analoghe alla trasfusione di emocomponenti da donatore. Lo scambio di paziente, la contaminazione batterica dell’unità, reazioni avverse alla soluzione anticoagulante-conservante sono sempre possibili;

il professor De Meis avrebbe ipotizzato la reinfusione delle sacche di sangue autodonate qualora l’intervento chirurgico fosse rinviato per motivi tecnici o clinici agli stessi autodonanti,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti, nel caso ipotizzato di reinfusione delle sacche di sangue autodonate, quale sia il protocollo da seguire ed entro quale tempo dall’avvenuta autodonazione il sangue autologo andrebbe reinfuso al donatore al quale sia stato rimandato l’intervento chirurgico;

se il Governo sia al corrente della situazione di tensione ed estremo disagio degli operatori sanitari per direttive non chiare all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma nel Centro di medicina trasfusionale diretto dal professor Italo de Meis, e se tale situazione non nuoccia alla raccolta ed alla redistribuzione del sangue;

se al Ministro in indirizzo risulti che gli avanzamenti di carriera ottenuti dal professor Dei Meis sono stati dovuti a meriti e pubblicazioni scientifiche inequivoche, oppure a segnalazioni politiche, molto influenti nel sistema sanitario del Lazio;

quali misure urgenti il Governo intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, per verificare anche mediante idonee ed urgenti ispezioni, eventuali comportamenti non conformi adottati dal professor De Meis.

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