Trustee- Gruppo Ligresti

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06449
Atto n. 4-06449

Pubblicato il 15 dicembre 2011
Seduta n. 647

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e della giustizia. -

Premesso che:

relativamente al caso Premafin, holding fondamentale per il controllo del gruppo Sai Fondiaria, “Milano Finanza” intervista il trustee, cioè il gestore del trust che custodisce da molti anni un pacchetto che risulta attualmente pari al 12,5 per cento di Premafin;

si legge sul sito dagospia che l’ingegner Defilippo, amministratore da vent’anni del suddetto Trust, «risiede a Montecarlo (…) e da lì funge per l’appunto da Trustee di questo veicolo delle Bahamas denominato The heritage fund. Ammette di essere amico di Don Salvatore, e la cosa non è reato. A precisa domanda di MF esclude però categoricamente che Don Salvatore o i suoi figli possano essere beneficiari del trust. E su questo MF spara il titolo su quattro colonne. Il quotidiano finanziario incalza sulle risposte del Trustee e chiede se per caso la partecipazione negli anni sia mai stata movimentata, in altri termini con un criterio di partecipazione c.d. “di trading”. Ovviamente no, è considerata un investimento stabile nel tempo perchè interessante. Ma il il Trustee non risponde tuttavia alla domanda se i medesimi siano stati i conferenti del pacchetto nel trust, perché sostiene di essere arrivato a cose fatte, ereditando di fatto una precedente operazione con altro trust, che fu pertanto il trust fondatore dell’attuale»; inoltre «alla domanda di MF se il Trustee conosca i beneficiari del trust arriva la risposta che non ne conosce i nomi, ma solo “le categorie” (…). Allora Bankomat al pari di ogni modesto lettore si pone una domanda: come fa un trustee, che deve amministrare dei beni secondo certe regole a vantaggio di certi beneficiari, a non avere idea di chi possano essere, ma saperne solo la “categoria”? ebbene, è assolutamente possibile e non così raro. Un prestigioso professionista milanese ci svela l’arcano: “ma e’ semplice, basta che il trust abbia come regola che i beneficiari siano soggetti futuri, non attuali, obbligatoriamente da individuarsi nella specificata categoria. Fra l’altro, siccome il trust per la legge italiana esiste solo come soggetto giuridico ereditato in automatico dalla legislazione dello Stato dove il trust e’ stato creato, in quanto il legislatore italiano non ha dettato sue norme ad hoc, tutto è possibile. E poi il trustee mica sta dichiarando che i beneficiari non possono essere se non gli enti benefici. Non dice “solo”. Spesso capita che il fondatore del trust, altrimenti detto il Donor, si riservi una sorta di regola elastica per cui potrebbe essere, a certe condizioni ed in un certo lasso di tempo, lo stesso Donor il soggetto che in tutto o in parte riprende indietro il patrimonio. Poi nell’intervista nulla si dice di chi prende i frutti del patrimonio, ad esempio i dividendi. Potrebbero essere altri soggetti, magari altri trust che fanno capo ai Ligresti.. Fra l’altro il nostro Trustee monegasco dichiara di aver ricevuto il tutto vent’anni fa a sua volta da un altro trust. E un ente benefico fra quelli futuri beneficiari potrebbe a sua volta essere un trust”. Dunque sono molte le cose che il Trustee fa finta di dire o escludere, ma in realtà non dice e non esclude. Allora proviamo a trarre delle prime conclusioni. Il gestore monegasco amico di Don Salvatore a ben vedere ci ha fornito alcuni dati ma non una vera informazione. Gli organizzatori del trust potrebbero benissimo essere i Ligresti, i beneficiari futuri anche. E quindi il Trust potrebbe tranquillamente essere un modo legale per aggirare i controlli sulla effettiva appartenenza del pacchetto azionario Premafin. MF non ha chiesto se il Trust abbia mai votato contro una proposta dei Ligresti, noi non abbiamo verificato ma ne dubitiamo. Quel che conta non e’ del resto disporre giuridicamente della proprietà di un pacchetto azionario, ma controllarne i flussi finanziari e l’esercizio del diritto di voto. Ora con il meccanismo apparentemente svelato da MF sappiamo con certezza che il gestore del fondo è un dichiarato amico della Famiglia , come già si supponeva, e che i beneficiari futuri saranno – ma non si specifica “saranno solo ed esclusivamente” – nella categoria degli enti non profit o di ricerca. La Famiglia di Don Salvatore avrebbe così pienamente centrato l’obiettivo. Perché innanzitutto i beneficati futuri potrebbero essere tali fra un anno ma anche fra vent’anni, i vincoli di tempo non li sappiamo. Magari uno dei nipoti Ligresti in futuro farà il medico e si erediterà di fatto il pacchetto a vantaggio del suo centro di ricerca medica. E comunque nel frattempo il trust di sicuro sarà un alleato di fatto del gruppo Ligresti come lo è sempre stato. Poi non sappiamo, e nessuna norma obbliga a dichiararlo, se e quanti ulteriori conferimenti di mezzi finanziari accetti tuttora o in futuro quel Trust, fondi con i quali potrebbe arrotondare il possesso di azioni Premafin, in barba ad ogni controllo nostrano»;

considerato che:

il trust trova la sua origine nel diritto straniero, in particolare nei Paesi di common law, ma è stato riconosciuto nell’ordinamento giuridico italiano a decorrere dal 1° gennaio 1992 a seguito della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, intervenuta con legge 16 ottobre 1989, n. 364;

in Italia non esiste ancora una normativa specifica per l’istituto del trust, che vive nel limite del riconoscimento delle norme della convenzione internazionale ed in base al rinvio della normativa straniera;

con l’istituto del trust viene meno la figura del proprietario,

si chiede di sapere:

quali siano a giudizio dei Ministri in indirizzo i motivi per cui il Governo non abbia ad ora ritenuto opportuno assumere iniziative legislative in materia di trust, mentre si consente a tutti i trust di operare indisturbati in Italia per come sono stati costituiti, ovunque nel mondo, con le loro regole d’origine;

quali iniziative normative, dando seguito a quanto previsto dalla legge comunitaria per il 2010, approvata definitivamente dal Senato il 30 novembre 2011 e non ancora pubblicata, il Governo intenda assumere per introdurre e disciplinare nell’ordinamento giuridico italiano l’istituto del trust ad oggi riconosciuto come soggetto giuridico dalla legislazione dei Paesi di origine, considerato che il bene oggetto del trust uscendo dalla sfera patrimoniale del proprietario, è al riparo dalle pretese dei creditori personali del predisponente;

come sia possibile a giudizio dei Ministri in indirizzo che, alla luce dell’intervista di “Milano Finanza”, un trustee non sia a conoscenza dei beneficiari per cui deve amministrare un determinato insieme di beni;

se, alla luce dei fatti esposti in premessa, il Governo sia a conoscenza di chi si avvantaggia dei dividendi relativi al patrimonio amministrato e se questi siano altri soggetti o altri trust che fanno capo a Ligresti in modo da aggirare i controlli sulla effettiva appartenenza del pacchetto azionario Premiafin;

se, alla luce di quanto previsto dalla legge n. 364 del 1989, siano state intraprese attività di verifica da parte del fisco sulla non elusività fiscale e sulla effettiva indipendenza del trustee rispetto a chi ha conferito il patrimonio del trust;

quali iniziative siano state e vengano intraprese dal Governo per evitare che, mediante l’utilizzo del trust, possano essere violate o eluse delle norme fondamentali per l’ordinamento giuridico italiano.

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