Concorso ad hoc capoufficio stampa Ater Viterbo

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06658
Atto n. 4-06658

Pubblicato il 24 gennaio 2012
Seduta n. 662

LANNUTTI , PEDICA – Al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport. -

Premesso che:

i conflitti di interesse, le raccomandazioni, le spintarelle e le clientele rappresentano la malattia della democrazia ed un freno allo sviluppo ed alla meritorietà;

in un articolo pubblicato su “Linkiesta”, del 23 gennaio 2012, viene indicato un esempio da non seguire: «Lui, storico storaciano, è assessore per la Casa della Regione Lazio guidata dalla Polverini. Il suo caposegreteria diventa capo ufficio stampa dell’azienda edilizia pubblica (Ater) di Viterbo. Scoppiano le polemiche. A difendere la correttezza del concorso è il direttore generale dell’Ater, guarda caso fratello del presidente della commissione Politiche della Casa al Consiglio regionale. Il braccio destro dell’assessore della Regione Lazio Teodoro Buontempo cambia lavoro. Nulla di strano, se non fosse che Massimo Bindi, fino ad oggi caposegreteria del titolare delle Politiche per la casa, tra una settimana diventerà il responsabile ufficio stampa dell’Ater viterbese, l’azienda che si occupa di edilizia residenziale pubblica. Coincidenza o conflitto di interessi? Mentre alla Pisana (sede del consiglio regionale) si interrogano, il concorso che ha messo in palio l’ambito posto di lavoro – 60mila euro lo stipendio annuo – finisce al centro delle polemiche. A sollevare la questione è il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, Vincenzo Maruccio. Pochi giorni fa il dipietrista ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore Buontempo, chiedendo chiarezza sulla vicenda. Le principali perplessità riguardano le modalità del concorso. “L’avviso – si legge nel documento – è stato pubblicato in pieno agosto, con poca pubblicità”. In poche parole si è trattato di un concorso bandito in modo inopportuno e quasi clandestino, denuncia Claudio Bucci, un altro consigliere regionale Idv. Non solo. Quando quest’estate è stato pubblicato il bando, l’Ater viterbese era guidata da un commissario nominato dalla Giunta Polverini (il nuovo consiglio d’amministrazione dell’azienda è operativo dallo scorso novembre). Abbastanza, sempre leggendo l’interrogazione di Maruccio, per individuare “una dubbia legittimità formale” dell’iniziativa. Di coincidenza in coincidenza, il mistero si infittisce. A presiedere la commissione d’esame – le prove sono state svolte lo scorso autunno – c’era il direttore generale dell’Ater di Viterbo Ugo Gigli. Fratello del consigliere regionale dell’Udc Rodolfo. Il presidente dell’VIII commissione della Pisana: Politiche della casa. “E che devo fare? Disconoscere le mie parentele?”. Raggiunto al telefono, il direttore dell’Ater racconta la sua versione della storia: “In questa vicenda non c’è alcun conflitto di interessi – spiega – il bando è stato fatto ad agosto, è vero. Ma è stato pubblicato per un mese, sul nostro sito e su diversi giornali”. Insomma, nessun concorso clandestino. (…) Dodici candidati. Un esame scritto su due diverse materie e una prova orale. E a spuntarla è l’assistente dell’assessore regionale per la Casa. Oggi qualcuno ironizza sulle connessioni tra assessorato regionale alla Casa e l’azienda che si occupa di edilizia pubblica. “Nessuna stranezza – continua Gigli – con l’assessorato non abbiamo alcun rapporto di dipendenza. Noi siamo un ente pubblico autonomo. Quello di Buontempo è un organo che ha solo potere di vigilanza su alcuni nostri atti. D’altronde mi rendo conto che giornalisticamente questa è una polemica appetitosa…”. Gigli conferma la regolarità del concorso. Anzi, rivela una particolarità. Recentemente uno dei candidati avrebbe chiesto di controllare la correzione del suo scritto. “E come da regolamento noi glielo abbiamo permesso. Nessuna scorrettezza. Ma se la Regione vuole aprire un’inchiesta non abbiamo problemi a mostrare tutta la documentazione anche a loro”. Intanto sulla vicenda si è alzato un polverone. “Adesso – racconta Gigli – temo che il vincitore del concorso non abbia più intenzione di venire a lavorare da noi”. Lui, Massimo Bindi, preferisce non rispondere. Dall’Ater raccontano che si sarebbe già dimesso dal suo incarico in Regione. In realtà sul sito dell’assessorato risulta ancora caposegreteria di Buontempo. Davanti alla richiesta di una spiegazione, i suoi collaboratori preferiscono sbattere giù il telefono. A sorpresa, a chiedere ulteriori chiarimenti è Francesco Storace. Il leader de La Destra – partito politico di Buontempo – con cui Bindi ha lavorato in passato. “La mia posizione è molto chiara – racconta l’ex presidente della Regione Lazio a Linkiesta – voglio che si verifichi quello che è successo. Se il concorso è irregolare, la nomina va annullata”. Al di là delle irregolarità resta una vicenda caratterizzata da antipatiche coincidenze. “La simpatia o l’antipatia non c’entrano nulla – taglia corto Storace – Se ci sono state anomalie il concorso va annullato. Altrimenti è tutto a posto”. La reazione è stizzita. Anche perché a pagare le conseguenze rischia di essere il “patrimonio morale” del suo partito. Come ha spiegato Storace in un comunicato: “La sinistra non deve essere messa nelle condizioni di speculare nei confronti dell’amministrazione regionale”»,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti rispondente al vero che il caposegreteria dell’assessore alla casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, abbia vinto un concorso per capoufficio stampa dell’Ater di Viterbo, istituito ad hoc, semiclandestino, indetto in piena estate, e che, al momento della pubblicazione dello stesso, l’Ater viterbese era guidata da un commissario nominato dalla Giunta Polverini;

se risulti rispondente al vero che nella commissione d’esame c’era il direttore generale dell’Ater di Viterbo Ugo Gigli, fratello del consigliere regionale dell’Unione di centro Rodolfo Gigli, presidente dell’VIII commissione della Pisana che presiede le Politiche della casa;

quali misure urgenti, nell’ambito delle proprie prerogative, il Governo intenda attivare per restituire trasparenza e legalità ai concorsi pubblici, sui quali gravano sospetti ed ombre di favoritismi.

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