Consob – inserire scenari di probabilità nei prospetti informativi

 

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06499
Atto n. 4-06499

Pubblicato il 22 dicembre 2011
Seduta n. 651

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

le banche Italiane hanno ottenuto dal Governo Monti il grande vantaggio in base al quale lo Stato diviene garante dei prestiti obbligazionari che le banche venderanno ai loro clienti almeno a certe condizioni;

da uno studio apparso sull’ultimo numero de “L’Espresso” effettuato sulla base di cinque prospetti di collocamento dal professor Riccardo Cesari dell’Università di Bologna risulta che i costi dichiarati nei prospetti di emissione sono di gran lunga inferiori ai costi effettivi e che le percentuali di probabilità di rendimento negativo dei titoli sono molto alte;

tali dati tuttavia non appaiono più nei prospetti che accompagnano i collocamenti obbligazionari pur se in precedenza erano stati richiesti dalla Consob;

si ricordi per esempio che sul prestito obbligazionario convertendo del 2009 della Banca Popolare di Milano, la Consob aveva preteso di indicare gli scenari di probabilità e gli stessi evidenziavano che il rendimento negativo sfiorava il 70 per cento;

il convertendo della Banca Popolare di Milano è finito con il consolidamento di ingentissime perdite per i risparmiatori privati e con pesanti sanzioni inflitte dalla Consob alla Banca per avere alzato in moltissimi casi repentinamente il profilo di rischio del cliente per adeguarlo a operazioni, quali quelle relative al convertendo, altamente speculative;

nonostante l’evidente importanza per la sicurezza dei risparmiatori dei suddetti scenari di probabilità, all’inizio del 2011 la Consob, contestualmente all’arrivo alla Presidenza di Vegas, ha smesso di chiedere tali tipi di analisi agli emittenti dei bond;

ora che gli istituti bancari hanno ottenuto dal Governo di Mario Monti la garanzia per i prestiti obbligazionari, almeno a certe condizioni, è di tutta evidenza che la Consob dovrà emanare raccomandazioni cogenti affinché tutti gli istituti di credito che emettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori pubblichino nei prospetti informativi gli scenari di probabilità;

a giudizio dell’interrogante non si può richiedere e ottenere ai fini di liquidità risorse al mercato con il paracadute dello Stato per poi emettere titoli molto spesso scadenti, con condizioni e costi non trasparenti e con il rischio per i risparmiatori non solo di non ottenere vantaggi economici ma addirittura di perdere percentuali rilevanti del capitale;

le associazioni Adusbef e Federconsumatori nutrono forti dubbi che le banche del Paese, per quanto uso ne hanno fatto in passato (bond Cirio, Parmalat, Argentina, eccetera) e per quanto ne fanno ancora oggi (convertendo BPM), meritino tale apertura di credito da parte dello Stato e quindi dei cittadini;

a giudizio dell’interrogante la Consob dovrebbe adoperarsi immediatamente per obbligare gli istituti di credito che emettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori a pubblicare nei prospetti informativi gli scenari di probabilità sul rendimento dei loro prodotti per non rendersi corresponsabile con le banche per i danni causati ai risparmiatori a causa di detta mancanza;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

non sono chiari i motivi che hanno portato alla retromarcia della Consob, che ha sconfessato la linea di trasparenza adottata negli ultimi anni, la quale, sul piano metodologico, è stata sostenuta in sede di Commissione europea dal “Movement for risk transparency”, formato da 56 accademici, addetti ai lavori e sindacalisti, italiani e stranieri;

sarebbe opportuno assumere iniziative per impedire che la Consob agisca in contiguità con banche e banchieri,

si chiede di sapere quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, il Governo intenda assumere affinché le banche inseriscano nei prospetti informativi, che accompagnano per legge le emissioni bancarie, anche i cosiddetti scenari di probabilità, considerato che tramite tale prezioso strumento è possibile prevedere se un titolo nel tempo possa essere destinato a far perdere parte del capitale e in che percentuale.

Senza categoria

Leave a Reply