Differenti criteri di calcolo Iva sulle bollette per acconto e congluaglio

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06642
Atto n. 4-06642

Pubblicato il 19 gennaio 2012
Seduta n. 661

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

un’agenzia Ansa del 18 gennaio 2011 riporta la denuncia del settimanale “Il Salvagente” relativa all’applicazione dell’Iva nelle bollette di gas e telefono, destinate a milioni di famiglie italiane;

in particolare gli utenti si sono visti applicare un aumento retroattivo sui consumi precedenti al 17 settembre 2011, data da cui è in vigore l’aumento dell’Iva, deciso dalla manovra di agosto del precedente Governo, passata dal 20 al 21 per cento;

ciò sarebbe giustificato dalla legge sull’Iva (decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972) quando stabilisce che si applica l’aliquota vigente al momento dell’emissione della fattura, quindi il 21 per cento, a prescindere dal periodo di prestazione del servizio. Con il paradosso che anche una bolletta emessa il 17 settembre 2011, a fronte di consumi interamente effettuati nel periodo in cui l’aliquota era al 20 per cento, impone su tutto l’importo una tassazione comunque del 21 per cento;

il suddetto criterio cambia però, curiosamente, per le bollette a conguaglio. In questo caso, una circolare dell’Agenzia delle entrate del 12 ottobre 2011, la 45/E, autorizza le aziende che dovranno emettere fatture (esclusi in questo caso gli operatori telefonici) a utilizzare un criterio diverso e a procedere in modo selettivo. Ovvero si stabilisce che l’aliquota Iva delle note di accredito deve essere quella originariamente applicata. Questo vuol dire che se sulle bollette di acconto, a prescindere dal periodo di riferimento, tutti i consumi devono essere fatturati al 21 per cento, su quelle a conguaglio si potrà discriminare il periodo di consumo. Applicando quindi il 20 per cento per i mesi precedenti al 17 settembre 2011 e successivamente il 21 per cento. Si potrebbe anche verificare un ulteriore elemento a danno dei contribuenti: se sui consumi precedenti al 17 settembre 2011 hanno scontato l’aliquota maggiorata, in caso di conguaglio a favore verranno sì rimborsati ma con l’Iva al 20 per cento;

pertanto sui conguagli ci sono veri e propri paradossi, che frutteranno diversi milioni di euro allo Stato, ai quali anche l’Agenzia delle entrate sembra non avere grossi argomenti con i quali replicare;

l’Agenzia delle entrate, interpellata da “Il Salvagente” sul perché non solo si adotta un criterio diverso, ovvero si discrimina tra pre e post 17 settembre 2011, ma, nel caso di un conguaglio in favore dell’utente, le somme restituite saranno soggette ad Iva del 20 per cento, risponde che chi ha applicato l’Iva del 21 per cento sulle fatture di acconto ha interpretato correttamente la norma. Per i conguagli – la risposta è lapidaria ma non scioglie i dubbi – ci si attiene alla circolare 45/E;

le aziende, a loro volta interpellate da “Il Salvagente”, sulla questione rispondono che intendono applicare la legge; esse sono solo dei sostituti di imposta che riscuotono in nome e per conto dell’Erario e girano le entrate al fisco;

tuttavia non tutti gli operatori hanno interpretato allo stesso modo l’inasprimento fiscale sulle fatture di acconto. Se la stragrande maggioranza ha applicato il 21 per cento sui consumi precedenti al 17 settembre 2011, c’è anche chi ha fatto scontare ai propri utenti il 20 per cento fino al 16 settembre 2011 e solo successivamente l’aliquota maggiorata;

sulle bollette di acconto da Gdf-Suez, colosso francese del gas che opera in Italia, spiegano che l’associazione di categoria (Anigas, ndr) ha cercato di avere maggiori informazioni da parte dell’Agenzia delle entrate. Tuttavia l’imposizione dell’aliquota al 21 per cento è imposta dalla normativa fiscale che specifica che il momento impositivo è contestuale all’emissione della fattura;

analoghe le risposte da parte di Telecom e Wind-Infostrada. In sostanza: in base alla legge Iva (decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972) il momento rilevante per applicare l’Iva è il pagamento del corrispettivo, ovvero l’emissione della fattura;

la nuova aliquota – spiegano da Eni Gas&Power – viene applicata su tutte le fatture emesse a decorrere dal 17 settembre e ciò indipendentemente dal periodo cui fanno riferimento i consumi fatturati, esattamente come prevede la norma;

considerato che:

in materia di Iva, le aziende sono sostituti di imposta, pertanto riscuotono gli importi dai clienti per poi riversarli direttamente all’erario;

lo stesso problema e a giudizio dell’interrogante la stessa ingiustizia si potrebbero riproporre a settembre 2012 quando, se non migliorano i conti pubblici, lo Stato potrebbe decidere di innalzare di nuovo l’Iva dal 21 al 23 per cento,

si chiede di sapere:

quale sia, a giudizio del Ministro in indirizzo e alla luce dei fatti esposti in premessa, la ratio della disciplina sull’Iva del 1972 sottesa alla previsione che per l’acconto si applica l’aliquota vigente al momento dell’emissione della fattura a prescindere dal periodo di riferimento, mentre per i conguagli a favore del cliente l’Agenzia delle entrate autorizza un criterio diverso e penalizzante per l’utenza con il calcolo dell’aliquota vigente al periodo di riferimento, quindi al 20 per cento;

se non intenda precisare, qualora il conguaglio risulti negativo per il cliente, quale aliquota potrà essere applicata dall’azienda all’utente;

quali iniziative il Governo intenda adottare per sanare questo cortocircuito che autorizza l’applicazione di diversi criteri per gli acconti e i conguagli al fine di tutelare gli utenti che si trovano in una posizione di svantaggio, vedendosi restituire (conguaglio a favore) meno di quanto viene richiesto loro (acconto) dalle aziende di settore con il calcolo del pagamento dei consumi;

se non ritenga che, visto il riconoscimento di aliquote differenti in base al periodo di consumo di riferimento, sui conguagli, l’Agenzia delle entrate dovrebbe provvedere a rimborsare gli utenti con una nota di credito del 21 per cento per non penalizzare doppiamente i consumi precedenti al 17 settembre 2011.

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