Emodanneggiati

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06640
Atto n. 4-06640

Pubblicato il 19 gennaio 2012
Seduta n. 660

LANNUTTI , CARLINO , MASCITELLI – Ai Ministri della salute e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

nel Paese più di 70.000 persone sono state contagiate tra gli anni ’70 e ’90 da trasfusioni, vaccinazioni obbligatorie o emoderivati infetti, contraendo malattie irreversibili quali l’Aids o l’epatite C. Tra il 1985 e il 2008 ci sono stati, tra queste persone, circa 2.600 decessi;

l’articolo 33 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.?159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.?222, prevede «Per le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o affetti da anemie ereditarie, emofilia ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, che hanno instaurato azioni di risarcimento danni tuttora pendenti» uno stanziamento di 150 milioni di euro per l’anno 2007;

l’articolo 2, comma 361, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), autorizzava per le transazioni di cui sopra una spesa di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2008, mentre il comma 362 dello stesso art. 2 prevedeva l’adozione di un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in cui fossero fissati i criteri in base ai quali definire, nell’ambito di un piano pluriennale, tali transazioni;

in data 28 aprile 2009 è stato adottato dall’allora Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali il regolamento di cui al decreto ministeriale n.?132, che determinava le regole per la stipula delle transazioni con soggetti danneggiati che abbiano instaurato, anteriormente al 1° gennaio 2008, azioni di risarcimento danni ancora pendenti alla data di entrata in vigore del decreto stesso;

il Ministero della salute ha disciplinato altresì le «Modalità di presentazione delle domande di adesione alle transazioni ai sensi del decreto 28 aprile 2009, n.?132» attraverso una circolare ministeriale pubblicata il 22 ottobre 2009, a seguito della quale, secondo quanto riportato sul sito dello stesso Ministero, sono state presentate 7.356 domande di adesione alla procedura transattiva;

il 5 maggio 2011 il Consiglio dei ministri ha rinviato la votazione del decreto-legge sul riconoscimento di indennizzi per quanti hanno contratto malattie a causa di una trasfusione di sangue a causa di alcuni «tecnicismi» da risolvere, secondo quanto riportato da notizie di stampa riferite al Ministro della salute pro tempore, pur avendo in realtà l’intera copertura finanziaria. La votazione del decreto-legge è, in sostanza, l’ultimo passo per dare l’avvio effettivo al risarcimento;

secondo il Comitato vittime da sangue infetto questo decreto-legge rappresenta un provvedimento di grande giustizia che pone fine a errori sanitari che hanno determinato la morte di tante persone e costringe alla malattia tanti emotrasfusi; tuttavia la sua approvazione continua ad essere rinviato: non è stato discusso neanche nel Consiglio dei ministri del 19 maggio 2011;

il Ministro della salute pro tempore Fazio, rispondendo ad un’interrogazione dell’on. Palagiano (3-01803), in data 7 settembre 2011, sulla mancata discussione in Consiglio dei ministri del decreto relativo al riconoscimento di indennizzi per quanti hanno contratto malattie a causa di una trasfusione di sangue, dichiarava che il 5 maggio 2011 il Consiglio ha ritenuto di rinviare la decisione definitiva a seguito di un approfondimento di aspetti tecnici. “Questi aspetti tecnici si riferiscono non tanto al contenuto in sé del provvedimento, ma alla valutazione di impatto più complessivo, cioè alla possibilità che ulteriori soggetti, non inclusi nella platea oggetto del provvedimento stesso, richiedano l’erogazione dell’indennizzo straordinario in questione, invocando criteri di analogia ed equità, innescando quindi un processo di tipo emulativo con possibili e rilevanti conseguenze finanziarie a carico del bilancio dello Stato.Tuttavia, poiché sulla sostanza il Governo è deciso in questa direzione, un altro motivo per così dire tecnico di rinvio del decreto è stata l’ipotesi di inserire il provvedimento nella manovra, ipotesi che successivamente non ha trovato realizzazione. Poiché gli ultimi Consigli dei Ministri sono stati sostanzialmente dedicati alla manovra stessa, il decreto in questione verrà calendarizzato in una delle prossime riunioni”;

considerato che si è costituito il Comitato vittime sangue infetto, che, per sua stessa definizione, è una realtà nata spontaneamente da un gruppo eterogeneo di persone colpite dalla vicenda scandalosa del sangue infetto, la pagina più nera di Tangentopoli: quella scritta sulla pelle della gente. Plasma umano, reperito a basso costo negli Stati Uniti (nei ghetti delle grandi metropoli e nelle carceri di Arkansas e Alabama) così come in alcuni Paesi centro-africani, fu introdotto in Italia a partire dagli anni Settanta in modo del tutto illegale. Sangue di provenienza illecita o non certificata, che, senza essere sottoposto ad alcun controllo, veniva trasfuso nei corpi ignari di cittadini in cerca di aiuto e improvvisamente affetti da nuove, impreviste malattie. Vittime non di un errore medico, ma di un piano premeditato fondato sulla connivenza tra la (mala) politica prezzolata (Poggiolini ed altri) e una ristretta cerchia di aziende farmaceutiche specializzate nel trattamento e nel commercio di emoderivati. Da allora, quasi 4.000 morti e più di 80.000 infettati, una vera e propria strage silenziosa veicolata attraverso l’operato di persone prive di scrupoli, il cui delitto, ancora impunito, è stato quello di utilizzare – senza i dovuti controlli e con la complicità di funzionari corrotti – sangue infetto reperito a basso costo. Aids, epatite B e C sono le malattie che hanno colpito le persone sottoposte a trasfusione di sangue infetto; vittime che ancora oggi, a distanza di più di vent’anni, sono in attesa di quella giustizia che porti alla condanna dei responsabili di questa strage, causata dalla logica del profitto, nonché ad un equo risarcimento civile,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che uno Stato che si rispetti, nel momento in cui obbliga un cittadino a fare una vaccinazione o mette in commercio sostanze contaminate (l’albumina, il sangue), debba indennizzare chi, avendo bisogno di una trasfusione di sangue per un incidente o perché talassemico, contragga un’infezione assumendo un prodotto dallo stesso liberalizzato;

se non ritenga che ormai i lunghi tempi e i ripetuti rinvii, motivati sempre da approfondimenti tecnici, per l’emanazione del decreto-legge non trovano più alcuna giustificazione di fronte a migliaia di cittadini vittime del sangue infetto che da anni attendono il giusto indennizzo da parte dello Stato e continuano ad ammalarsi e morire senza che venga loro riconosciuto un diritto già sancito;

in quali tempi intenda procedere all’adozione del decreto-legge in questione, ultimo passo per attuare la doverosa transazione nei confronti dei numerosi cittadini contagiati a seguito di somministrazione di emoderivati e/o plasma infetti e delle loro famiglie;

se non ritenga utile, considerato che sono state censite 7.356 persone emodanneggiate, cominciare a risarcire queste, dimostrando di avere veramente a cuore la salute dei malati vittime del sangue infetto;

quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di intervenire per indennizzare le persone che sono state colpite così ingiustamente e che adesso hanno bisogno di aiuto, perché devono sostenersi, curarsi adeguatamente, far fronte agli impegni delle famiglie e uscire da quel ghetto in cui sono state purtroppo cacciate dopo aver contratto una malattia grave come l’Aids.

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