ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani)

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06661
Atto n. 4-06661

Pubblicato il 24 gennaio 2012
Seduta n. 662

LANNUTTI – Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell’economia e delle finanze e della salute. -

Premesso che molti medici stanno ricevendo o hanno ricevuto dalla fondazione ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani) una lettera con la richiesta di pagamento relativa all’annualità contributiva 2006. Il sollecito è motivato dal Presidente della fondazione, Serafino Zucchelli, come un preciso obbligo di legge, una operazione necessaria per interrompere la prescrizione del credito che interviene dopo cinque anni. Aggiunge il direttore generale Mario Carena che gli amministratori della fondazione non possono disporre del suo bilancio come di cosa propria ma sono costretti per legge ad esigere le somme dovute;

considerato che:

l’ONAOSI è una fondazione di diritto privato senza scopo di lucro cui la legge attribuisce uno speciale potere di imporre un contributo dovuto annualmente, tramite cartella di pagamento esattoriale, da medici, farmacisti, odontoiatri e veterinari (cioè gli operatori sanitari) per la copertura delle spese di gestione occorrenti per il perseguimento degli scopi sociali consistenti nella assistenza agli orfani di operatori sanitari;

in particolare la legge 27 dicembre 2002, n. 289, aveva previsto, a carico di tutti gli iscritti all’albo, l’obbligo di contribuzione, stabilendo al contempo che la misura e le modalità di versamento del contributo dell’ONAOSI fossero fissate dalla fondazione stessa con proprio regolamento e non come prima accadeva attraverso provvedimenti legislativi;

con sentenza n. 190/2007 la Consulta ha dichiarato l’incostituzionalità di tale previsione legislativa, in quanto non offriva alcun elemento, neanche indiretto, idoneo ad individuare criteri adeguati alla concreta quantificazione e distribuzione degli oneri imposti;

pertanto il contributo obbligatorio imposto dall’ONAOSI a tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani, ex articolo 2 della legge n. 306 del 1901, quale sostituito dall’art. 52, comma 23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003), dei farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale;

il Tribunale di Parma – in funzione del giudice del lavoro – ha rimesso alla consulta la questione di legittimità costituzionale dell’art. 52, comma 23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per violazione degli artt. 3 e 23 della Costituzione. Ed infatti l’articolo 4 del regolamento ONAOSI, concernente la riscossione dei contributi obbligatori e volontari, aveva determinato l’entità del contributo in funzione esclusiva dell’età del soggetto obbligato, ossia individuando un importo ben preciso da corrispondere in base all’età del sanitario contribuente. La disposizione si pone in netto contrasto con l’articolo 23 della Costituzione, in quanto non determina in via preventiva né in termini sufficientemente precisi i criteri direttivi cui deve ispirarsi il consiglio di amministrazione della Fondazione, senza che sia possibile desumere aliunde detti criteri, di fatto violando la riserva di legge relativa alle prestazioni patrimoniali imposte. Infatti, il contributo in esame viene determinato con atto unilaterale da parte del consiglio d’amministrazione della fondazione ONAOSI – alla cui adozione non concorre la volontà del privato. Tale aspetto determina per il contributo la natura di prestazione patrimoniale obbligatoriamente imposta e come tale soggetta alla garanzia dettata dall’articolo 23 della Costituzione. Tale parametro, secondo la costante giurisprudenza della Consulta, configura una riserva di legge di carattere “relativo”, nel senso che essa deve ritenersi rispettata anche in assenza di una espressa indicazione legislativa dei criteri, limiti e controlli sufficienti a delimitare l’ambito di discrezionalità dell’amministrazione (si vedano le sentenze n. 67/1973, n. 507/1988) purché la concreta entità della prestazione imposta sia chiaramente desumibile dagli interventi legislativi che riguardano l’attività dell’amministrazione (si vedano le sentenze n. 507/1988, n. 182/1994, n. 180/1996, n. 105/2003);

per effetto di detta sentenza i contributi obbligatori pretesi dalla fondazione ONAOSI, sia dai liberi professionisti che dai dipendenti pubblici per il periodo 2002-2006 sono illegittimi;

da allora il contenzioso tributario aveva indotto la stessa ONAOSI a richiamare il versamento spontaneo con avvisi bonari e ad adoperarsi presso il legislatore e i Ministeri competenti per chiudere definitivamente con il passato;

con il decreto-legge n. 159 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 222 del 2007, per gli anni successivi è stato confermato l’obbligo di contribuzione alla fondazione esclusivamente per i sanitari dipendenti pubblici e sono stati individuati i criteri cui il Consiglio di amministrazione deve attenersi per determinare la misura del contributo dovuto;

tale dispositivo, tuttavia, non ha chiarito la posizione dei contribuenti volontari già obbligati nel periodo 2003-2006 e non ha esplicitato il comportamento che l’ONAOSI avrebbe dovuto tenere nei confronti dei contribuenti transitoriamente obbligatori, ma morosi, al fine di non incorrere nei reati di danno erariale dovuto al mancato recupero dei contributi dovuti;

la fondazione ONAOSI, attraverso note ufficiali della Presidenza, ritiene che la sentenza della Corte costituzionale di cui sopra abbia determinato un vuoto normativo, null’altro ritenendo di dover o poter porre in essere nei confronti di migliaia di cittadini sanitari contribuenti;

malgrado la citata pronuncia di incostituzionalità, la fondazione sta continuando a inviare notifica di pagamento, mediante concessionari, di quote contributive che contrastano con il dettato costituzionale e malgrado l’incostituzionalità, in caso di mancato pagamento, o di ritardo, alcuni sanitari hanno subito il fermo amministrativo di beni mobili registrati. Infine, malgrado la citata pronuncia di incostituzionalità, il contributo ONAOSI continua a figurare come trattenuta sul cedolino-paga dei sanitari pubblici;

non può non destare perplessità il fatto che la fondazione ONAOSI – dopo essersi adoperata, in fase di ricambio statutario e dirigenziale, per chiedere una sanatoria delle quote non riscosse, un impegno del resto confermato nella nota del 10 ottobre a firma del presidente Zucchelli – ora solleciti l’obbligo di versamento, richiami note ministeriali che non fanno menzione alcuna delle richieste di sanatoria e incoraggi il versamento;

il direttore generale Mario Carena evidenzia che è recentissimo l’intervento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, ha invitato l’Ente ad adottare tutte le misure utili al recupero dei crediti vantati nei confronti dei contribuenti libero professionisti relativi agli anni 2003-2006. E ricorda al contribuente che – attualmente – la fondazione si occupa di circa 4.500 assistiti e ciascun contributo potrà essere utile a migliorare le prestazioni loro assicurate;

inoltre dopo l’8 febbraio 2011, in base al nuovo statuto, coloro che non hanno fatto domanda di iscrizione volontaria alla fondazione hanno perso per sempre la possibilità di beneficiare dei servizi assistenziali. La quota 2006 viene pertanto sollecitata anche ad ex contribuenti che non beneficeranno mai del contributo versato;

intanto, l’ONAOSI stanzia 1,150 milioni di euro in più rispetto al biennio precedente, con il piano assistenziale 2011-2012 varato dal consiglio di amministrazione;

l’incremento, che per alcune voci è stato anche del 10 per cento, è stato suddiviso tra le varie prestazioni, con una maggiore attenzione agli aiuti agli orfani e ai soggetti fragili. In particolare, cinquecentomila euro sono stati destinati alle prestazioni assistenziali a sostegno dei contribuenti in condizione di particolare fragilità. I contributi verranno assegnati sulla base di criteri meritocratici, legati al progresso negli studi, ma anche tenendo in considerazione l’eventuale disagio socio-economico. Pur avendo aumentato alcune prestazioni, l’ONAOSI fa sapere che sono stati salvaguardati i livelli di assistenza già garantiti. Il piano dovrà essere approvato dai Ministeri del lavoro e dell’economia;

ONAOSI fa parte dei cosiddetti enti inutili destinati ad essere soppressi in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977;

considerato inoltre che nell’indagine conoscitiva svolta dalla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale sulla situazione economico-finanziaria delle casse privatizzate (gennaio 2011), l’ONAOSI emergeva tra quelle con la più alta percentuale di esposizione sulla fallita Lehman Brothers rispetto al patrimonio complessivo. Prima c’erano solo Enpaia ed Epap. 15 milioni di euro in bond Lehman, svalutati nel 2008 per il 90 per cento (13,5 milioni). Le obbligazioni erano in due tranche di 10 e 5 milioni. Secondo quanto risulta a Plus24, ONAOSI ha raggiunto un accordo stragiudiziale con Fineco Bank chiudendo dunque la vertenza avviata contro l’istituto che fa capo al gruppo UniCredit. Una causa che riguardava il bond di 10 milioni. Fineco ha versato a ONAOSI, in marzo, 3 milioni di euro come risarcimento per il deprezzamento subìto dal titolo. La piena proprietà del bond è rimasta in capo all’ente. Per quanto riguarda invece l’altro titolo da 5 milioni, depositato presso Meliorbanca, da quest’ultima è stato stimato (dati al maggio 2011) al 10 per cento del valore nominale,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti che i contributi, che recentemente la fondazione ONAOSI sta richiedendo ai medici relativamente all’annualità contributiva 2006, sono dovuti e in base a quale giustificazione normativa;

se il Governo non ritenga opportuno un immediato intervento per sospendere le azioni di messa in mora, stante la dichiarata incostituzionalità dei contributi ONAOSI degli anni 2003-2006 e se non ritenga opportuno verificare eventuali profili di illegittimità nei casi di esecuzione forzata del pagamento, fermo amministrativo, eccetera;

se non ritenga opportuno, inoltre, verificare ed intervenire in merito alle trattenute tuttora operate sullo stipendio dei sanitari dipendenti, le cui quote presentano profili di incostituzionalità;

se non ritenga che i sanitari contribuenti degli anni 2003-2007 abbiano diritto al rimborso dei contributi incostituzionalmente versati o ad eventuali forme risarcitorie per la violazione di diritti costituzionalmente garantiti;

se risulti come vengono gestiti dalla fondazione i contributi versati dai medici, anche alla luce della forte esposizione della stessa su Lehman Brothers;

quali iniziative intenda assumere al fine di verificare la gestione amministrativa pregressa della fondazione nonché ulteriori interventi regolamentari nell’ambito delle attività della fondazione ONAOSI per ciò che attiene ai futuri processi decisionali e di fissazione delle quote contributive, ai fini di una maggiore trasparenza e conformità alla Carta costituzionale;

quali misure urgenti intenda intraprendere per evitare che l’eventuale non sostenibilità attuariale di alcune casse privatizzate, che hanno effettuato investimenti in titoli tossici ed in spericolate operazioni immobiliari, possa essere addossata alla generalità dei contribuenti, quindi alla fiscalità generale.

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