Ulteriore incarico Mastrapasqua per un totale di 25 “poltrone”

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02594
Atto n. 3-02594

Pubblicato il 18 gennaio 2012
Seduta n. 658

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la cosiddetta “casta politica” viene denigrata quotidianamente da alcuni servili mezzi di informazione collegati direttamente o indirettamente a banche ed altri potentati economici, dai molteplici conflitti di interesse, così distogliendo l’attenzione dalle “supercaste” di tecnocrati ed ottimati, anche presenti nel cosiddetto governo dei tecnici, che possono continuare tranquillamente ad operare per perseguire interessi di parte, coltivare il mero affarismo, incompatibili con l’interesse generale ed il bene comune;

a quanto risulta all’interrogazione, esistono veri e propri collezionisti di cariche pubbliche, come il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua il quale, non pago delle sue 24 poltrone occupate contemporaneamente senza peritarsi della crisi e della politica di sacrifici di milioni di famiglie impoverite, anche per precise responsabilità di banchieri e tecnocrati di complemento, continua ad accumularne ulteriori, senza alcun problema di ordine etico, morale e di cumulo dei compensi percepiti;

secondo l’agenzia “Radiocor” infatti, il Presidente dell’Inps Mastrapasqua, prorogato dall’attuale Governo nella carica fino al 2014 oltre la scadenza naturale della Legislatura, dovrebbe ottenere – ma l’agenzia dà per scontata la nomina- la presidenza di Idea Fimit, una società di gestione immobiliare che ha in portafoglio circa 9 miliardi di assets;

scrive infatti “Radiocor” il 17 gennaio 2012: «Cambio al vertice in vista a Idea Fimit, la sgr immobiliare nata dalla fusione di First Atlantic e Fimit. Il numero uno dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo quanto risulta a Radiocor, si appresta a diventare il nuovo presidente della società al posto di Paolo Crescimbeni. La sostituzione è un normale avvicendamento dopo la manovra del Governo Monti di fine dicembre che ha fatto confluire nell’Inps, l’Inpdap e l’Enpals. I due enti previdenziali della pubblica amministrazione e dei lavoratori dello spettacolo sono azionisti di Idea Fimit rispettivamente con il 18,33 per cento delle quote e l’11,34 per cento. Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, andrà a completare la squadra di vertice di Idea Fimit, prima sgr immobiliare italiana con circa 9 miliardi di masse gestite, che è guidata dall’amministratore delegato Massimo Brunelli»;

IdeA Fimit sgr nasce il 3 ottobre 2011 dalla fusione tra Fimit-Fondi immobiliari italiani Sgr e First Atlantic real estate Sgr, con la finalità di costituire la prima società di gestione del risparmio (Sgr) immobiliare italiana con 8,9 miliardi di masse in gestione e 20 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, mercato telematico degli investment vehicles, di borsa italiana;

secondo l’agenzia di stampa Adnkronos del 13 gennaio 2012, «Hines Italia, Idea Fimit e Sator Immobiliare sono i tre gruppi in corsa per gestire il patrimonio immobiliare della famiglia Ligresti custodito nella holding Sinergia. Gli immobili ora in Sinergia, in seguito all’accordo che verrà trovato con le banche creditrici sulla rinegoziazione del debito, dovrebbero confluire in un fondo creato appositamente. Gli istituti di credito esposti con Sinergia, Unicredit, Banco Popolare, Ge e Bpm, hanno nominato come rappresentate Lazard, che, a partire dalla prossima settimana, si confronterà con Banca Leonardo, advisor dei Ligresti. Gli asset di Sinergia, costituiti da immobili, aree e terreni, dovrebbero essere conferiti in una nuova società di proprietà delle banche, che affideranno poi la gestione a una delle tre società in campo. Alla famiglia Ligresti dovrebbe invece rimanere la società delle costruzioni Imco. Gli immobili di Sinergia hanno un valore di libro di circa 300 milioni di euro e alcuni sono in portafoglio dagli anni Settanta. Uno dei primi passi sarà quindi di rivalutarli secondo l’attuale valore di mercato. I tempi per un accordo però, fa sapere una fonte vicina alla vicenda, potrebbero non essere brevi»;

a quanto risulta all’interrogante, l’ulteriore incarico a Mastrapasqua viene conferito in una fase delicata del gruppo Ligresti, che dopo aver distrutto il valore di Fondiaria Sai ed impiegato allegri affidamenti di Unicredit ed altre banche di “sistema”, ha ottenuto che un “cavaliere bianco”, il gruppo Unipol, potesse effettuare opera di acquisizione con una supervalutazione, con la finalità di salvare i bilanci di Mediobanca, che avrebbe dovuto effettuare fortissime svalutazioni delle partecipazioni detenute e depredare i piccoli azionisti ed assicurati, a giudizio dell’interrogante senza che Isvap, Consob e Banca d’Italia abbiano mosso particolari rilievi di gestione;

premesso altresì che a giudizio dell’interrogante i numerosi incarichi di Mastrapasqua determinano una situazione di conflitto di interesse, ed in particolare di incompatibilità con la carica ricoperta nell’Inps ed in Equitalia,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che Antonio Mastrapasqua, da tempo facente parte di un pool di tecnici istituito presso palazzo Chigi, si accinge ad occupare la ventiseiesima poltrona, accumulando cariche e compensi non soggetti, per la super casta di oligarchi, ad alcun limite, senza considerare che a quanto risulta all’interrogante percepisce 465.000 euro soltanto per la vicepresidenza di Equitalia;

se risultino eventuali i rapporti tra Mastrapasqua ed alcuni rappresentanti della cosiddetta Loggia P4, in particolare con Luigi Bisignani, che ha patteggiato una pena di un anno e 7 mesi per 10 imputazioni di reati compresi associazione a delinquere e corruzione, Paolo Saltarelli, presidente della Cassa ragionieri, ed altri personaggi del gruppo Ligresti;

quali misure urgenti di competenza il Governo intenda attivare, compresa la revoca immediata delle cariche di Mastrapasqua, a giudizio dell’interrogante onnipresente presidente dell’ Inps, presso le società pubbliche, per restituire trasparenza, rigore e serietà ad aziende pubbliche spesso dilapidate e gestite con criteri affaristici e privatistici.

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