Commissariamento Comune di Pescasseroli

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06914
Atto n. 4-06914

Pubblicato il 22 febbraio 2012
Seduta n. 677

LANNUTTI – Al Ministro dell’interno. -

Premesso che a quanto risulta all’interrogante:

a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri del Comune di Pescasseroli (L’Aquila), dall’agosto dell’anno 2012, l’ente è retto dal commissario, il vice prefetto dottor A. Oriolo, affiancato dal sub commissario, dottoressa E. K. Danielli, a cui sono stati attribuiti i poteri e le funzioni degli organi del Comune con il compito di amministrare l’ente sino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo sindaco;

in virtù di tali poteri il commissario può compiere qualunque atto sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione;

la caduta della Giunta guidata dal sindaco Finamore è avvenuta a seguito di continue sistematiche contrapposizioni insanabili tra i consiglieri della maggioranza e tra gli stessi componenti la Giunta, contrapposizioni che hanno sostanzialmente impedito il regolare svolgimento dell’attività della Giunta e del sindaco quando non hanno causato un netto immobilismo decisionale ed il blocco di qualsiasi iniziativa;

in tale contesto di confusione e di incertezze, il sindaco non solo non ha provveduto a svolgere pienamente i suoi compiti di direzione unitaria e di coordinamento dell’attività politico-amministrativa, ma anche quelli di indirizzo funzionale e di vigilanza amministrativa di tutti gli uffici e servizi specie sotto il profilo del rispetto della legalità, della trasparenza, della imparzialità e della economicità;

il sindaco Finamore ha sistematicamente violato la legge e lo statuto del Comune di Pescassseroli omettendo intenzionalmente di rispondere alle interrogazioni ed alle petizioni presentate da cittadini ai sensi dell’art. 45 dello statuto, negando il diritto di accesso per i contratti stipulati per la vendita degli impianti sciistici, per i contratti di locazione della sala cinematografica e della piscina, rifiutando di dare attuazione alla costituzione dei forum e delle Commissioni comunali di cui agli artt. 41 e 46 dello statuto;

il sindaco ed il direttore generale, dottoressa M. A. Marra, hanno omesso di intervenire nei confronti del responsabile dell’Ufficio tecnico, geometra M. Mazzulli in relazione a specifici atti di abusivismo edilizio;

il responsabile dell’Ufficio tecnico, in tali occasioni, ha interpretato le disposizioni sul procedimento amministrativo di cui alla legge n. 241 del 1990 in via del tutto arbitraria, negando anche il diritto alla informazione e quello di accesso ai documenti e, come in un caso ben documentato, si è spinto fino a costruire un permesso di sanatoria non soltanto in contrasto con l’art. 36 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, ma anche viziato da motivazioni mendaci;

il responsabile dell’Ufficio tecnico è anche autore di relazioni tecniche inconcludenti, fuorvianti e vuote di contenuto tecnico; relazioni sulla cui base sono state predisposte ed approvate importanti deliberazioni: 1) la relazione del giugno 2011 concernente la determinazione del valore venale delle aree fabbricabili, sulla cui base si è dato luogo a gare per la vendita di immobili di proprietà del Comune, gare andate deserte per valutazioni che alla prova dei fatti sono risultate errate; così che, concluse negativamente le prescritte tre gare, si dovrà procedere alla vendita a trattativa privata a prezzi notevolmente contenuti; si tratta di una relazione che è formulata in termini approssimativi ed il cui testo risulta disorganico, impreciso, privo dei dati e dei parametri di riferimento, senza riportare i vari passaggi e le operazioni dei conteggi necessari per la determinazione dei livelli dei prezzi delle varie aree edificabili; 2) la relazione del 29 settembre 2011 concernente il rifacimento dei locali da adibire ad archivio comunale e la sistemazione dell’archivio medesimo; relazione vuota di dati e di contenuti tecnici e redatta con accentuata mancanza di coesione sintattica, lessicale e grammaticale; 3) quella del 30 settembre 2011 concernente lo stato di attuazione dei programmi, predisposta unitamente agli altri responsabili dei servizi, la cui esposizione risulta del tutto destrutturata sotto il profilo dei contenuti tecnici, delle misurazioni e delle risultanze delle analisi condotte e dei riscontri eseguiti sul quanto realizzato e sul quanto resta da realizzare, sui tempi, sulle modalità e sulla tipologia degli interventi richiesti per il conseguimento ottimale degli obiettivi prefissati. Si tratta anche qui di una stesura del testo generica ed abborracciata che fornisce una vaga ed una inadeguata informazione sullo stato di attuazione dei vari programmi; vengono infatti scritte locuzioni quali: “le entrate sono parzialmente incassate”, “ci si sta attivando per la definizione degli accertamenti”, le gare per la vendita del 40 per cento della farmacia sono andate deserte, “si è dato indirizzo per l’espletamento del terzo esperimento”, per il servizio dell’uso civico “oltre ad ottimizzare le procedure autorizzative necessita una revisione dei costi e dei ricavi”, per il servizio idrico “si sta cercando di ottimizzare il servizio” e via di questo passo;

il responsabile dell’Ufficio tecnico, in linea con la sua condotta anomala ed irrituale, ha persino disatteso impunemente l’ordine di servizio del direttore generale del Comune che gli ordinava di respingere una domanda di sanatoria perché illegittima;

alla Procura della Repubblica del Tribunale di Sulmona per gli indicati comportamenti pendono delle denunce nei confronti del sindaco, del direttore generale e del responsabile dell’Ufficio tecnico per l’accertamento dei reati di omissione di atti d’ufficio, di abuso di poteri e di falso in atti pubblici;

considerato che:

i citati commissari, interpellati in merito a quanto esposto e sollecitati a prendere visione di talune decisioni e di taluni procedimenti, palesemente illegittimi, quando non illeciti e ad esercitare il potere di autotutela, si sono trincerati nel silenzio, ed hanno tenuto il medesimo atteggiamento in ordine alla segnalazione sull’arbitrarietà delle decisioni a suo tempo prese in ordine alla stabilizzazione del richiamato Responsabile dell’Ufficio tecnico di cui alla deliberazione della Giunta n. 96 del 2007 e alla determinazione n. 546 del 2007, sullo sperpero delle risorse pubbliche e su una azione amministrativa tutt’altro che improntata alla legalità, alla trasparenza ed alla imparzialità come può essere riscontrato dall’esame delle deliberazioni assunte tra le quali la n.16 del 2011 con cui vengono affidati alla GISP-Gestione Impianti Scioviari Pescasseroli SpA, il rifacimento dei locali destinati all’archivio comunale e lo spostamento e la riorganizzazione dell’archivio medesimo, ivi comprese le operazioni della selezione della documentazione, dello scarto, della distruzione nonché della schedatura, sostenendo che tale società ha la competenza a svolgere siffatti lavori perché il suo statuto, all’art. 4, lettera a), prevede “interventi di bonifica e ripristino territoriale”, ignorando completamente la disciplina in materia di ordinamento degli archivi degli enti pubblici (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 e codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004), stabilendo il compenso forfettario di 19.500 euro senza aver proceduto alla quantificazione ed al computo metrico dei lavori da eseguire ed a determinare la qualità e la tipologia del materiale da impiegare;

le deliberazioni di spesa, tranne delle parziali e limitatissime eccezioni, sono prive della puntuale attestazione delle relativa copertura dell’ammontare della spesa e delle disponibilità effettive esistenti nei rispettivi stanziamenti di bilancio laddove si evidenzia anche la mancanza del testo del prescritto parere tecnico che a norma di legge deve essere inserito nella deliberazione;

il commissario – mentre, da un lato, ha ritenuto di prendere posizione, con apposita delibera n.10 del 15 dicembre 2011, per perorare la causa davanti al Governo, tramite il Ministro della giustizia, tesa ad ottenere l’inclusione del Comune di Pescasseroli nell’ambito del circondario giudiziario di Avezzano, una volta soppresso quello di Sulmona, delibera che il commissario ha inviato al Consiglio Superiore della Magistratura, alla Commissione ministeriale sulla riorganizzazione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari, al Presidente della Corte d’appello de L’Aquila, al Presidente del Tribunale di Avezzano ed al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avezzano e della Marsica. Iniziativa che è stata fortemente stigmatizzata e censurata dal Consiglio degli avvocati di Sulmona, che ha anche protestato con il Prefetto de L’Aquila mettendo, tra l’altro, in dubbio la fondatezza del comportamento del commissario sotto il profilo della correttezza istituzionale – dall’altro, non ha minimamente preso in considerazione la proposta di dare attuazione alla statuto con il porre in essere quelle forme di consultazione e di interlocuzione aperte e trasparenti previste dallo statuto del Comune come sopra richiamate al fine di rendere effettiva la partecipazione democratica dei cittadini, di promuovere e migliorare la comunicazione e la reciproca informazione tra amministratori ed amministrati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non rilevi nei fatti sopra descritti i presupposti e le condizioni per intervenire, nelle forme dovute e nei modi appropriati, affinché il regime commissariale nel Comune di Pescasseroli non solo non si ponga e non agisca in linea di continuità con la deprecata e negativa condotta del dimissionario sindaco e della Giunta disciolta, ma anche e soprattutto costituisca la favorevole opportunità per imprimere all’amministrazione ed alla gestione un salto di qualità in termini di legalità, trasparenza, partecipazione democratica, imparzialità ed economicità, eliminando le illegittimità accertate, i comportamenti viziati da eccesso di potere riscontrati, il disinvolto esercizio delle funzioni istituzionali con la correlata dispersione delle risorse disponibili, ponendo in essere i prescritti controlli interni e, ancor più auspicabile, operando, nel contempo, in concreto, nella direzione segnata dallo statuto per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale nell’amministrazione del Comune;

se non ritenga utile e necessario, tenuto conto della dimensione e della molteplicità dei problemi irrisolti che pesano sullo sviluppo della comunità di Pescasseroli, non ultimi quelli riguardanti le gravi posizioni debitorie del Comune e della sua società AGISP, disporre una consultazione con i commissari del Comune di Pescasseroli, nell’ambito dei competenti Uffici ministeriali, per valutare anche la possibilità di assegnare in via temporanea al Comune di Pescasseroli dei funzionari qualificati della pubblica amministrazione per supportare l’azione dei commissari e renderla così più incisiva e più efficiente.

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