Rositani

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06962
Atto n. 4-06962

Pubblicato il 28 febbraio 2012
Seduta n. 681

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che Guglielmo Rositani, consigliere Rai ed ex parlamentare di Alleanza nazionale, avrebbe speso una cifra considerevole di denaro pubblico pagando i suoi conti privati con l’utilizzo della carta aziendale. Alla redazione di “La Repubblica” sono infatti giunti in forma anonima alcuni documenti inequivocabili: fotocopie di scontrini per una spesa totale di 3.870 euro, tra ristoranti, gioiellerie e negozi di abbigliamento. Si legge in un articolo pubblicato su “La Repubblica” il 23 febbraio 2012: «Ristoranti con conti anche da 750 euro. Gioiellerie, profumerie, negozi di articoli sportivi. Ha davvero speso così i soldi della Rai Guglielmo Rositani, consigliere a Viale Mazzini ed ex parlamentare di Alleanza nazionale? A domanda, Rositani non risponde. Repubblica lo ha cercato al telefono e per e-mail il 16 febbraio, il 20 febbraio e di nuovo ieri, anche attraverso la sua assistente Raffaella Pichini. Ma senza risposta. Il consigliere della Rai non vuole confrontarsi sulle spese di rappresentanza che la televisione di Stato permette a tutti i componenti del Cda, lui compreso, attraverso la carta di credito aziendale. In busta anonima, nei giorni scorsi, Repubblica ha ricevuto le fotocopie di 11 ricevute di carta di credito per una spesa totale di 3870 euro. Tutte le ricevute hanno lo stesso codice “AID” che conduce ad un’unica carta di credito. Su una di queste fotocopie compare la scritta “Rai”. Un’altra ricevuta – Hotel Ristorante da Checco al Calice d’Oro (Rieti), importo 420 euro – è spillata su carta intestata della televisione di Stato (mentre la ricevuta stessa ha l’intestazione scritta a mano: onorevole Rositani). Tutte le ricevute sono emesse in ristoranti, negozi, esercizi di Rieti, città dove Rositani vive. Ed ecco le spese in dettaglio, dunque: Hotel Ristorante da Checco al Calice d’Oro 420 euro e Ristorante la Foresta 500 euro (per 10 pasti a prezzo fisso). Altre tre ricevute portano a questo Ristorante la Foresta, molto apprezzato, pare: 300 euro per 7 coperti, 750 euro (quantità 15) e 250 euro (per 5 coperti). A seguire ci sono: il Gioielliere Passi 300 euro; la Goielleria Cesare Amici 400 euro; ancora la Gioielleria Cesare Amici 380 euro; quindi la Profumeria Michele Cellurale 150 euro e Grassi Sport 310 euro. Infine, Letizia Sas (intimo e biancheria per la casa, si deduce da Internet) per altri 110 euro. Le spese sono state fatte tra il 9 aprile 2011 e il 21 agosto 2011. Repubblica ha spedito a Rositani e alla sua assistente due distinte e-mail che avevano, in una cartella allegata, copia di tutte le ricevute. Ma il consigliere di amministrazione della Rai non ha risposto alle e-mail, agli sms e non è venuto al telefono del suo ufficio al settimo piano di Viale Mazzini. Martedì, però, Rositani ha informato l’ufficio Affari Legali della Rai delle e-mail che aveva ricevuto da Repubblica. I consiglieri di amministrazione della tv di Stato, per il loro lavoro, ricevono uno stipendio annuo lordo di poco superiore ai 98 mila euro. Questa somma può essere integrata da un extra fino a 28 mila euro, a patto che i consiglieri diano vita a gruppi di lavoro ristretti, chiamati “comitati editoriali”. A queste somme, i consiglieri aggiungono una carta di credito aziendale – per le spese di rappresentanza – che ha un tetto massimo di 10 mila euro l’anno. Al momento del loro insediamento, di norma, i consiglieri non ricevono istruzioni scritte su come utilizzare la carte di credito. Il suo impiego viene rimesso alla sensibilità del singolo amministratore, Per le sue spese di rappresentanza, il consigliere Rositani non ha ricevuto contestazioni dalla Rai»;

si legge su “Il Corriere della Sera” del 23 febbraio 2012 che il consigliere Rositani ha comunicato, inviando una lettera alla Direzione Finanza e pianificazione e per conoscenza alla Direzione generale, alla Presidenza e alla Direzione della Segreteria del Consiglio di amministrazione, che “In merito all’utilizzo della carta di credito aziendale preferisco rinunciarvi al fine di evitare, per il futuro, basse e volgari strumentalizzazioni simili a quelle apparse oggi sul giornale ‘la Repubblica’, ma soprattutto a difesa della mia dignità ed onestà morale che non ha prezzo”. Il consigliere fa riferimento al suddetto articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” che ha spinto lo stesso Rositani ad annunciare querela;

considerato che:

è ancora aperta la vicenda di Augusto Minzolini che ha utilizzato la carta di credito aziendale per spese “pazze” di rappresentanza (atto 4-04078);

a giudizio dell’interrogante in una fase di gravissima crisi economica, e di fortissimi sacrifici per il Paese, per le famiglie e gli utenti che pagano il canone, non è ammissibile dissipare denaro pubblico,

si chiede di sapere:

se risulti corrispondente al vero quanto riportato dal quotidiano “La Repubblica” e quale sia la valutazione della vicenda da parte del Governo anche alla luce dell’impegno della Rai ad assicurare una gestione finanziaria efficiente, come previsto dal Contratto di servizio;

se il Governo sia a conoscenza dei motivi per cui il consiglio di amministrazione dell’azienda non si sia espresso sulle suddette uscite di denaro e se vi sia presso l’azienda pubblica un controllo sulle spese di rappresentanza o comunque su quelle sostenute dai consiglieri a carico della Rai.

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