Sicurezza Stradale

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06915
Atto n. 4-06915

Pubblicato il 22 febbraio 2012
Seduta n. 677

LANNUTTI – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari europei. -

Premesso che:

il decreto legislativo n. 35 del 2011 recepisce la direttiva 2008/96/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, mediante il controllo sull’impatto del livello di sicurezza della rete di un progetto, nonché la verifica ordinaria periodica delle caratteristiche di sicurezza della rete stradale in esercizio, comprendente anche gli accertamenti sui possibili effetti derivanti dall’esecuzione di lavori e sulla sicurezza del flusso di traffico;

queste attività inerenti alla sicurezza, eseguite da controllori/ispettori iscritti in apposito elenco, prescindono dal rispetto della normativa tecnica vigente, sia per le strade in esercizio che per quelle in progetto o costruzione (con esplicita esclusione delle gallerie stradali che rientrano nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 264 del 2006);

il decreto legislativo n. 35 del 2011 stabilisce, infatti, all’art. 9, che i menzionati professionisti devono essere adeguatamente formati mediante un corso iniziale successivamente integrato con corsi periodici (triennali di 30 ore) di aggiornamento ed iscritti in apposito elenco (art. 4, comma 7);

a tale disposto però, alla cui attuazione è preposto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, finora non è stata data ottemperanza visto che i corsi di formazione non hanno avuto luogo e conseguentemente l’elenco dei professionisti è ancora da redigere;

gli impegni internazionali, che l’Italia ha assunto con l’Europa per il reciproco impegno degli Stati membri, impongono al nostro Paese di dare esecuzione alla direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza stradale, senza espedienti poco ortodossi e pericolosi sia sotto il profilo formale che sostanziale;

l’interrogante aveva presentato già nel luglio 2010 ai Ministri pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti e per le politiche europee l’interrogazione 4-03426 sulla menzionata direttiva sollecitando ad intervenire in tempo utile per organizzare i corsi di formazione dei controllori/ispettori;

nella relativa risposta scritta del 21 settembre 2010, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti prevedeva, in linea con la medesima direttiva, la figura professionale dei controllori/ispettori della sicurezza stradale come in seguito prescritto dal decreto legislativo n. 35 del 2011;

attualmente lo stesso Dicastero, in difformità a quanto precede, ha emanato il decreto ministeriale del 12 dicembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 2011, per tratti di rete stradale transeuropea interessati da lavori, senza neppure menzionare il propedeutico svolgimento del corso di istruzione per la certificazione dell’idoneità professionale, così come previsto dall’art. 9 del decreto legislativo n. 35 del 2011;

il decreto ministeriale stabilisce infatti, all’art. 3, comma 1, che le attività ispettive “comprendenti anche gli accertamenti sui possibili effetti sulla sicurezza del flusso di traffico derivanti dall’esecuzione dei lavori stradali, dovranno tener conto delle disposizione di cui al precedente articolo 2″; articolo, che riguarda esclusivamente l’apposizione della segnaletica temporanea (durante i lavori stradali) la cui verifica non spetta alle attività ispettive citate nel decreto legislativo n. 35 del 2011, bensì, senza alcun dubbio, al direttore dei lavori di manutenzione del cantiere stradale;

spetta per legge, infatti, al progettista, e non ad altri, l’indicazione dell’apposizione della segnaletica temporanea nei settori di strada in cui hanno luogo i lavori, in forza della documentazione contrattuale e della sua specifica responsabilità, evidenziando che tale segnaletica è tecnicamente normata;

nello stesso decreto ministeriale, inoltre, all’art. 3, da un lato, si conferma che le ispezioni sulla sicurezza saranno svolte da soggetti inseriti nel richiamato elenco, oggi necessariamente vuoto per non aver attuato il programma di formazione, mentre, dall’altro, sul sito ministeriale (http://www.mit.gov.it/mit/site.php? p=cm&o=vd&id=2056) si predispone un elenco provvisorio di esperti previa compilazione ed invio di un modulo di domanda già predisposto;

la provvisorietà di questo elenco, che sostituisce quello previsto per legge, a giudizio dell’interrogante non riduce in alcun modo i rischi di aleatorie interpretazioni sulla sicurezza stradale da parte di personale così prescelto; elenco che, oltre a rappresentare un raggiro al menzionato decreto legislativo n. 35 del 2011, sostituirebbe di fatto le 180 ore previste dall’art. 9, comma 2, del decreto legislativo n. 35 del 2011 per la necessaria ed omogenea preparazione dei candidati, con una sorta di autocertificazione per merito comparativo di titoli, di solito altisonanti ma fuori tema, se non fuori luogo,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che la fattispecie, che si instaurerebbe attraverso le disposizioni del decreto ministeriale, ponga in essere una nutrita partecipazione di professionisti provenienti da enti o società, in qualche modo controllate o vigilate dallo stesso Ministero, oppure di società appaltatrici del settore strade, realizzando un evidente conflitto di interessi;

se non ritenga inoltre che una commistione tra controllori e controllati, come quella in esame, determini in Italia un serio pericolo per la sicurezza stradale internazionale;

se non consideri evidente che la menzionata soluzione provvisoria disattenda il disposto di legge (art. 9, comma 3, del decreto legislativo n. 35 del 2011) che stabilisce, per gli incarichi ispettivi di cui si tratta, l’esclusiva spettanza agli ingegneri con laurea quinquennale e con 5 anni di anzianità professionale;

se non ritenga che la menzionata soluzione provvisoria, adottata per ragioni di urgenza dopo aver fatto inutilmente trascorrere il tempo utile disponibile, mal si giustificherebbe come causa di forza maggiore o stato di necessità;

se non ritenga che la necessità di formazione di ispettori/controllori attraverso un corso di 180 ore, previsto dalla direttiva 2008/96/CE e recepito con il decreto legislativo n. 35 del 2011, non possa assolutamente equivalere ad un elenco di improvvisati professionisti, formato con i criteri del menzionato elenco provvisorio;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di adottare provvedimenti idonei alla tempestiva emissione del programma di formazione di ispettori/controllori individuati ex lege, per il congruente indirizzo professionale, nell’ordine degli ingegneri e dare attuazione alla direttiva comunitaria.

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