Tragedia Concordia-Programmi televisivi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00425
Atto n. 2-00425

Pubblicato il 21 febbraio 2012
Seduta n. 676

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia. -

Premesso che:

per inseguire l’audience, sempre più spesso alcuni servizi televisivi confezionano servizi “taroccati” con personaggi in cerca di autore chiamati ad interpretare attori in fatti realmente accaduti, come quelli, scoperti ancora una volta da “Striscia la Notizia”, sul naufragio della Costa “Concordia”. Lascia infatti senza parole il servizio di “Striscia la Notizia” del 15 e 16 febbraio 2012, che smaschera i finti passeggeri della Costa, sia sulla Rai a “Domenica In” che su Mediaset a “Domenica 5″ così come è stata raccontata da due sposini Cristina e Gabriele, probabilmente ingaggiati da un avvocato che viene ospitato in tante trasmissioni per allettare i creduloni “scambiando lucciole per lanterne” con la complicità dei conduttori ed autori dei servizi, come in occasione del servizio sulla propagandata class action sui vecchi libretti di risparmio prescritti, con la finalità di spillare quattrini a tantissimi risparmiatori;

“Striscia” smaschera l’imbroglio, una vera e propria truffa mediatica, di una ragazza, che ha raccontato di aver perso il bambino a causa del naufragio della nave all’isola del Giglio;

la foto mostrata da Lorella Cuccarini nella trasmissione sulla Rai è falsa, non sono quei due sposini e l’avvocato della coppia Giacinto Canzona, che era in studio, non ha battuto ciglio, salvo poi scrivere una lettera in cui parla di mero errore materiale. Poi è andato in onda il servizio di “Striscia” e allora la Cuccarini si è scusata per la foto. Nel programma c’è stata una telefonata in cui la sposa racconta quello che è accaduto e la sua voce ha un accento romano. Nell’intervista della Panicucci a “Domenica 5″ (registrata e mai mandata in onda) in cui i due sposini sono presenti in studio – oltre a non corrispondere alla foto mandata in onda da “Domenica In” – la sposina che racconta ha un accento lombardo. E, sulla liberatoria per il programma, aveva sbagliato a firmare, cancellando le prime parole scritte. Solo in seguito, a “Striscia”, Margherita Ballarotta ha confessato di aver interpretato Cristina a “Domenica 5″ perché “la vera Cristina non se la sentiva”. Sta di fatto che “Striscia” mostra anche un servizio di due ragazzi apparsi da Timperi a “Verdetto finale”, anche se sembrano più grandi dei due giovani. Ma la cosa peggiore è che inizia a farsi strada il sospetto che quei due passeggeri, Cristina e Gabriele, non esistano dato che i loro nomi non risultano nella lista dei passeggeri. L’avvocato Canzona, il cui operato reiterato a danno di risparmiatori e spettatori deve essere scrutinato dall’Ordine degli avvocati, in cui risulta iscritto, per un’immediata azione disciplinare, si è scagliato violentemente, con la complicità degli autori dei programmi ai quali viene di sovente invitato, contro l’accordo sottoscritto dalla grande maggioranza delle associazioni dei consumatori iscritte al CNCU raggruppate nel comitato Naufragi, che prevede un risarcimento di 14.000 euro, non obbligatorio ma facoltativo, a favore di tutti i passeggeri della Costa “Concordia” che non hanno subito danni fisici, rispetto ai 10.000 euro richiesti in precedenza da talune associazioni che hanno successivamente annunciato una class action negli Usa;

considerato che:

in un articolo pubblicato in data 16 febbraio 2012 sul quotidiano “Libero”, dal titolo “Sulla Rai va in onda pure la finta vittima della Concordia”, Francesco Specchia racconta la grande truffa mediatica ordita a danno dei telespettatori con la diretta complicità dell’ineffabile Canzona: «Chi è Cristina Mazzetti, eroina del dolore quasi ottocentesco? Chi è la giovine madre naufraga -col marito Gabriele- dal Concordia, la quale, lacerata nel corpo e nell’anima, perde il bimbo che aveva in grembo; e che, naturalmente, decide di raccontare alla tivù del pomeriggio il suo straziato aborto? Chi è? È la morettina dall’accento laziale intervista da Lorella Cuccarini (a Così è la vita su Raiuno)?; o è la slavata rossa di Lecco che deposita il suo dramma dalla Panicucci a Domenica 5, per poi avere un rigurgito di coscienza davanti a Striscia la notizia? Soprattutto esiste davvero una Cristina Mazzetti, la prima abortiente da naufragio della storia della televisione italiana? Nel fragore del festival di Sanremo, la vicenda di questo nuovo Truman Show costruito sull’angoscia altrui, s’è persa nei rivoli della cronaca. Eppure è storia di tragica semplicità. Accade che, il 5 febbraio scorso, la Cuccarini intervisti via telefono, appunto, Cristina della suddetta coppia -i sedicenti Cristina & Gabriele sposini in crociera sfuggiti al destino mortale della nave Costa. Gli ascolti s’impennano, Lorella si commuove. Ma Striscia la Notizia s’accorge che la foto degli sposi usata dalla Rai di sfondo all’intervista è falsa. Palesemente falsa. Al punto che i due ragazzuoli, sotto diversa identità, sembrano essere, invece gli stessi -un po’ più invecchiati- concitati ospiti del legal show Verdetto Finale con Tiberio Timperi, guarda caso su Raiuno. Figuranti ad uso di viale Mazzini, parrebbe di prim’acchito. L’avvocato dei due meschini, Giacinto Canzona -un nome, un programma – che all’inizio in diretta s’era indignato contro la mala società che permette gli aborti sulle navi Costa senza risarcirli mai abbastanza, riconosce spudoratamente che Cristina e Gabriele, sì, è vero, non sono proprio quei Cristina e Gabriele; e che la fotografia mandata in onda non è altro che il frutto “di un mero errore materiale”. Sarà errore, sarà mero, sarà materiale, ma tutti noi siamo lì a domandarci perché l’avvocato Canzona, scoperta la tremenda gaffe, non l’ha denunciata in diretta? E che ruolo ha la Rai? E, soprattutto, perché lo stesso avvocato ha accompagnato “Cristina e Gabriele” una settimana dopo, alla Domenica 5 di Canale 5 condotto da Federica Panicucci, pur non essendo nemmeno questi altri due i veri Cristina e Gabriele vittime del Concordia. La faccenda s’ingarbuglia. E, qualche giorno dopo l’intervista “nei panni di Cristina”, la ragazza della tv -la slavata lecchese di Cassano Brianza di cui sopra, il cui vero nome è Margherita Ballarotta- decide di confessarsi davanti a Staffelli di Striscia. L’inconfessabile appeal confessionale del Tapiro d’oro apre squarci di verità. La Margherita, di professione è ragazza-immagine; non è mai salita su una nave Costa in vita sua; ed è stata “contattata” dal falso marito Gabriele, e in outsourcing allo stesso avvocato Canzona per interpretare davanti alle telecamere la parte della Cristina della nostra storia. Perché “la Cristina vera non se la sentiva”. La ragazza ha firmato una falsa liberatoria spinta dall’avvocato, e solo dopo s’è convinta della fesseria ciclopica. L’arrivo di Striscia, col suo zelo espiatorio, ha fatto il resto. Ora l’ultimo capitolo -sempre da Striscia- è la scoperta che, secondo Costa Crociere, non esisterebbero, nell’elenco degli ospiti della Concordia i due sposini che a questo punto paiono spettri usciti da un film di Night Shyamalan. In realtà, la farsa alimentata dalla “tv del dolore” della Rai (e, in parte, di Mediaset che non ha mandato in onda la puntata con l’intervista), ci rimanda a dieci anni fa. Anche lì nessun controllo. Talora, anzi, c’era premeditazione. Allora nel mirino del Gabibbo stavano i finti casi umani della D’Eusanio e la Raiuno, «rete di taroccatori», e la Endemol, produttrice di Bonolis. Allora il feroce oppositore di Ricci era Lucio Presta, oggi sovrano occulto dei contratti Mediaset….»;

considerato che a giudizio dell’interpellante:

è auspicabile che l’ordine degli avvocati, al quale risulta iscritto l’avvocato della coppia, Giacinto Canzona, attivi un procedimento disciplinare, fatti salvi ulteriori rilievi penalmente rilevanti, per una truffa evidente a danno dei cittadini, delle famiglie e degli utenti del servizio pubblico televisivo;

andrebbero verificate le ragioni reali che hanno indotto Canzona a riconoscere che Cristina e Gabriele non sono proprio quei Cristina e Gabriele e che la fotografia mandata in onda non è altro che il frutto “di un mero errore materiale”, e perché scoperto l’errore materiale non lo abbia denunciato in diretta;

andrebbe verificato quale sia stato il ruolo della Rai e perché lo stesso avvocato abbia accompagnato “Cristina e Gabriele” una settimana dopo, alla “Domenica 5″ di Canale 5 condotto da Federica Panicucci, pur non essendo nemmeno questi altri due i veri Cristina e Gabriele vittime del Concordia;

andrebbe altresì acclarato chi abbia ingaggiato la Margherita Ballarotta per interpretare davanti alle telecamere la parte di Cristina per rappresentare la truffa strappalacrime del falso aborto,

si chiede di sapere quali misure urgenti di competenza il Governo intenda attivare per evitare che si possano ripetere episodi analoghi a quello richiamato, che si configura come un’evidente truffa a danno degli utenti del servizio pubblico televisivo, e che, in ogni caso, possano essere inflitte idonee sanzioni agli avvocati che si rendano responsabili di siffatti comportamenti scorretti.

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