INARCASSA

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07168
Atto n. 4-07168

Pubblicato il 27 marzo 2012
Seduta n. 699

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

l’Inarcassa è stata fondata nel 1958 come ente pubblico per la previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti;

dal 1995 è un’associazione privata, basata su uno statuto predisposto dal comitato nazionale dei delegati e approvato dai Ministeri vigilanti;

Inarcassa è alimentata dai versamenti obbligatori, calcolati in percentuale sui redditi prodotti dai professionisti e da contributi minimi in misura fissa;

attualmente l’ente eroga circa 14.000 pensioni ed ha circa 160.000 iscritti;

l’asset allocation al 2011 ha una classe immobiliare che rappresenta il 25 per cento dell’intero patrimonio, avendo l’ente centinaia di immobili sparsi su tutto il territorio nazionale;

a garanzia delle prestazioni previdenziali dei propri iscritti, l’ente deve amministrare al meglio il proprio patrimonio immobiliare, ma è evidente che in considerazione della sua natura esso non possa svolgere un’attività speculativa;

risulta all’interrogante che l’Inarcassa, snaturando le sue funzioni, abbia inteso per lo meno in un caso tra quelli conosciuti, di tentare di svolgere un’attività speculativa che mal si concilia con la natura stessa dell’ente e con le altre finalità attribuitegli;

in particolare una società commerciale denominata Sardinia parking Srl che gestisce da oltre 12 anni un’importante autorimessa pubblica multipiano sita a Roma in via Sicilia 174 e cioè nel cuore commerciale di Roma a due passi da piazza Fiume e da via Veneto, si è vista richiedere alla scadenza del contratto un canone di locazione pari a 800.000 euro oltre a garanzie di varia natura nella misura di 1.000.000 euro a fronte del precedente canone pari a 240.000 euro;

in altre parole l’Inarcassa ha posto a tale impresa quale conditio sine qua non per la prosecuzione dell’attività il canone di quasi 4 volte superiore a quello fino a quel momento corrisposto;

la società commerciale di Roma dà lavoro a 7 dipendenti, e quindi 7 famiglie in caso di cessazione dell’attività si troveranno sulla strada;

la pretesa dell’Inarcassa non può che apparire all’interrogante evidentemente speculativa e contraria, tra l’altro, ai canoni di mercato che per l’immobile suddetto non possono che essere pari a 300-400.000 euro;

a giudizio dell’interrogante comportamenti come quello descritto, oltre che contrattualmente scorretti, sono deleteri per la stessa economia nazionale in quanto forieri dell’accrescimento, in modo smisurato, dei livelli dei prezzi contribuendo così anche all’aumento del costo della vita che certamente non giova all’economia nazionale ed alle famiglie;

tali comportamenti sono altresì suscettibili di distruggere le piccole imprese che, come è noto, sono il tessuto connettivo dell’economia nazionale,

si chiede di sapere il Governo quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di garantire agli iscritti un’attività di vigilanza più accurata e maggiore trasparenza sul comportamento dell’Inarcassa per evitare il ripetersi di situazioni, come quella descritta, non certamente meritevoli di tutela.

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