Piloni autosrada tratto Firenze-Bologna

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07140
Atto n. 4-07140

Pubblicato il 21 marzo 2012
Seduta n. 697

LANNUTTI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che la frana che sta interessando il paesino di Ripoli-Santa Maria Maddalena nel bolognese, risvegliata dagli scavi per la variante di valico, ha fatto muovere i piloni dell’A1 autostrada del sole, che da Firenze porta al capoluogo emiliano: si veda in proposito un articolo pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 20 marzo 2012;

si legge: «Lo spostamento di almeno uno dei giganteschi pilastri che reggono il viadotto Piazza, registrato dalla fine di ottobre, è di un centimetro e mezzo. A segnalare il movimento sono stati gli strumenti di monitoraggio piazzati dalla stessa Autostrade per l’Italia, che dopo le proteste dei cittadini ha dovuto monitorare palmo a palmo l’area del paese. Ora a muoversi è anche il gigantesco viadotto»;

i geologi Marco Pizziolo e Annarita Bernardi, che da tempo si stanno occupando del caso Ripoli, hanno inviato una lettera all’Assessore alla difesa del suolo della Regione: «”La superficie interessata dai movimenti è in aumento – scrivono i due tecnici – i limiti a monte continuano a essere oggetto di particolare attenzione, in quanto presentano segnali di un possibile coinvolgimento di almeno un pilastro dell’autostrada esistente. Analogamente è da tenere sotto particolare attenzione la strada provinciale a monte della stazione ferroviaria”»;

si legge ancora: «Gennarino Tozzi condirettore generale Sviluppo Rete di Autostrade, ancora in una intervista apparsa sabato su Repubblica, negava il movimento del viadotto. (…) Ora la conferma giunge dai palazzi di viale Aldo Moro. Che emette anche altre “sentenze”: la frana, anche dove gli scavi sono già passati, non si è fermata. Anzi, accelera. Forse è stata favorita anche dalle nevicate degli ultimi mesi che, sciogliendosi, hanno reso più scivoloso il terreno. Proprio nelle scorse settimane il consiglio regionale emiliano romagnolo aveva votato all’unanimità un documento che chiedeva ad Anas e Autostrade lo stop ai lavori almeno fino alla fine delle indagini, portate avanti dai magistrati di Bologna. Ma per ora gli scavi proseguono e né il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, né il sindaco di San Benedetto val di Sambro, Gianluca Stefanini, hanno mosso un dito per bloccarli. Nel frattempo, un’altra famiglia (con una bambina piccola) è stata “de-localizzata”, cioè allontanata dalla propria casa. Papà, mamma e figlia sgomberati nei giorni scorsi vanno così ad aggiungersi all’altra dozzina di persone (sulle 500 totali di Ripoli) già evacuate dalle proprie case. intanto, la frana non solo interessa zone sempre più ampie, ha anche ripreso a correre. Come segnalano i tecnici della Regione: “Per quanto riguarda l’area di Santa Maria Maddalena allo stato attuale le velocità del movimento appaiono maggiori rispetto al periodo precedentemente oggetto di rapporto, raggiungendo in alcune aree più prossime agli scavi 1,5 centimetri al mese”. L’area di cui si parla nel rapporto è quella di casa Pellicciari, finora la più colpita dagli scavi che le stanno passando accanto. I geologi Pizziolo e Bernardi evidenziano come le speranze che i movimenti franosi si fermassero erano risultate troppo ottimistiche: “La tendenza alla stabilizzazione menzionata nel rapporto precedente – si legge nella lettera – non sembra confermata dalle ultime rilevazioni. Sono osservabili infatti nell’ultimo periodo segnali indicanti una possibile accelerazione del movimento”. Infine, in conclusione, la lettera dei geologi lancia un monito inquietante. “È probabile nel breve termine una prosecuzione delle attuali velocità, per l’effetto combinato delle due canne in avanzamento sia pure nell’incertezza del comportamento che tali fenomeni possono avere e nell’ipotesi che non si verifichino eventi non prevedibili attualmente, come svuotamenti improvvisi di sacche acquifere, precipitazioni intense e prolungate o collassi delle gallerie per motivi costruttivi. Tale deformazione non potrà che produrre un incremento delle deformazioni sui manufatti e sulle infrastrutture con estensione delle lesioni precedenti”. Insomma, per i prossimi mesi allerta massima»,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda attivarsi al fine di valutare i movimenti franosi ancora in atto del tratto interessato adottando strumenti di monitoraggio sufficienti per una completa ricostruzione delle dinamiche del versante di frana;

se gli elementi in possesso delle autorità competenti evidenzino profili di rischio per le persone e il traffico autostradale;

quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di predisporre un progetto di consolidamento del versante a difesa delle abitazioni esistenti e attualmente danneggiate e delle infrastrutture;

quali misure intenda assumere per la messa in sicurezza, ove necessario, del tratto autostradale interessato;

se siano stati rispettati gli obblighi previsti dal contratto di concessione autostradale.

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